Oro in rialzo: le tensioni in Medio Oriente complicano le prospettive sui tassi della Fed
I prezzi dell'oro sono saliti martedì, mentre gli investitori si preparavano ai dati sull'inflazione statunitense, che potrebbero determinare se la Federal Reserve aumenterà nuovamente i tassi d'interesse quest'anno. La ripresa è avvenuta nonostante i persistenti timori che il conflitto in Medio Oriente possa mantenere elevati i costi energetici e complicare le prospettive della politica monetaria.
Punti chiave
- L'oro spot sale dello 0,43% a 4,190 $.
- I dati sull'inflazione USA sono attesi mercoledì.
- I prezzi del petrolio complicano le prospettive sui tassi della Fed.
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L'oro spot è stato scambiato a 4.189,45 $ l'oncia, in rialzo dello 0,43%, secondo gli ultimi dati di mercato. I futures sull'oro di dicembre sono saliti dello 0,44% a 4.209,00 $ l'oncia. I guadagni seguono un periodo volatile per il metallo prezioso, con i trader che valutano il suo tradizionale appeal durante le incertezze geopolitiche rispetto alla pressione degli elevati costi di finanziamento, riferisce Bloomberg. L'attenzione si è spostata sul rapporto tra i prezzi del petrolio, le aspettative sull'inflazione e la prossima decisione della Federal Reserve in materia di politica monetaria.
I dati sull'inflazione USA riportano i tassi d'interesse al centro dell'attenzione
Il rapporto di mercoledì sull'indice dei prezzi al consumo statunitense rappresenta il test immediato per gli investitori dell'oro. Gli economisti prevedono che l'inflazione sarà sufficientemente moderata da consentire alla Fed di lasciare invariati i tassi durante la riunione di ottobre, sebbene altri rapporti attesi più avanti nella settimana potrebbero evidenziare pressioni persistenti derivanti dai costi energetici e dai beni importati.
I futures sui tassi d'interesse indicano che i trader considerano poco probabile un aumento questo mese, pur continuando ad anticipare un altro rialzo entro la fine dell'anno. Lunedì, la presidente della Fed di Cleveland Beth Hammack ha dichiarato che aggiustamenti della politica monetaria più contenuti e frequenti potrebbero contribuire a contenere le aspettative d'inflazione, senza tuttavia sostenere esplicitamente un aumento a ottobre.
Questa distinzione è importante per l'oro. Il metallo giallo non paga interessi, risultando quindi meno attraente quando i titoli di Stato offrono rendimenti più elevati. Un dato sull'inflazione più debole potrebbe allentare la pressione sui rendimenti dei Treasury e sostenere i prezzi, mentre cifre inaspettatamente elevate rafforzerebbero il caso a favore di una politica monetaria più restrittiva.
Il conflitto in Medio Oriente complica le prospettive
La guerra che coinvolge Stati Uniti e Iran ha interrotto le forniture energetiche dalla fine di febbraio, creando una sfida insolita per l'oro. Sebbene l'instabilità geopolitica spesso incoraggi la domanda di asset rifugio, l'aumento dei prezzi del petrolio può anche alimentare l'inflazione e spingere le banche centrali a mantenere tassi d'interesse restrittivi.
Il greggio Brent è rimasto vicino a 105 $ al barile dopo tre sessioni consecutive di rialzi, sostenuti dai timori per le interruzioni delle forniture mediorientali. La persistente pressione sui prezzi dell'energia ha contribuito a mantenere elevati i rendimenti obbligazionari, limitando la capacità dell'oro di beneficiare pienamente dell'aumento dei rischi geopolitici.
Anche gli altri metalli preziosi hanno guadagnato nell'ultima sessione riportata. L'argento è salito a circa 60,57 $ l'oncia, mentre platino e palladio hanno registrato aumenti più contenuti. L'U.S. Dollar Index è sceso leggermente, fornendo un ulteriore sostegno all'oro denominato in dollari.
I rendimenti obbligazionari potrebbero determinare la prossima direzione
I prossimi rapporti sull'inflazione aiuteranno gli investitori a distinguere tra aumenti temporanei dei prezzi legati all'energia e pressioni inflazionistiche più ampie. I prezzi alla produzione e i costi delle importazioni saranno particolarmente importanti, perché potrebbero mostrare se il caro carburante si sta propagando all'intera economia.
Per l'oro, la domanda immediata è se i dati sull'inflazione consentiranno ai rendimenti dei Treasury di arretrare. Una pausa della Fed non eliminerebbe necessariamente la pressione sul metallo prezioso se gli investitori continuassero ad aspettarsi tassi più elevati nel corso dell'anno. La reazione del mercato dipenderà da come i dati modificheranno le aspettative sui costi di finanziamento, non dal solo dato sull'inflazione.
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