Bitcoin scende sotto gli 82K$ prima di recuperare

Bitcoin scende sotto gli 82K$ prima di recuperare
Bitcoin subisce un lieve crollo

​Bitcoin è sceso sotto gli 82K$ nella notte del 13 ottobre, in un contesto di sell-off sui mercati azionari globali. Tuttavia, la principale criptovaluta al mondo ha iniziato a recuperare in mattinata, tornando sopra gli 83K$.

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Secondo The Block, il prezzo di Bitcoin si è avvicinato agli 81K$ su alcuni exchange, prima di rimbalzare intorno agli 83.500$. Anche le altre principali criptovalute hanno mostrato un andamento simile. Ethereum ha recuperato dopo essere sceso ai minimi di cinque giorni, mentre XRP ha invertito al rialzo dopo aver toccato il livello più basso delle ultime tre settimane.

Il sell-off ha innescato liquidazioni diffuse in tutto il mercato crypto. Secondo CoinGlass, in 24 ore sono state liquidate posizioni per 771M$, di cui 685,6M$ in posizioni long.

Cosa ha causato il crollo

Uno dei fattori che hanno pesato sul mercato crypto è stato il forte calo dell'indice azionario sudcoreano KOSPI, che martedì ha perso oltre il 6%. Le azioni di Samsung Electronics e SK Hynix sono crollate di circa l'8% per i timori legati a valutazioni gonfiate delle società di intelligenza artificiale e alla crescente concorrenza dei produttori cinesi di chip.

Il sentiment negativo si è esteso anche al mercato statunitense. I futures sul Nasdaq sono scesi dello 0,6%, prolungando il calo dello 0,78% registrato lunedì dall'indice ad alta componente tecnologica.

L'indebolimento della domanda istituzionale ha esercitato ulteriore pressione sulle criptovalute. Secondo SoSoValue, la scorsa settimana gli investitori hanno ritirato 681,1M$ dagli ETF spot su Bitcoin negli Stati Uniti, segnando il maggiore deflusso settimanale dalla fine di giugno. Nello stesso periodo, gli ETF su Ethereum hanno perso altri 542M$.

Gli investitori attendono i dati sull'inflazione statunitense

I prezzi elevati del petrolio restano un'altra fonte di incertezza. Il greggio WTI statunitense viene scambiato vicino a 92,70$ al barile, mentre il Brent si mantiene intorno a 106$. Prezzi del petrolio più elevati aumentano i rischi inflazionistici e la probabilità di una politica monetaria più restrittiva da parte della Federal Reserve statunitense.

Gli investitori si concentrano ora sulla pubblicazione del rapporto sull'Indice dei prezzi al consumo (CPI) statunitense, prevista per giovedì 15 ottobre. I dati potrebbero influenzare le aspettative sulle prossime decisioni della Fed in materia di politica monetaria e l'andamento degli asset rischiosi.

Secondo Paul Howard, senior director della società di market making Wincent, durante i periodi di elevata volatilità i grandi investitori sono più propensi a coprire le proprie posizioni utilizzando derivati, anziché uscire completamente dalle criptovalute. Ciò potrebbe aiutare il mercato a evitare un sell-off più ampio.

Come promemoria, Strategy ha acquistato altri 250 Bitcoin per 21,5M$.

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