Da Washington a Tokyo: Negoziati con Trump, proteste africane e ambizioni del Giappone

Da Washington a Tokyo: Negoziati con Trump, proteste africane e ambizioni del Giappone
Gli eventi principali della giornata e la reazione del mercato

Gli eventi geopolitici del 13 ottobre hanno dato il tono ai mercati globali: dalla firma di un accordo di pace a Gaza e la ripresa dell'attività diplomatica statunitense alla crisi politica del Madagascar e a un'importante IPO giapponese. L'attenzione degli investitori si sta spostando verso i rischi e le nuove aree di crescita, dall'energia al fintech.

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Incontro Trump-Zelensky

Il Presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che ospiterà Volodymyr Zelensky alla Casa Bianca il 17 ottobre, secondo quanto riportato dal Financial Times. Si tratterà del primo incontro tra i due leader dopo una serie di dichiarazioni su una potenziale espansione del sostegno militare ed economico degli Stati Uniti all'Ucraina.

Durante le sue osservazioni alla Casa Bianca, Trump ha risposto brevemente "Sì" alla domanda di un giornalista sull'imminente visita, senza approfondire l'agenda. In precedenza, Zelensky aveva confermato che l'invito era arrivato direttamente dal presidente americano.

Cessate il fuoco a Gaza

A Sharm El-Sheikh, Trump, insieme ai rappresentanti di Egitto, Qatar e Turchia, ha firmato un accordo per porre fine alla guerra nella Striscia di Gaza tra Israele e Hamas.

L'accordo di pace prevede uno scambio di prigionieri e il graduale ripristino dei corridoi umanitari. Secondo la Deutsche Welle, alla cerimonia di firma erano presenti anche i leader europei.

Il presidente del Madagascar fugge in mezzo alle proteste

Il presidente del Madagascar Andry Rajoelina è fuggito dal Paese in seguito a proteste di massa e defezioni militari. Secondo la Reuters, il capo di Stato è partito a bordo di un aereo militare francese dopo che l'unità d'élite CAPSAT si è rifiutata di aprire il fuoco sui manifestanti.

La Francia non ha ancora confermato il suo ruolo nell'evacuazione, anche se il presidente Emmanuel Macron ha dichiarato che l'ordine costituzionale deve essere preservato. I disordini, iniziati il 25 settembre per la carenza di acqua e di energia elettrica, sono poi degenerati in una vera e propria crisi politica.

SoftBank prepara l'IPO di PayPay

SoftBank è in trattative con gli investitori per quotare negli Stati Uniti il suo ramo fintech giapponese, PayPay, già a dicembre. Gli investitori valutano la società tra i 13 e i 20 miliardi di dollari, rendendola una delle più grandi IPO giapponesi degli ultimi anni.

PayPay domina il mercato giapponese dei pagamenti QR e si sta espandendo nei servizi di criptovaluta: la società ha recentemente acquisito una partecipazione del 40% nell'attività giapponese di Binance per lanciare prodotti di criptovaluta comuni, come riporta CNBC.

Riassunto della giornata

Il 13 ottobre è stato caratterizzato da una serie di sviluppi chiave che riflettono un panorama geopolitico sempre più volatile. Gli Stati Uniti hanno assicurato un cessate il fuoco a Gaza con la partecipazione di Egitto, Qatar e Turchia e si stanno preparando all'incontro di Donald Trump con Volodymyr Zelensky, segnalando il rinnovato ruolo di Washington come mediatore diplomatico attivo. In Africa, la crisi si è aggravata con la fuga del presidente del Madagascar Andry Rajoelina dopo un ammutinamento militare e proteste di massa - un altro episodio di una crescente ondata di instabilità globale. Sul fronte finanziario, l'imminente IPO di PayPay di SoftBank negli Stati Uniti, valutata oltre 20 miliardi di dollari, evidenzia lo spostamento della gravità finanziaria verso i mercati americani. L'insieme di questi eventi suggerisce che il mondo sta entrando in una nuova fase in cui politica, economia e tecnologia sono profondamente intrecciate e le decisioni dei leader si riflettono immediatamente sui movimenti dei mercati e dei capitali.

Reazione del mercato

I mercati globali rimangono cauti mentre gli investitori soppesano i segnali commerciali provenienti da Washington e Pechino, valutando la probabilità di un nuovo conflitto tra le due maggiori economie mondiali.

Martedì le azioni asiatiche hanno registrato un andamento misto. L'indice MSCI Asia-Pacific si è mosso in un range ristretto, con i primi guadagni che si sono affievoliti dopo la notizia che Donald Trump e Xi Jinping si stanno preparando a incontrarsi a fine ottobre. L'indice Hang Seng è sceso dello 0,4%, il CSI 300 è scivolato dello 0,1%, mentre il mercato di Taiwan è salito dello 0,8% grazie al record raggiunto da TSMC dopo la notizia di una partnership con OpenAI e Broadcom. Il Kospi della Corea del Sud ha guadagnato lo 0,6% grazie ai forti guadagni di Samsung Electronics, mentre il Nikkei del Giappone è sceso dell'1,2% dopo la riapertura da una vacanza.

Le valute hanno riflesso la fuga verso la sicurezza. Il dollaro statunitense si è indebolito dopo che Pechino ha annunciato contromisure contro cinque filiali della Hanwha Ocean e nuove tasse portuali. Lo yen si è rafforzato a ¥151,86, il franco svizzero ha guadagnato lo 0,2% e l'euro è rimasto fermo a $1,1585. Il dollaro australiano e quello neozelandese sono scesi rispettivamente dello 0,6% e dello 0,5%, rispecchiando la minore propensione al rischio.

L'oro è salito al livello record di 4.179 dollari l'oncia, con un aumento dell'1,7%, mentre i futures di dicembre sono saliti a 4.187 dollari. Il metallo è salito del 57% da un anno all'altro, spinto dalle aspettative di taglio dei tassi della Federal Reserve, dalle tensioni geopolitiche e dalla forte domanda delle banche centrali. L'argento è balzato del 2,2% a 53,6 dollari, segnando anch'esso un record. Gli analisti di Bank of America e Societe Generale prevedono che l'oro potrebbe raggiungere i 5.000 dollari entro il 2026.

Il petrolio ha registrato guadagni moderati grazie alle speranze di un allentamento della retorica tra Stati Uniti e Cina. Il Brent è salito dello 0,4% a 63,5 dollari e il WTI è salito a 59,7 dollari al barile. Il sentimento del mercato è migliorato dopo i segnali di dialogo, anche se le nuove restrizioni alle esportazioni cinesi e le minacce tariffarie di Trump hanno limitato l'ottimismo.

Le criptovalute sono rimaste sotto pressione. Il Bitcoin è sceso dell'1,9% a 113.629 dollari e successivamente ha corretto sotto i 112.600 dollari, cancellando quasi 500 miliardi di dollari di capitalizzazione di mercato dopo l'annuncio di Trump di tariffe al 100% sulla Cina. Ethereum è sceso del 3-5%, scambiando vicino a 4.100 dollari. Con l'aumento delle tensioni commerciali, gli investitori continuano a privilegiare l'oro e i tradizionali beni rifugio.

Il fine settimana ha sottolineato la tensione della diplomazia globale: Washington cerca di bilanciare il commercio con Pechino, di intensificare la pressione su Mosca e di garantire una svolta negli sforzi di pace in Medio Oriente. Nel frattempo, i dati commerciali cinesi, più forti del previsto, hanno evidenziato il contrasto tra le turbolenze politiche e la resistenza economica della regione.

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