Advant Nctm vede nelle nuove regole Ue sui data center una leva per la sovranità digitale
La crescita della domanda di capacità computazionale e il calo della quota di mercato dei fornitori cloud europei stanno spingendo Ue e Italia a rafforzare il quadro normativo sui data center. Le nuove misure collegano sempre più queste infrastrutture alla tutela della sovranità digitale e impongono alle imprese un adeguamento rapido di contratti, servizi e politiche sui dati.
In evidenza
- La quota di mercato dei fornitori cloud europei è scesa dal 29% del 2017 a circa il 15% nel 2022, mentre cresce rapidamente la domanda di calcolo.
- Dal 3 giugno 2026, il Cloud and AI Development Act introdurrà quattro livelli di garanzia e obblighi crescenti per data center attivi in settori sensibili nell’UE.
- Le nuove norme europee e italiane spingono imprese a rinegoziare contratti e SLA cloud, favorendo il criterio del buy European negli appalti pubblici.
Quadro normativo europeo e italiano
Come riportato da Borsa Italiana, citando Antonio Corda, avvocato e of Counsel di Advant Nctm, segnala che la quota di mercato dei fornitori cloud europei è scesa dal 29% del 2017 a circa il 15% nel 2022, mentre la domanda di capacità computazionale cresce rapidamente con lo sviluppo di modelli di AI sempre più energivori.Per rispondere al deficit strutturale di capacità nei data center e alla dipendenza da un numero limitato di fornitori cloud non europei, il 3 giugno 2026 la Commissione europea pubblica la proposta di regolamento Cloud and AI Development Act, elemento centrale del Tech Sovereignty Package. Il testo punta a rafforzare la capacità dei data center Ue e introduce un sistema comune europeo di valutazione della sovranità cloud e AI, articolato in quattro livelli di garanzia, con obblighi crescenti per gli operatori attivi in settori sensibili come energia, sanità e difesa.
L'Italia si muove già nella stessa direzione. Con il dl 21/2026, convertito dalla legge 49/2026, viene introdotto un procedimento autorizzatorio unico per i data center, con l'obiettivo di superare la frammentazione procedurale e la gestione dispersa delle autorizzazioni che a livello locale rallentano gli investimenti infrastrutturali.
Impatto su imprese e infrastrutture critiche
Le iniziative europea e nazionale convergono su un punto, i data center non vengono più trattati come semplici infrastrutture tecniche ma come asset essenziali per la competitività digitale e per la protezione della sovranità tecnologica. In questo contesto, la regolazione del settore assume un ruolo centrale nel presidio delle infrastrutture critiche dell'economia dei dati.Per le imprese, le ricadute sono immediate. Contratti cloud, service level agreement e politiche di data residency devono essere rinegoziati alla luce dei requisiti previsti dalle nuove norme, all'interno di un sistema di compliance che in parte si sovrappone a Gdpr, Nis2, Dora e AI Act.
Il quadro delineato aggiunge anche un valore premiale al criterio del buy European negli appalti pubblici per servizi cloud e AI, rafforzando l'orientamento verso una maggiore autonomia strategica europea nelle tecnologie digitali.
Nel nostro precedente approfondimento su Retelit e i suoi data center abbiamo riportato che il gruppo sta portando avanti un piano triennale di investimenti e, da mesi, valuta diverse opzioni strategiche per valorizzare o cedere questi asset. Abbiamo inoltre evidenziato la crescita dei servizi cloud legati ai data center e il ruolo della localizzazione dei dati nel rafforzare il posizionamento dell’azienda nelle infrastrutture digitali italiane.
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