Previsioni sul prezzo dell'oro: Il ritorno a 4.200 dollari testa il supporto in attesa dei dati chiave degli Stati Uniti
L'oro è sceso martedì a circa 4.200 dollari l'oncia, con un calo di circa l'1% dopo un rally che ha spinto il metallo ai livelli più alti delle ultime sei settimane. Il calo è dovuto al fatto che i trader hanno ridotto l'esposizione in vista della riunione della Federal Reserve, che dovrebbe portare a un taglio dei tassi la prossima settimana.
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I punti salienti
- L'oro arretra dell'1% dopo aver toccato i massimi di sei settimane.
- I mercati quotano l'88% di possibilità di un taglio dei tassi della Fed la prossima settimana.
- Il supporto del trend rimane saldo sopra la zona di 4.090 dollari.
I mercati dei futures assegnano ora una probabilità dell'88% a una riduzione di 25 punti base, sostenuta da nove mesi consecutivi di contrazione del settore manifatturiero e dalla comunicazione costantemente dovish dei funzionari della Fed. Il ritracciamento è visto come una gestione di routine delle posizioni piuttosto che come un cambiamento del sentimento, con le aspettative macro e la domanda strutturale ancora allineate a favore dell'oro.
Il mercato si raffredda mentre i trader si coprono in vista della decisione della Fed
L'ultima mossa dell'oro riflette una fase di consolidamento all'interno di un più ampio trend rialzista. Dopo aver toccato un picco vicino a 4.381 dollari, il metallo si è avvicinato al 61,8% del ritracciamento di Fibonacci a 4.191 dollari, un livello che è stato il perno principale del recente rialzo. L'avanzata di lunedì ha brevemente spinto l'oro a superare la fascia di resistenza compresa tra 4.200 e 4.275 dollari, ma l'inversione di martedì mostra un'esitazione mentre gli investitori si preparano a una serie di dati che potrebbero influenzare il tono della Fed.

Previsioni sul prezzo dell'oro (Fonte: TradingView)
La linea di tendenza discendente a breve termine tracciata dal massimo di ottobre continua ad agire come un tetto, e l'oro l'ha respinta due volte. Questo comportamento suggerisce che i trader non sono disposti a inseguire un breakout prima della conferma dell'allentamento delle politiche.
Nonostante la pausa, il trend rialzista più ampio rimane intatto. Il supporto supertrend a 4.266 dollari è diventato rialzista e il SAR parabolico continua a rimanere sotto il prezzo, indicando che il mercato non è entrato in una fase di inversione. L'oro rimane inoltre comodamente al di sopra della zona di supporto a medio termine vicino a 4.090 dollari, dove la domanda precedente converge con il ritracciamento del 38,2%. Anche un pullback più profondo nella regione compresa tra 4.000 e 4.030 dollari rappresenterebbe una normale volatilità piuttosto che una rottura strutturale. Solo una chiusura al di sotto dei 3.885 dollari metterebbe in discussione la tendenza macro che ha guidato l'oro dal breakout estivo.
I segnali macro puntano ancora verso l'allentamento della tensione
Il contesto politico rimane favorevole. La Fed è sottoposta a crescenti pressioni per un cambio di rotta a causa del rallentamento dell'economia, con l'indebolimento della produzione manifatturiera, la moderazione della creazione di posti di lavoro e l'attività dei consumatori che mostra segni di stanchezza. Gli operatori guarderanno al rapporto ADP di questa settimana e ai dati PCE, attesi da tempo, per avere una conferma, ma la funzione di reazione del mercato rimane asimmetrica. I dati deboli rafforzano l'aspettativa di allentamento. Dati forti possono ritardare ma probabilmente non faranno deragliare la traiettoria della Fed dopo mesi di comunicazioni dovish.
Il metallo beneficia anche del posizionamento trasversale degli asset. I titoli azionari statunitensi rimangono tesi, i mercati obbligazionari continuano a subire oscillazioni guidate dai tassi e il dollaro ha perso parte del suo premio di rendimento. In questo contesto, l'oro si distingue come asset difensivo liquido con correlazioni macro ben comprese. I recenti afflussi nei veicoli auriferi riflettono questa rotazione, con i gestori patrimoniali che privilegiano l'oro come stabilizzatore durante un rallentamento tardivo del ciclo.
L'azione dei prezzi nelle ultime sei settimane - rally brusco, correzione ordinata e rapida ripresa - dimostra che la domanda sottostante rimane costante piuttosto che speculativa. I flussi strategici, e non il trading a breve termine, continuano a determinare la tendenza.
Cosa osservare da qui in poi
L'oro rimane in formazione rialzista finché si mantiene al di sopra di 4.090 dollari. Un breakout sostenuto attraverso 4.275 dollari aprirebbe un movimento verso il test dei recenti massimi vicino a 4.380 dollari, con il potenziale per una nuova scoperta dei prezzi se la Fed confermerà un percorso dovish. La mancata tenuta del supporto intermedio, tuttavia, potrebbe invitare a un pullback più profondo nelle aree in cui gli acquirenti a lungo termine sono intervenuti in precedenza.
La narrativa rimane chiara: le condizioni monetarie si stanno allentando, i dati sull'inflazione si stanno attenuando e l'oro continua a comportarsi come un bene rifugio di fine ciclo. Il calo di martedì riflette la cautela in vista di importanti catalizzatori, non un cambiamento nella tendenza di fondo.
Il nostro precedente articolo sottolineava il forte allineamento dell'oro con le forze macro, tra cui le aspettative di taglio dei tassi, il calo dei rendimenti e l'aumento della domanda difensiva. L'ultimo movimento conferma questo quadro, in quanto il metallo continua a consolidare la parte alta del suo range in vista della decisione della Fed.
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