Confcommercio stima inflazione al 4,7% in Italia, crescita del Pil resta all'1%
L'economia italiana mantiene una tenuta moderata nell'autunno 2026, mentre il rincaro dell'energia e dei trasporti riporta la pressione sui prezzi su livelli prossimi al 5%. Le stime di Confcommercio indicano per ottobre un Pil in aumento dello 0,2% sul mese e dell'1% su base annua, ma segnalano anche rischi per consumi e domanda delle famiglie nel 2027.
Punti chiave
- Confcommercio prevede inflazione NIC al 4,7% annuo a ottobre in Italia, in accelerazione dal 4,2% di settembre e guidata dai prezzi energetici.
- Il PIL italiano mostra crescita dello 0,2% su base mensile e dell’1% annuo a ottobre, con conferma di una previsione di crescita annua dell’1% anche per il 2026.
- I consumi delle famiglie rallentano (+0,9% nel terzo trimestre contro +1,6% nel primo semestre), penalizzati dall’aumento di energia e trasporti e rischio inflazione al 5% nei prossimi mesi.
Stime di ottobre tra Pil e inflazione
Come riporta Teleborsa, citando il rapporto congiunturale dell'Ufficio Studi Confcommercio, per ottobre l'associazione prevede un tasso d'inflazione NIC del 4,7% su base annua e un aumento mensile dello 0,2%, in accelerazione rispetto al 4,2% tendenziale registrato a settembre.Per il prodotto interno lordo, la stima indica a ottobre una crescita dello 0,2% congiunturale e dell'1% su base annua. Per il terzo trimestre viene inoltre confermata una variazione dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e dello 0,9% tendenziale, un profilo che evidenzia un rallentamento ma consente di mantenere invariata la previsione di una crescita media annua dell'1% nel 2026.
Confcommercio segnala che la produzione industriale continua a non mostrare un recupero deciso, mentre l'occupazione resta sui massimi storici. Nel complesso, il quadro viene descritto come ancora resiliente nonostante il peggioramento della dinamica dei prezzi.
Consumi in rallentamento e pressione dell'energia
L'Indicatore dei Consumi Confcommercio registra a settembre un aumento dell'1,1% rispetto allo stesso mese del 2025, con andamenti simili tra beni e servizi. Il terzo trimestre si chiude però con una crescita dello 0,9%, sotto il +1,6% del primo semestre, segnalando una perdita di slancio nella spesa delle famiglie.Tra le componenti più dinamiche figurano le autovetture acquistate dai privati, in aumento del 10,4%, gli elettrodomestici, tv e altri apparecchi, a +8,3%, i trasporti aerei, a +6,6%, e l'energia elettrica, a +6,5%, sostenuta anche da condizioni meteorologiche particolari. Restano invece in calo i beni e servizi ricreativi, a -2,8%, oltre a carburanti, tabacchi e mobili, mentre abbigliamento, calzature e alimentazione domestica mostrano solo recuperi marginali.
La principale area di rischio resta l'inflazione, salita dall'1% di gennaio a valori vicini al 5%, spinta dagli energetici e dai trasporti per effetto del conflitto in Medio Oriente e, da settembre, anche dagli alimentari non trasformati colpiti dalle condizioni climatiche estive avverse. Con il Brent tra 100 e 110 dollari al barile, l'Ufficio Studi ritiene possibile sia il raggiungimento del 5% sia il superamento del 2% per l'inflazione core; il rientro verso livelli coerenti con i target di politica monetaria viene indicato solo nella tarda primavera del 2027, con possibili effetti negativi su domanda interna e crescita il prossimo anno.
Nel nostro precedente articolo sullo shock energetico e la pressione sui consumi in Italia abbiamo ricostruito le stime di Confesercenti sull’impatto cumulato di instabilità internazionale, rincari di elettricità e gas e inflazione sul potere d’acquisto. L’analisi evidenziava anche le ricadute su domanda interna e tessuto commerciale, tra risparmio familiare in calo e chiusura di attività, in un contesto di pressione fiscale elevata.
Ultime notizie su GDP
- Forex
- Crypto