Il petrolio accentua le perdite mentre i risultati delle elezioni di metà mandato negli USA alimentano le speranze di pace con l'Iran

Il petrolio accentua le perdite mentre i risultati delle elezioni di metà mandato negli USA alimentano le speranze di pace con l'Iran
Il petrolio perde oltre il 2% tra le incertezze sulla guerra con l'Iran

​Mercoledì i prezzi del petrolio sono scesi di oltre il 2% mentre gli investitori valutavano se la vittoria dei Democratici alle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti potesse cambiare l'approccio di Washington alla guerra con l'Iran. Il calo è seguito a nuovi sforzi diplomatici in Medio Oriente, anche se l'incertezza su un possibile accordo di pace ha continuato a turbare i mercati energetici.

Punti chiave

  • Brent in calo del 2,15%, WTI in ribasso del 2,13%.
  • Il controllo del Congresso da parte dei Democratici solleva interrogativi sulla politica degli Stati Uniti nei confronti dell'Iran.
  • La ripresa delle esportazioni di petrolio dal Golfo mette sotto pressione i prezzi.

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I futures sul greggio Brent con scadenza a gennaio Brent crude futures sono scesi del 2,15%, a 101,37 $ al barile, mentre i futures sul West Texas Intermediate con scadenza a dicembre hanno perso il 2,13%, a 94,04 $. Entrambi i benchmark erano brevemente saliti all'inizio della seduta, prima di invertire la rotta mentre i trader rivalutavano le prospettive del conflitto, secondo Reuters.

La vittoria dei Democratici mette sotto esame la politica sull'Iran

Martedì i Democratici hanno conquistato il controllo sia della Camera dei rappresentanti sia del Senato, infliggendo una pesante battuta d'arresto politica al presidente Donald Trump. La campagna elettorale è stata fortemente condizionata dalle preoccupazioni per l'inflazione e le conseguenze economiche della guerra tra Stati Uniti e Israele con l'Iran, iniziata a febbraio.

Trump ha riconosciuto che il conflitto ha contribuito alla sconfitta dei Repubblicani. Da allora la sua amministrazione ha indicato che non è prevista un'immediata azione militare contro l'Iran, alimentando le speculazioni sulla possibilità che Washington conceda più tempo ai negoziati.

Il Qatar ha intensificato gli sforzi di mediazione per impedire nuovi attacchi e raggiungere un accordo tra i due Paesi. Tuttavia, funzionari iraniani hanno avvertito che restano profonde divergenze, lasciando incerto l'esito di un accordo.

Anche la Guida suprema iraniana Mojtaba Khamenei ha lasciato intendere che Teheran non si aspetta che l'ostilità degli Stati Uniti svanisca solo perché è cambiato il controllo del Congresso. Sebbene i parlamentari democratici possano intensificare il controllo sul conflitto, le decisioni sulle operazioni militari e sulla diplomazia restano in gran parte nelle mani del presidente.

Le spedizioni dal Golfo riprendono, mentre i trader monitorano le forniture

Il miglioramento dei flussi di esportazione dal Medio Oriente ha esercitato un'ulteriore pressione al ribasso sui prezzi del greggio. A ottobre, le spedizioni dal Golfo di greggio, condensati e prodotti raffinati, escluso il gas di petrolio liquefatto, hanno registrato una media di 17,1 milioni di barili al giorno, secondo i dati di monitoraggio di Vortexa.

Il dato era inferiore ai 18,9 milioni di barili al giorno di settembre, ma rappresentava circa tre quarti dei volumi esportati prima della guerra. La ripresa ha contribuito ad attenuare i timori di carenze imminenti, nonostante gli attacchi alle petroliere continuino a minacciare le rotte marittime.

I dati sulle scorte statunitensi hanno fornito un segnale contrastante. Secondo i dati del settore, nella settimana terminata il 30 ottobre le scorte di greggio sono diminuite di 5,27 milioni di barili, mentre gli analisti si aspettavano un aumento di circa 880.000 barili.

I colloqui di pace e le forniture di carburante delineano le prospettive

Il mercato resta sensibile agli sviluppi nello Stretto di Hormuz, snodo fondamentale per le esportazioni energetiche del Medio Oriente. Una nuova escalation militare potrebbe interrompere i trasporti marittimi e annullare il recente miglioramento della disponibilità di forniture.

Nel frattempo, la ripresa delle esportazioni di greggio non implica necessariamente un sollievo immediato per i consumatori. Le spedizioni di carburanti raffinati dagli impianti della regione restano relativamente deboli e potrebbero ritardare il calo dei prezzi di benzina e diesel.

Mercoledì sono inoltre attesi i dati ufficiali sulle scorte statunitensi dell'Energy Information Administration. Le cifre aiuteranno i trader a valutare le condizioni dell'offerta interna insieme alla più ampia incertezza geopolitica.

In precedenza abbiamo riferito che i Paesi del Golfo esortano Washington a evitare un nuovo confronto con l'Iran.

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