Confindustria Bari prepara protocollo di legalità per il distretto del mobile imbottito in Puglia
Confindustria Bari e BAT sta lavorando alla sottoscrizione di un Protocollo di legalità per contrastare dumping e lavoro nero nel distretto del mobile imbottito, secondo quanto afferma il presidente Mario Aprile nel testo. L'iniziativa punta a rafforzare la posizione delle imprese regolari in un comparto che, secondo una ricerca di Unioncamere per Filca Cisl Bari citata nell'articolo, risente anche della concorrenza di laboratori irregolari capaci di offrire costi molto bassi. Il progetto si inserisce in una più ampia strategia territoriale che lega legalità, innovazione, aggregazione tra piccole imprese e sostegno pubblico agli investimenti.
In evidenza
- Confindustria Bari avvia un protocollo di legalità per il distretto del mobile imbottito in Puglia, con bollino di affidabilità e premialità su bandi e finanziamenti pubblici.
- La ricerca Unioncamere-Filca Cisl Bari evidenzia come la concorrenza sleale dei laboratori irregolari, spesso cinesi, distorca il mercato grazie a costi estremamente bassi.
- La Regione Puglia, tramite Puglia Sviluppo, predispone nuovi strumenti per investimenti e formazione e fissa per aprile il tavolo interregionale con la Basilicata per affrontare le criticità del distretto.
Protocollo e bollino per le imprese affidabili
Aprile indica come riferimento il protocollo già siglato in Lombardia per il settore moda, presentandolo come un modello replicabile per valorizzare le aziende virtuose del territorio. Tra i primi sostenitori dell'iniziativa c'è Pasquale Natuzzi, che aderisce al progetto di riprodurre un accordo nato dopo le inchieste della Procura di Milano sul caporalato. L'obiettivo operativo è anche introdurre un bollino per le imprese in grado di dimostrare affidabilità verso i grandi brand, con la possibilità di accedere a premialità concrete nei bandi e nei finanziamenti pubblici.
Nel distretto, la legalità viene così affiancata ad altre priorità industriali, come l'innovazione di prodotto, la diversificazione dell'offerta e la crescita dimensionale delle aziende. Secondo Aprile, queste leve sono necessarie per rendere il sistema locale più competitivo. Il tema assume rilievo finanziario e industriale perché collega la qualificazione della filiera alla capacità di attrarre commesse e sostegno pubblico.
Ricerca Unioncamere e criticità della concorrenza sleale
La ricerca di Unioncamere per Filca Cisl Bari, richiamata nell'articolo, segnala un effetto distorsivo legato alla presenza di laboratori irregolari, spesso gestiti da operatori cinesi, attivi come contoterzisti. Secondo lo studio citato, queste strutture riescono a garantire costi estremamente bassi, alterando la concorrenza nel comparto. Il quadro, tuttavia, resta articolato, secondo le testimonianze degli operatori del settore.
Il segretario della Filca Cisl, Luigi Sideri, insiste sulla necessità di passare da una fase di crisi a un patto per il lavoro. Questa linea viene condivisa nelle aree produttive di Jesi a Santeramo, in via Gravina ad Altamura e nella stessa Gravina, dove il coordinamento tra gli attori locali viene considerato essenziale. La spinta all'unione tra imprese e istituzioni punta a creare una base produttiva più solida e in grado di reggere la competizione internazionale.
Sostegno regionale e tavolo interregionale entro aprile
L'assessore pugliese allo sviluppo economico, Eugenio Di Sciascio, afferma che la Regione sta predisponendo strumenti concreti per sostenere gli investimenti e l'aggiornamento professionale, anche attraverso le misure gestite da Puglia Sviluppo. Aggiunge che entro aprile parte l'iter preparatorio con la Regione Basilicata per un tavolo interregionale dedicato al mobile imbottito. Al confronto partecipano aziende, associazioni datoriali, università e sindacati, con l'obiettivo di affrontare in rete le criticità del distretto.
Le iniziative congiunte delle amministrazioni locali si muovono nella stessa direzione del rilancio industriale e si intrecciano con gli sviluppi della vertenza Natuzzi. Nel territorio, questi due dossier vengono letti come elementi collegati della stessa strategia di recupero competitivo. La prospettiva è quella di consolidare occupazione, filiera e capacità di investimento in uno dei poli manifatturieri più rilevanti dell'area.
In un nostro precedente articolo abbiamo fatto il punto sulla ripresa dell’interscambio tra Italia e Germania, tornato a 158 miliardi di euro, con un recupero dell’export italiano e filiere produttive ancora fortemente integrate. L’analisi evidenziava anche i comparti che trainano i flussi (mezzi di trasporto, agroalimentare e meccanica) e le implicazioni industriali per manifattura e catene del valore.
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