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UNCTAD sollecita maggiori investimenti nell’IA in competenze e connettività

UNCTAD sollecita maggiori investimenti nell’IA in competenze e connettività
Potenziare l’impatto globale dell’IA

Con l’accelerazione degli investimenti nelle infrastrutture per l’intelligenza artificiale, responsabili politici e investitori si chiedono se i vantaggi di questa tecnologia possano estendersi oltre le economie che ospitano la maggior parte della capacità di calcolo. Il dibattito si sta svolgendo al World Investment Forum 2026 di Doha, dove l’UNCTAD afferma che una distribuzione inclusiva dei benefici dipenderà dagli investimenti in competenze, energia, connettività e adozione locale.

Punti chiave

  • Secondo l’UNCTAD, gli investimenti greenfield nelle infrastrutture per l’IA sono cresciuti a un tasso medio annuo del 47% dal 2020 al 2025 e rappresentano oggi il 60% di tutti gli investimenti greenfield strategici.
  • Gli investimenti e l’innovazione globali nell’IA restano fortemente concentrati: 100 aziende sono responsabili del 40% della R&S mondiale. Al World Investment Forum 2026 di Doha si chiedono quindi maggiori opportunità di accesso.
  • L’UNCTAD sottolinea che il valore economico generato dall’uso dell’IA dipende dagli investimenti in competenze, connettività, accesso ai finanziamenti e protezione dei dati, oltre che nella costruzione delle infrastrutture di base.

Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.

Il forum di Doha definisce le priorità per gli investimenti nell’IA

Secondo quanto riportato da UN Trade and Development, gli investimenti greenfield annunciati nelle infrastrutture per l’IA sono cresciuti in media del 47% all’anno tra il 2020 e il 2025. Oggi le infrastrutture per l’IA rappresentano tre quinti di tutti gli investimenti greenfield nei settori strategici a livello mondiale.

L’agenzia afferma che l’attuale boom resta concentrato in un numero limitato di economie, mentre 100 aziende rappresentano il 40% della ricerca e sviluppo a livello globale. Al World Investment Forum 2026 di Doha, il primo programma dell’evento interamente dedicato all’IA riunisce investitori, responsabili politici e leader del settore tecnologico per esaminare come finanziamenti, governance, innovazione e competenze possano contribuire a distribuire più ampiamente i benefici.

Secondo l’UNCTAD, costruire centri dati e altre infrastrutture di calcolo non basta a garantire che le economie in via di sviluppo possano cogliere il valore generato dall’IA. L’agenzia sostiene che l’uso efficace della tecnologia da parte delle imprese e dei servizi pubblici richiede anche elettricità affidabile, connettività a prezzi accessibili, capacità di ricerca, accesso ai finanziamenti e dati utilizzabili.

Il segretario generale ad interim Pedro Manuel Moreno afferma che la maggior parte del valore economico deriverà dall’impiego dell’IA in settori come l’agricoltura, i sistemi sanitari, la logistica e i servizi pubblici. Aggiunge che, per sfruttare al meglio queste applicazioni, occorrono investimenti specifici in competenze, connettività e capacità di adozione.

L’adozione inclusiva determina i benefici economici

L’agenda dell’UNCTAD per ampliare i benefici dell’IA si articola in tre priorità: investire nell’intero ecosistema, ampliare l’accesso a finanziamenti, strumenti e mercati per le imprese più piccole e rafforzare la fiducia attraverso la protezione dei dati, la cybersicurezza, standard interoperabili e infrastrutture efficienti nell’uso delle risorse.

L’agenzia traccia un parallelo con l’economia digitale, in cui gran parte della ricchezza generata da Internet è derivata dal suo utilizzo, non da chi ha posato i cavi o ospitato i server. Secondo l’UNCTAD, l’IA potrebbe seguire uno schema simile: applicazioni nelle lingue locali, sviluppo delle imprese e adozione nel settore pubblico saranno quindi fondamentali per i rendimenti economici a lungo termine.

Nell’ambito di questo impegno, l’UNCTAD collabora con l’Unione internazionale delle telecomunicazioni per mettere in contatto partner pubblici e privati con soluzioni di investimento volte a favorire una diffusione più inclusiva dell’IA.

Nel nostro precedente approfondimento sull’impatto dell’IA sulla competitività delle imprese, abbiamo spiegato come questa tecnologia stia innalzando gli standard di rendimento e lasciando meno spazio alle aziende che si affidano a risultati «nella media». L’articolo sottolineava che restare competitivi dipende sempre più dalla revisione delle priorità di investimento, dall’aggiornamento delle competenze della forza lavoro e dalla trasformazione dei modelli decisionali e operativi, affinché l’IA possa tradursi in incrementi di produttività.

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