Il greggio WTI scivola a 60 dollari, mentre i timori di un eccesso di offerta fanno passare in secondo piano la pausa di produzione dell'OPEC+
I futures del greggio West Texas Intermediate (WTI) sono scesi dello 0,5% a circa 60,70 dollari al barile martedì, in ritirata dopo un'avanzata di quattro giorni, mentre le rinnovate preoccupazioni sull'eccesso di offerta hanno messo in ombra la decisione dell'OPEC+ di sospendere gli aumenti di produzione all'inizio del 2026. Sebbene il gruppo abbia segnalato una moderazione nel primo trimestre, gli operatori sono rimasti concentrati sull'aumento dell'offerta non-OPEC e sull'indebolimento delle previsioni sulla domanda globale, che continuano a limitare il potenziale di rialzo.
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I punti salienti
- Il greggio WTI scende dello 0,5% a 60,70 dollari, mentre la pausa dell'OPEC+ non riesce a risollevare il sentiment.
- L'aumento della produzione statunitense e non OPEC aumenta i rischi di eccesso di offerta per il 2026.
- Supporto chiave a 60 dollari, con un potenziale di ribasso più marcato verso 55 dollari se la domanda si indebolisce.
L'OPEC+ ha annunciato di voler congelare gli aumenti di produzione previsti da gennaio a marzo 2026, citando la debolezza stagionale della domanda e i crescenti rischi di scorte. La decisione sottolinea l'approccio cauto del gruppo di produttori dopo mesi di negoziazioni volatili, ma la reazione del mercato è rimasta in sordina. Gli analisti sostengono che la mossa riflette il riconoscimento di un ambiente fragile per la domanda piuttosto che una rinnovata fiducia nella stabilità dei prezzi.

Dinamica dei prezzi del WTI (Fonte: TradingView)
I rapporti dell'Agenzia Internazionale per l'Energia (AIE) e di diverse grandi banche continuano a prevedere un lieve surplus di offerta per il prossimo anno, grazie soprattutto alla produzione record di scisto negli Stati Uniti e alla crescita costante di Brasile e Guyana. Questa espansione non-OPEC, unita alla scarsa domanda industriale in Cina e in Europa, ha rafforzato il sentimento ribassista, anche se l'OPEC+ cerca di stabilizzare le aspettative.
Ad aumentare la complessità, gli sviluppi geopolitici hanno introdotto una sporadica volatilità. Gli attacchi dei droni ucraini alla raffineria russa di Tuapse hanno brevemente interrotto le esportazioni attraverso il Mar Nero, ma i mercati si sono ampiamente scrollati di dosso l'incidente, considerandolo un evento di breve durata piuttosto che una limitazione strutturale dell'offerta.
Quadro tecnico: i venditori mantengono il controllo sotto i 63 dollari
Dal punto di vista tecnico, il WTI rimane incastrato in un canale discendente, con ripetuti fallimenti nel superare la resistenza vicino all'EMA a 20 giorni ($60,47) e all'EMA a 50 giorni ($61,57). Il rifiuto di lunedì a questi livelli ha riaffermato il controllo ribassista, mentre la tendenza al ribasso a più lungo termine dai massimi di giugno vicino a 77 dollari continua a definire l'azione dei prezzi.
L'EMA a 100 giorni a 62,96 dollari e l'EMA a 200 giorni a 65,17 dollari formano un gruppo di resistenza chiave, una zona che deve essere superata per qualsiasi inversione significativa. Fino ad allora, il prezzo rimane vulnerabile a ulteriori ribassi. Il supporto immediato è visto a 60 dollari, seguito da un'area di domanda più forte vicino a 55,20 dollari - un livello che coincide con il minimo del giugno 2023 e una soglia psicologica critica per la stabilità del mercato.
Gli indicatori di momentum dipingono un quadro cauto. L'RSI rimane al di sotto di 50, segnalando una debole convinzione degli acquirenti, mentre il Parabolic SAR continua a stampare al di sopra dei livelli di prezzo, confermando una pressione al ribasso sostenuta. Finché i prezzi rimarranno al di sotto dei 63 dollari, il rischio rimane orientato al ribasso, con potenziali test di 56-55 dollari in caso di ulteriore deterioramento del sentimento macro.
Prospettive: Consolidamento prima di una possibile rottura
Le prospettive a breve termine per il greggio WTI rimangono incerte, con fattori fondamentali e tecnici che propendono entrambi per un consolidamento o un modesto ritracciamento. Gli operatori monitoreranno i dati sulle scorte statunitensi e l'utilizzo delle raffinerie per ottenere indizi sulla tenuta della domanda interna. Sebbene le sanzioni contro le imprese energetiche russe possano ridurre l'offerta localizzata, il quadro più ampio rimane dominato da un eccesso di produzione e da un consumo contenuto.
Nelle prossime settimane, il mantenimento del supporto a 60 dollari sarà fondamentale per evitare un sell-off più profondo. Un crollo decisivo al di sotto di questo livello potrebbe favorire un movimento verso 55-54,50 dollari, segnando un retest del minimo dello scorso anno. Al contrario, un breakout al di sopra dei 63-65 dollari sarebbe necessario per ripristinare il sentimento rialzista e aprire la strada a una ripresa verso i 70 dollari.
Al momento, il greggio WTI rimane intrappolato tra le correnti geopolitiche e la realtà economica, sostenuto dalle perturbazioni regionali ma appesantito dal persistente spettro delle eccedenze. A meno che non migliorino i segnali di domanda o non si intensifichino i freni alla produzione, la via di minor resistenza sembra inclinata verso il basso mentre il mercato si avvicina alla fine dell'anno.
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