Aumento dei prezzi del petrolio: il blocco dello Stretto di Hormuz provoca onde d'urto sui mercati energetici globali
I prezzi globali del petrolio sono saliti dopo che l'Iran ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz, una rotta fondamentale per le spedizioni di greggio dal Golfo Persico. L'escalation del conflitto tra gli Stati Uniti e l'Iran ha aumentato le preoccupazioni di gravi interruzioni delle forniture energetiche globali, ha riferito la CNBC.
In evidenza
- Chiusura dello stretto di Hormuz: la chiusura dello stretto di Hormuz da parte dell'Iran interrompe il 31% delle spedizioni globali di greggio.
- Impennata del prezzo del petrolio: I prezzi del greggio Brent sono aumentati di quasi il 10%, con il potenziale di superare i 100 dollari al barile.
- Impatto sull'Asia: I Paesi del Sud e del Sud-Est asiatico, che dipendono dalle importazioni di GNL, devono affrontare rischi significativi per l'approvvigionamento energetico.
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Un alto comandante del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche ha dichiarato che lo stretto è stato chiuso e ha avvertito che qualsiasi nave che tenti di attraversarlo diventerà un bersaglio. Lo Stretto di Hormuz, situato tra l'Oman e l'Iran, gestisce circa 13 milioni di barili di petrolio al giorno, ovvero circa il 31% delle spedizioni globali di greggio via mare, secondo le stime di Kpler per il 2025.
I mercati reagiscono con un aumento dei prezzi
In seguito all'annuncio, il Brent è salito del 2,6% a 80 dollari al barile, portando i guadagni dall'inizio del conflitto a quasi il 10%. Durante le contrattazioni, i prezzi hanno brevemente superato gli 82 dollari al barile, il livello più alto dall'inizio del 2025. Secondo gli analisti, se il blocco persiste, i prezzi del petrolio potrebbero superare i 100 dollari al barile.
Attraverso lo stretto passa anche circa il 20% delle esportazioni globali di gas naturale liquefatto. Il Qatar, uno dei maggiori fornitori mondiali di GNL, ha sospeso la produzione dopo che gli scioperi hanno colpito gli impianti industriali di Ras Laffan e Mesaieed.
Il rischio maggiore è per l'Asia
I Paesi del Sud e del Sud-Est asiatico rimangono i più vulnerabili. Secondo Kpler, il Qatar e gli Emirati Arabi Uniti rappresentano il 99% delle importazioni di GNL in Pakistan, il 72% in Bangladesh e il 53% in India. Il Bangladesh sta già affrontando un deficit strutturale di gas di oltre 1,3 miliardi di piedi cubi al giorno.
L'India si trova ad affrontare un duplice impatto: più della metà delle sue importazioni di GNL sono legate ai prezzi del Golfo, mentre circa il 60% delle sue importazioni di petrolio proviene dal Medio Oriente. Un aumento del Brent aumenta sia i costi di importazione del greggio che i prezzi contrattuali del GNL.
La Cina, il più grande importatore di greggio al mondo, acquista oltre l'80% delle esportazioni di petrolio iraniano, ma mantiene riserve strategiche che potrebbero attutire parzialmente l'impatto.
Shock energetico e conseguenze globali
Una chiusura prolungata dello Stretto di Hormuz potrebbe spingere i prezzi del petrolio oltre i 100 dollari al barile e intensificare la pressione inflazionistica. Sono a rischio circa 13 milioni di barili al giorno di petrolio e una quota significativa dei flussi globali di GNL.
L'aumento dei prezzi dell'energia potrebbe rallentare la crescita economica dei Paesi importatori e aumentare la volatilità dei mercati finanziari. Gli investitori stanno osservando attentamente la durata del blocco e la reazione dei principali esportatori e consumatori.
In un precedente rapporto, abbiamo osservato che i titoli del settore della difesa aumentano in seguito al conflitto tra Stati Uniti e Iran.
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