Il greggio WTI scende a 57,3 dollari al barile con l'aggravarsi dei timori per l'eccesso di offerta e l'attenuarsi del premio per il rischio geopolitico
I futures sul greggio West Texas Intermediate (WTI) hanno esteso il loro calo lunedì, scendendo a 57,3 dollari al barile e segnando i livelli più bassi degli ultimi sei mesi. Il calo arriva in seguito alle crescenti preoccupazioni per l'eccesso di offerta, dopo l'ultimo rapporto dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE) che prevede una sostanziale eccedenza del mercato entro il 2026, a causa dell'aumento della produzione OPEC+.
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I punti salienti
- Il greggio WTI scende a 57,3 dollari, il minimo da aprile, mentre l'AIE avverte dei rischi di eccesso di offerta.
- L'allentamento delle tensioni in Medio Oriente cancella parte del premio geopolitico del greggio.
- I grafici tecnici confermano lo slancio ribassista con un supporto vicino a 55,5-56,0 dollari.
L'allentamento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, dove Israele e Hamas hanno riaffermato i loro impegni per il cessate il fuoco, ha contribuito alla perdita del premio di rischio che aveva precedentemente sostenuto i prezzi.
La narrativa dell'eccesso di offerta domina il sentiment
La proiezione dell'AIE di un'eccedenza crescente dell'offerta ha rafforzato la narrativa ribassista che attanaglia i mercati petroliferi. Gli operatori continuano a prezzare l'aumento della produzione da parte dei Paesi OPEC+, in particolare se l'Arabia Saudita e la Russia mantengono gli attuali obiettivi di produzione, mentre i produttori minori ripristinano gradualmente la capacità. La conseguente espansione dell'offerta si scontra con la scarsa crescita della domanda globale, ulteriormente amplificata dal rallentamento dell'attività industriale in Cina e in Europa.
Nel frattempo, lo scenario geopolitico è passato dall'escalation alla moderazione. La riaffermazione del cessate il fuoco tra Israele e Hamas ha eliminato un significativo elemento di rischio dai mercati energetici, spingendo gli investitori a tagliare le posizioni lunghe. Anche gli sviluppi politici nell'Europa orientale sono da tenere d'occhio. Il recente attacco di un drone ucraino, che ha messo fuori uso un importante impianto russo di lavorazione del gas, ha aggiunto uno shock a breve termine sull'offerta, ma il suo impatto è stato attenuato dal più ampio tono ribassista.
Gli operatori di mercato guardano ora all'imminente incontro tra il Presidente degli Stati Uniti Trump e il Presidente russo Putin in Ungheria, che potrebbe influenzare il sentimento del greggio a seconda che i colloqui producano progressi sulla de-escalation o sulla riduzione delle sanzioni. I rinnovati attriti tra Washington e Pechino, tuttavia, continuano a offuscare le prospettive della domanda, poiché le tensioni commerciali minacciano di rallentare la produzione e il consumo di energia.
La struttura tecnica rimane saldamente ribassista
Da un punto di vista tecnico, il greggio WTI rimane sotto una persistente pressione di vendita. Il grafico a 4 ore mostra un canale discendente chiaramente definito che ha contenuto l'azione dei prezzi dalla fine di settembre. Le principali medie mobili rafforzano la resistenza, con la media mobile esponenziale (EMA) a 20 giorni a 57,3 dollari e l'EMA a 50 giorni a 58,6 dollari che fungono da tappi immediati. Le EMA a 100 e 200 giorni, raggruppate rispettivamente a 60,0 e 61,3 dollari, costituiscono ulteriori livelli di resistenza.

Dinamica dei prezzi del WTI (Fonte: TradingView)
Gli indicatori di momentum confermano questa tendenza ribassista. L'indice di forza relativa (RSI) si aggira vicino a 34, segnalando condizioni di ipervenduto ma anche sottolineando la forza del trend ribassista. A meno che il WTI non riesca a recuperare la zona di resistenza di 58,5-59,0 dollari con una chiusura giornaliera, qualsiasi rimbalzo sarà probabilmente di breve durata. Al ribasso, gli operatori osservano attentamente l'area 55,5-56,0 dollari come potenziale supporto, con una rottura decisiva al di sotto di questa fascia che aprirebbe la porta a 54 dollari, visti l'ultima volta in aprile.
Prospettive
Come discusso in precedenza, il greggio WTI rimane intrappolato tra forze contrastanti: l'aumento dell'offerta, la fragilità della domanda e le sporadiche perturbazioni geopolitiche. Le prospettive a breve termine continuano a essere ribassiste, a meno che i prezzi non riescano a stabilizzarsi al di sopra della regione dei 59-60 dollari. Gli operatori monitoreranno attentamente i segnali di produzione dell'OPEC+ e gli sviluppi diplomatici tra Stati Uniti e Russia per trovare una nuova direzione.
Se l'attuale tendenza al ribasso dovesse persistere, il mercato potrebbe testare minimi più profondi nelle prossime sessioni, costringendo potenzialmente i produttori a rivalutare le strategie di produzione. Tuttavia, eventuali tagli a sorpresa o nuovi scontri geopolitici potrebbero offrire un sollievo di breve durata. Per il momento, con i dati tecnici che si oppongono a un rimbalzo, la fatica del WTI a risalire sopra i 58 dollari sottolinea il più ampio scetticismo del mercato sulla ripresa a breve termine.
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