Fiom porta la crisi di Menarini Bus al tavolo automotive del Mimit
La vertenza Menarini Bus entra nel confronto istituzionale sull'automotive mentre cresce la pressione sindacale sul Governo per un intervento diretto. Fiom sostiene che la situazione dell'unico produttore italiano di autobus in cassa integrazione richiede una svolta immediata e un tavolo ministeriale dedicato.
In evidenza
- Fiom porta la crisi di Menarini Bus al tavolo automotive del Mimit, chiedendo un incontro ministeriale specifico per soluzioni concrete.
- La Fiom critica il Governo per oltre due anni di contatti infruttuosi con investitori cinesi e sollecita una regia pubblica più forte sul dossier.
- La continuità produttiva dell'unico costruttore italiano di autobus resta centrale, con ricadute sulla filiera industriale nazionale della mobilità.
Richieste sindacali in vista del confronto al Mimit
Come riportato da Borsa Italiana, la Fiom porta il tema della crisi di Menarini Bus al tavolo automotive convocato per domani al Mimit, con l'obiettivo di sollecitare un incontro ministeriale specifico sull'azienda.Samuele Lodi, segretario nazionale Fiom-Cgil e responsabile del settore mobilità, afferma durante una conferenza stampa sulla crisi di Menarini Bus che la condizione dell'unico produttore italiano di autobus in cassa integrazione è inaccettabile. Aggiunge che il sindacato ha bisogno di un confronto capace di determinare una svolta concreta, e ribadisce che solo il Governo può imprimere questo cambio di passo.
Lodi precisa inoltre che un incontro limitato a illustrare possibilità future non ancora concretizzate non è sufficiente. Secondo il dirigente sindacale, serve invece una sede decisionale che dia risposte operative alla crisi industriale dell'azienda.
Pressione sul Governo e nodo investitori
L'esponente della Fiom sostiene che da oltre due anni l'esecutivo richiama contatti per favorire l'ingresso nel Paese di investitori cinesi, senza che finora emerga alcun esito concreto. Per questo il sindacato chiede una regia pubblica più forte nel dossier Menarini Bus.Per la Fiom, i colloqui non possono restare confinati alle relazioni tra soggetti privati, ma richiedono un coordinamento governativo diretto. La vicenda assume un rilievo più ampio per il settore della mobilità e per la filiera industriale italiana degli autobus, in un contesto in cui la continuità produttiva dell'unico costruttore nazionale del comparto resta al centro delle preoccupazioni sindacali.
Il nuovo Fondo da 50 milioni per la formazione di percettori di NASpI e lavoratori in cassa integrazione, di cui abbiamo parlato in un nostro precedente approfondimento, punta a rafforzare le politiche attive e accompagnare le transizioni occupazionali tramite percorsi gestiti dalle Regioni nell’ambito del Programma GOL. La misura prevede anche certificazione delle competenze e, dove stabilito, indennità o bonus per favorire la partecipazione, offrendo un supporto concreto a chi è colpito da difficoltà aziendali.
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