Rendimenti globali in rialzo, vendite sui bond con ritorno dell'appetito per il rischio
I mercati obbligazionari globali tornano sotto pressione mentre gli investitori spostano gli acquisti verso l'azionario in un contesto di moderato miglioramento della propensione al rischio. Il movimento riporta in alto i rendimenti dei titoli di Stato dopo il calo della seduta precedente, mentre restano forti le preoccupazioni per l'inflazione negli Stati Uniti.
Punti chiave
- I rendimenti dei Treasury decennali statunitensi salgono di 5 punti base al 5,12% e i Bund tedeschi decennali di 2 punti base al 3,43%.
- La probabilità di un rialzo dei tassi Fed a ottobre si riduce al 15%, ma gli swap prezzano altri tre aumenti da 25 punti base nei prossimi 12 mesi.
- I prezzi alla produzione USA segnano a settembre il maggior aumento mensile da oltre quattro anni, sostenuti dall'energia, alimentando pressioni sui mercati obbligazionari.
Segnali dalle banche centrali e pressione sui titoli di Stato
Come riportato da Teleborsa, il cambio di tono sui bond si inserisce in un mercato che interpreta le parole del presidente della Fed, Kevin Warsh, come un segnale di cautela ma non di allentamento imminente della politica monetaria. Il banchiere centrale afferma di non voler anticipare le decisioni delle prossime riunioni e di non ritenere opportuno indicare in anticipo le possibili mosse future, in una posizione coerente con la sua contrarietà alla forward guidance.Secondo gli operatori, queste dichiarazioni non smentiscono l'ipotesi di una nuova stretta e contribuiscono a mantenere viva l'attenzione sul percorso dei tassi. La probabilità di un rialzo a ottobre si ridimensiona intorno al 15%, mentre il mercato degli swap continua a prezzare pienamente altri tre aumenti da 25 punti base nei prossimi 12 mesi.
I timori restano alimentati anche dai più recenti dati macroeconomici statunitensi. I prezzi alla produzione diffusi ieri mostrano a settembre il maggiore aumento mensile da oltre quattro anni, spinto soprattutto dal rincaro dell'energia, dopo che mercoledì anche i prezzi al consumo negli U.S. risultano superiori alle attese.
Movimenti di Treasury, Bund e BTP
In questo contesto, il rendimento del Treasury decennale sale di 5 punti base al 5,12%, mentre il trentennale avanza di 2 punti base al 5,45%. In Europa, il Bund tedesco decennale tratta al 3,43%, in rialzo di 2 punti base, mentre il BTP italiano si porta al 4,5% con un incremento di 1 punto base.L'OAT francese rende il 4,8%, anch'esso in aumento di 1 punto base, il Gilt britannico sale al 5,39% con 2 punti base in più e il Bonos spagnolo resta stabile al 4,02%. Sul fronte degli spread, il differenziale tra OAT e Bund resta sostanzialmente invariato a 138 punti base, dopo avere toccato 159 punti a inizio ottobre, il livello più alto da novembre 2011.
Lo spread tra BTP e Bund scende di 1 punto base a 107 punti base, dopo avere raggiunto i 130 punti a inizio mese, massimo da aprile 2025. Il quadro segnala un mercato che continua a privilegiare il rischio azionario, ma che resta vincolato alla traiettoria dell'inflazione e delle prossime decisioni della Federal Reserve.
Nella nostra precedente analisi sui record di detenzione dei titoli di Stato italiani abbiamo evidenziato come a luglio 2026 la domanda per i BTP sia salita ai massimi storici, trainata sia dagli investitori esteri sia dal comparto retail domestico. L’articolo segnalava anche il parallelo calo del portafoglio della Banca d’Italia, in un contesto in cui la composizione dei detentori del debito pubblico italiano continua a spostarsi mentre il mercato guarda all’evoluzione di tassi e spread.
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