Il greggio WTI si mantiene vicino a 59,40 dollari mentre le perturbazioni nel Mar Nero e le tensioni tra Stati Uniti e Venezuela ridisegnano le prospettive dell'offerta

Il greggio WTI si mantiene vicino a 59,40 dollari mentre le perturbazioni nel Mar Nero e le tensioni tra Stati Uniti e Venezuela ridisegnano le prospettive dell'offerta
Il greggio WTI si mantiene al di sopra del supporto chiave mentre le interruzioni nel Mar Nero e le tensioni negli Stati Uniti spostano le dinamiche dell'offerta

I futures del greggio WTI sono stati scambiati martedì vicino a 59,40 dollari al barile, stabilizzandosi dopo un rimbalzo di due giorni guidato da un panorama geopolitico in rapida evoluzione. Un'importante rotta di esportazione nel Mar Nero rimane offline in seguito agli attacchi ucraini alle infrastrutture legate al Consorzio dell'oleodotto del Mar Caspio, mentre il messaggio degli Stati Uniti nei confronti del Venezuela si è inasprito dopo che il presidente Donald Trump ha avvertito che lo spazio aereo venezuelano dovrebbe essere considerato chiuso.

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I punti salienti

- Il WTI viaggia vicino a 59,40 dollari, mentre le interruzioni geopolitiche rimodellano le aspettative di approvvigionamento.

- Le interruzioni nel Mar Nero e le tensioni tra Stati Uniti e Venezuela spingono i mercati verso un prezzo a premio di rischio.

- L'OPEC+ mantiene la produzione fino al 2026, riflettendo una gestione prudente in presenza di una domanda irregolare.

Il cambiamento ha portato in primo piano i rischi dell'offerta proprio quando l'OPEC+ ha riaffermato la decisione di mantenere invariata la produzione fino al primo trimestre del 2026, una mossa pensata per contenere le scorte in un periodo di domanda fragile.

La compressione tecnica persiste, mentre il greggio testa il minimo di lungo periodo

Sul grafico, il WTI ha trascorso gran parte dell'anno all'interno di un triangolo discendente in compressione, una formazione caratterizzata da massimi inferiori e da un corridoio di supporto a lungo termine tra 56,50 e 57 dollari. Questa fascia ha agito come un'ancora strutturale per i flussi fisici e speculativi. L'ultimo rimbalzo si è formato proprio su questa soglia, sottolineando che gli operatori di mercato continuano a rispettare i livelli tecnici stabiliti, anche se l'incertezza macroeconomica si intensifica.

Dinamica del prezzo del greggio WTI (Fonte: TradingView)

Tuttavia, il prezzo rimane saldamente bloccato sotto una linea di resistenza discendente vicino a 60,30 dollari, che ora si allinea con l'EMA a 20 giorni in calo. Questa confluenza rafforza la zona come un tetto a breve termine che deve essere superato per consentire a qualsiasi narrazione rialzista di riguadagnare trazione. Il WTI è inoltre scambiato al di sotto dell'EMA a 50 giorni a 61,78 dollari e dell'EMA a 100 giorni a 64,15 dollari, una configurazione che riflette una persistente pressione al ribasso derivante dalla debolezza dei margini di raffinazione e dall'instabilità dei modelli di consumo. Ogni tentativo di rally degli ultimi mesi è svanito di fronte a questo profilo di resistenza sovrapposto.

Il momentum, tuttavia, mostra segni di stabilizzazione di fondo. L'RSI ha evitato letture di profondo ipervenduto nelle recenti fasi di ripiegamento e ora mostra una precoce divergenza rialzista, un segnale che ha preceduto recuperi dal 7 al 12% all'inizio di quest'anno. Sebbene la divergenza da sola non sia un fattore scatenante, suggerisce che i venditori stanno perdendo slancio a livelli progressivamente più alti, rafforzando l'ipotesi che il WTI stia costruendo una base piuttosto che prepararsi a un crollo più ampio.

Gli shock dell'offerta alzano la posta in gioco con la tenuta dell'OPEC+ e l'inasprimento della politica estera statunitense

Il quadro fondamentale complica il panorama tecnico. L'interruzione delle operazioni di carico del greggio della CPC nel Mar Nero elimina un flusso significativo di forniture kazake in un momento in cui il mercato globale è estremamente sensibile a interruzioni incrementali. Con una capacità di riserva limitata a poche regioni politicamente fragili, i commercianti sono pronti a prezzare il "barile marginale" a un prezzo maggiorato.

Allo stesso tempo, le tensioni tra Stati Uniti e Venezuela si sono intensificate. La dichiarazione di Trump sulla restrizione dello spazio aereo venezuelano, unita al rafforzamento della posizione militare americana nella regione, aumenta il rischio che il deterioramento diplomatico possa compromettere la produzione o la logistica dei trasporti. Il Venezuela è stato un importante contrappeso alla restrizione dell'OPEC+ quest'anno, e qualsiasi interruzione comporterebbe una contrazione degli equilibri più rapida del previsto.

Da parte sua, l'OPEC+ ha scelto di mantenere gli attuali livelli di produzione fino all'inizio del 2026. Scegliendo di congelare la produzione invece di tagliare ulteriormente, il gruppo si è detto fiducioso che la credibilità e la messaggistica disciplinata possano gestire le scorte senza interventi più profondi. Il rischio è che questo approccio possa rivelarsi insufficiente in caso di indebolimento della crescita globale, anche se gli shock dell'offerta potrebbero alleviare la pressione al ribasso se le interruzioni diventassero più diffuse.

Prospettive: Il greggio attende una pausa mentre le turbolenze macro si scontrano con la stanchezza tecnica

Il WTI si trova ora all'incrocio tra supporto strutturale e imprevedibilità geopolitica. Una chiusura al di sopra dei 60,30 dollari sarebbe il primo segnale che il greggio è pronto a sfidare le fasce più alte, con 61,80 e 64 dollari che fungono da livelli di resistenza sequenziali legati alle principali medie mobili. Il mancato superamento della resistenza, tuttavia, lascia i prezzi vulnerabili a un ritorno verso il pavimento di 56,50-57,00 dollari. Una rottura di questo livello esporrebbe a 53,00 dollari, un livello non rivisitato dall'inizio del 2024.

Per ora, l'equilibrio dei segnali suggerisce un mercato in attesa di convinzione. L'affaticamento tecnico, la divergenza rialzista emergente e la difesa persistente del supporto indicano la costruzione di una base. Ma le turbolenze macro - in particolare le interruzioni delle forniture e i cambiamenti di politica estera degli Stati Uniti - continuano a iniettare volatilità in un ambiente di domanda già fragile.

In un precedente rapporto, abbiamo sottolineato che la costante difesa del supporto di lungo periodo del WTI, nonostante i flussi ribassisti, suggeriva che il mercato stava entrando in una fase di compressione piuttosto che di rottura. L'attuale interazione tra geopolitica e struttura tecnica rafforza questo punto di vista, con la regione 56,50-57,00 dollari che rimane il fulcro della prossima direzione del greggio.

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