Williams della Fed lascia la porta aperta ai rialzi dei tassi se l'inflazione persiste

Williams della Fed lascia la porta aperta ai rialzi dei tassi se l'inflazione persiste
Williams mantiene sul tavolo i rialzi dei tassi della Fed

Il presidente della Federal Reserve di New York, John Williams, prevede che l'inflazione rallenterà durante la seconda metà del 2026 e si attenuerà ulteriormente l'anno prossimo, ma non ha lasciato dubbi sul fatto che la banca centrale potrebbe aumentare i tassi di interesse se le pressioni sui prezzi dovessero persistere. La sua posizione lo colloca tra i funzionari che premono per un inasprimento immediato e i decisori politici che ritengono che l'attuale orientamento sia già sufficientemente restrittivo per il momento.

Punti chiave

  • Williams prevede che l'inflazione si attenuerà nel corso dell'anno.
  • Ha sostenuto il mantenimento dei tassi tra il 3,50% e il 3,75%.
  • I rialzi dei tassi rimangono possibili se l'inflazione dovesse arrestarsi.

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Reuters ha riferito che Williams ha sostenuto con forza la decisione del Federal Open Market Committee di mantenere il tasso sui fondi federali tra il 3,50% e il 3,75% la scorsa settimana. Ha affermato che la politica rimane ben posizionata per ripristinare la stabilità dei prezzi, a condizione che l'inflazione core inizi a muoversi verso l'obiettivo della Fed nei prossimi mesi.

Le prospettive sull'inflazione dipendono dall'attenuazione degli shock

Williams si aspetta che alcune delle forze che hanno spinto i prezzi negli ultimi 18 mesi perdano forza. Le sue previsioni presuppongono che i costi energetici e gli effetti dei dazi abbiano raggiunto il picco, consentendo il riemergere delle precedenti tendenze disinflazionistiche mentre l'economia rimane su basi solide.

L'indicatore dell'inflazione preferito dalla Fed è salito del 3,7% rispetto a un anno prima a giugno, restando ben al di sopra dell'obiettivo del 2% della banca centrale. L'inflazione è rimasta sopra il target per più di cinque anni, mentre il rinnovato conflitto in Medio Oriente, l'aumento dei costi energetici e le restrizioni commerciali continuano a offuscare le prospettive.

Williams sta prestando particolare attenzione ai dati sui prezzi core piuttosto che alle oscillazioni temporanee dei costi del carburante. Le sue previsioni prevedono che l'inflazione calerà nel corso di quest'anno, scenderà ulteriormente nel 2027 e tornerà stabilmente al 2% entro il 2028.

Una Fed divisa osserva gli stessi dati

La posizione di Williams contrasta con quella dei tre funzionari che si sono opposti alla decisione della scorsa settimana e hanno sostenuto un aumento di un quarto di punto. Beth Hammack, Neel Kashkari e Lorie Logan hanno sostenuto che l'attesa potrebbe permettere all'inflazione di radicarsi maggiormente, richiedendo interventi più drastici in seguito.

Il disaccordo riguarda principalmente la tempistica. Williams vede spazio per monitorare se la pressione guidata dall'offerta svanirà, mentre i dissidenti danno più peso al rischio che dazi, shock energetici e una forte domanda stiano ampliando l'inflazione.

Ha inoltre respinto l'idea che i decisori politici debbano seguire meccanicamente i prezzi di mercato. I rendimenti obbligazionari e i futures forniscono informazioni utili, ma la Fed baserà le decisioni sulla propria valutazione dell'inflazione, dell'occupazione e delle condizioni finanziarie.

I mercati affrontano prospettive condizionate della Fed

I commenti di Williams rafforzano l'idea che la Fed non abbia ancora scelto tra una lunga pausa e un nuovo inasprimento. Un calo sostenuto dell'inflazione core sosterrebbe tassi invariati, mentre dati deludenti potrebbero rafforzare l'ipotesi di un rialzo prima della fine dell'anno.

Ciò lascia gli investitori concentrati sui prossimi dati sull'inflazione e sugli effetti economici del conflitto in Medio Oriente. Williams si aspetta che la pressione energetica svanisca una volta che le ostilità si saranno attenuate e le spedizioni si saranno normalizzate, ma ha riconosciuto che la tempistica rimane incerta.  

In precedenza, abbiamo riferito che la Federal Reserve mantiene i tassi d'interesse invariati mentre il FOMC si spacca 9 a 3. 

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