Buzzi resta buy per BofA, target price ridotto a 55 euro

Buzzi resta buy per BofA, target price ridotto a 55 euro
Buzzi, target rivisto da BofA

La valutazione su Buzzi viene rivista al ribasso da Bank of America, che però continua a vedere un significativo margine di recupero per il titolo. La banca indica che le attuali quotazioni riflettono uno scenario troppo severo rispetto alla redditività, alla generazione di cassa e alla solidità patrimoniale del gruppo.

In evidenza

  • BofA conferma rating Buy su Buzzi e riduce il target price a 55 euro da 58 euro, stimando un potenziale upside superiore al 20%.
  • Buzzi quota circa 6x EV/EBITDA e 9x utili attesi 2027, uno sconto vicino al 40% rispetto ai peer europei che trattano a 9x e 15x.
  • BofA prevede che Buzzi manterrà posizione di cassa netta dopo investimenti annui tra 500 e 550 milioni di euro nei prossimi tre anni.

Valutazione di BofA e metriche di sconto

Come riportato da Borsa Italiana, Bank of America abbassa il target price su Buzzi a 55 euro per azione da 58 euro e conferma la raccomandazione "Buy", indicando un potenziale di rialzo superiore al 20%. La banca d'affari evidenzia che il gruppo, attivo nel cemento e quotato su Euronext Milan, tratta con uno sconto marcato rispetto ai principali concorrenti europei del settore.

Secondo l'analisi, Buzzi quota intorno a 6 volte l'EV/EBITDA atteso per il 2027, contro circa 9 volte dei peer, e a circa 9 volte gli utili, rispetto a circa 15 volte dei concorrenti. Questo divario, pari a circa il 40%, appare difficile da giustificare alla luce di un ROCE a un anno del 9,8%, giudicato simile, se non migliore, rispetto a quello del comparto. BofA sottolinea inoltre che Buzzi dispone di un bilancio più solido ed è l'unico produttore europeo di cemento sotto copertura della banca a presentare una posizione di liquidità netta.

Pressioni macro e capacità di investimento

I trend macroeconomici nei mercati chiave del gruppo si indeboliscono, ma secondo BofA non nella misura suggerita dall'andamento del titolo. Negli U.S., i tassi di interesse elevati continuano a pesare sulle costruzioni nel breve termine, anche se il margine di Buzzi nel Paese resta strutturalmente superiore al 35%.

La domanda in Texas, che secondo le stime rappresenta circa il 20% delle vendite statunitensi, rimane sostenuta da crescita demografica, infrastrutture e attività dei data center. In Germania il contesto resta debole, ma le aspettative sono già basse e il pacchetto infrastrutturale apre opzioni di medio termine.

BofA prevede inoltre che il gruppo mantenga una posizione di cassa netta anche dopo investimenti annui compresi tra 500 e 550 milioni di euro nei prossimi tre anni. Questa flessibilità, secondo la banca, consente a Buzzi di finanziare manutenzione e crescita, valutare acquisizioni strategiche, continuare la remunerazione degli azionisti e accelerare la decarbonizzazione senza appesantire il bilancio.

Nel nostro precedente approfondimento sull’ammodernamento della rete autostradale italiana abbiamo evidenziato il fabbisogno di investimenti stimato in circa 50 miliardi di euro per rigenerare gallerie e ponti e adeguare la rete a sicurezza e normative europee. L’articolo sottolineava che le concessionarie hanno già avviato interventi nonostante l’assenza di PEF aggiornati e che il comparto entra in una fase di trasformazione di lungo periodo, con ricadute attese sulla filiera delle infrastrutture e delle costruzioni.

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