Milano limita i cali dopo la stretta Bce, rendimenti e petrolio sotto pressione
Le Borse europee chiudono sotto la parità nella seduta del 10 settembre, mentre Piazza Affari contiene le perdite a fronte di una nuova stretta monetaria della Bce. Il mercato guarda già a un possibile ulteriore rialzo dei tassi a dicembre, in un quadro segnato da rendimenti sovrani ai massimi pluriennali e dal nuovo aumento del petrolio.
Punti chiave
- La Bce alza i tassi di 25 punti base, causando cali nei listini europei con Milano a -0,13% e rendimenti del Bund decennale al 3,49%.
- Il Brent raggiunge 105,85 dollari al barile (+4,6%) e il Wti supera i 100 dollari (+4,5%) a causa di tensioni geopolitiche e timori di conflitto prolungato con l'Iran.
- A Piazza Affari spiccano Lottomatica (+5,44% dopo la fusione con Cirsa), Leonardo (+2,85%) e Inwit (+2,25%), mentre Intesa Sanpaolo resta stabile (+0,09%).
Stretta Bce e reazione dei mercati
Come riporta Borsa Italiana, la decisione della Bce di alzare i tassi di 25 punti base pesa sui listini europei, con Milano a -0,13%, Parigi a -0,49%, Francoforte a -0,69%, Amsterdam e Madrid sulla parità e Londra a -0,5%. La presidente Christine Lagarde non indica un percorso preciso sulle prossime mosse dell'Eurotower e afferma che non viene discusso alcun possibile sentiero futuro dei tassi, ma il mercato continua a prezzare un'altra stretta a dicembre.Dopo l'annuncio, i rendimenti dei titoli di Stato dell'Eurozona salgono sui massimi da diversi anni. Il Bund decennale arriva al 3,49%, livello che non si vede da aprile 2011, mentre il BTp benchmark con scadenza 1 luglio 2036 si porta al 4,35% dal 4,26% dell'apertura, con lo spread rispetto ai titoli tedeschi a 86 punti; anche i Bonos spagnoli toccano un picco dal 2023 al 3,95%.
Prosegue anche il rialzo dei Treasury U.S., con il decennale al 4,908%, ai massimi dal 2023, mentre il trentennale sale di 0,06 punti percentuali al 5,35%, livello più alto dal 2007. Sul mercato valutario, l'euro/dollaro resta poco mosso a 1,1625, l'euro/yen si attesta a 179,06 e il dollaro/yen sale a 154,02.
Petrolio in rialzo e tenuta dei titoli difensivi
Il quadro resta condizionato anche dalle tensioni geopolitiche, che secondo Lagarde continuano a spingere al rialzo i prezzi dell'energia e possono mantenere l'inflazione complessiva ben al di sopra dell'obiettivo fino alla prima metà del 2027. Nella seduta il greggio accelera ancora dopo che il Wall Street Journal riferisce di colloqui tra alti consiglieri della Casa Bianca e il presidente Donald Trump sull'ipotesi che la guerra con l'Iran si prolunghi oltre il giorno dell'insediamento del prossimo presidente, nel gennaio 2029.Il Brent supera così i 105 dollari al barile a 105,85, in rialzo del 4,6%, mentre il Wti torna sopra i 100 dollari a 100,8, con un progresso del 4,5%. In questo contesto, a Piazza Affari si mettono in evidenza i titoli considerati più difensivi o sostenuti da operazioni straordinarie.
Lottomatica torna a correre con un rialzo del 5,44% a una settimana dall'annuncio della fusione con Cirsa. Bene anche Leonardo, in crescita del 2,85%, e Inwit, in rialzo del 2,25%; sul fronte bancario Intesa Sanpaolo chiude quasi invariata a +0,09% dopo il via libera dei soci all'aumento di capitale al servizio dell'Opas su Mps, che sale dello 0,55%, mentre la banca senese deposita in Consob i documenti relativi alle due ops volontarie su Banco Bpm, a -0,06%, e Banca Generali, a +0,38%.
Nel nostro precedente approfondimento sui massimi dei rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona dopo la stretta della BCE abbiamo ricostruito l’impennata di Bund, BTp, Oat e Bonos, con spread BTp-Bund in area 86 punti e il mercato concentrato sulla traiettoria dei tassi. Avevamo anche evidenziato che Christine Lagarde non aveva indicato un percorso futuro prestabilito, ribadendo che le decisioni sarebbero state prese riunione per riunione con l’obiettivo di riportare l’inflazione al 2%.
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