Unrae, immatricolazioni di veicoli industriali in aumento a giugno e nel primo semestre
Il mercato italiano dei veicoli industriali mostra un'accelerazione a giugno, con una crescita delle immatricolazioni che conferma un andamento positivo anche sul bilancio dei primi sei mesi. Il progresso complessivo riflette però dinamiche molto diverse tra le varie fasce di peso, con segmenti stabili, altri in calo e altri ancora in forte espansione.
In evidenza
- A giugno 2025 le immatricolazioni di veicoli industriali salgono a 2.716 unità, +6,5% rispetto alle 2.551 dello stesso mese 2025.
- Il segmento 6,01-15,99 tonnellate cresce del 92,3%, mentre il range 3,51-6 tonnellate perde il 13%, evidenziando un mercato disomogeneo.
- Nel primo semestre 2025 il totale delle immatricolazioni raggiunge 15.065 unità, registrando un aumento del 4% su base annua.
Andamento delle immatricolazioni e dati di giugno
Come riportato da Borsa Italiana citando Unrae, sulla base dei dati di immatricolazione forniti dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, a giugno le immatricolazioni di veicoli industriali si attestano a 2.716 unità, in aumento del 6,5% rispetto alle 2.551 registrate nello stesso mese del 2025.Nel dettaglio, il comparto dei veicoli pesanti oltre le 16 tonnellate resta stabile. La crescita dei trattori stradali, pari al 6,2%, compensa infatti la flessione dei carri, che segnano un calo dell'8,7%.
Dinamiche per segmento e quadro semestrale
Nelle altre fasce di peso, i veicoli da 3,51 a 6 tonnellate registrano una contrazione del 13%, mentre i mezzi tra 6,01 e 15,99 tonnellate evidenziano un aumento del 92,3%, segnalando un andamento molto disomogeneo del mercato.Il primo semestre si chiude con 15.065 immatricolazioni complessive, in crescita del 4% rispetto alle 14.485 unità dei primi sei mesi del 2025. I dati indicano quindi un'espansione moderata del settore nel suo complesso, sostenuta soprattutto dalla tenuta dei mezzi pesanti e dal forte balzo della fascia intermedia.
Nel nostro precedente articolo sulla crescita dei porti italiani e della centralità del Mediterraneo nei traffici container abbiamo evidenziato che nel 2025 gli scali nazionali mostrano risultati superiori alla media europea, con volumi merci e TEU in aumento. L’analisi sottolineava anche prospettive di ulteriore espansione del traffico container nell’area entro il 2030, nonostante le tensioni geopolitiche e il minore utilizzo del Canale di Suez.
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