Consumi fuori casa, mercato a 102 miliardi mentre cala la spesa per aperitivi

Consumi fuori casa, mercato a 102 miliardi mentre cala la spesa per aperitivi
Consumi fuori casa rallentano

Secondo un'analisi di TradeLab presentata all'evento Away 2026 promosso da Centromarca, il mercato italiano dei consumi fuori casa nel 2025 vale 102 miliardi di euro, in crescita dell'1,5% sull'anno precedente, ma registra un calo degli ingressi nei pubblici esercizi. Il quadro segnala una domanda più selettiva, condizionata dalla perdita di potere d'acquisto e da abitudini di consumo che cambiano tra le diverse generazioni. Nel contesto, Centromarca avverte che le tensioni internazionali e le ricadute sulle filiere rischiano di pesare anche sulle stime di crescita del comparto per il 2026.

In evidenza

  • Il mercato dei consumi fuori casa in Italia raggiunge 102 miliardi di euro, con una flessione dell'1,1% delle visite complessive nel 2025.
  • Il segmento aperitivi registra un calo della spesa del 6,2% a 3,9 miliardi di euro e un decremento del 6,5% nelle vendite di birra.
  • L'inflazione annua di marzo sale all'1,7%, spingendo le famiglie verso scelte di consumo più selettive e riducendo la spesa discrezionale nei locali.

TradeLab fotografa un mercato più polarizzato nel 2025

La rilevazione indica una flessione dell'1,1% degli ingressi complessivi nei bar, ristoranti, pizzerie, pub, birrerie e locali notturni, che diventa del -1,6% considerando soltanto la clientela italiana. Nello stesso periodo emergono differenze marcate tra i canali, con fast food e ristorazione che mantengono un andamento lievemente positivo, rispettivamente a +1,1% e +0,6% nelle visite. Restano invece in territorio negativo i bar diurni, a -2,7%, e quelli serali, a -2,9%, mentre take away e food delivery segnano cali più ampi, pari al -4,2% e al -4,4%.

La dinamica riflette anche un cambiamento strutturale nella domanda. La GenX mostra la contrazione più forte, con visite in calo del 5,6%, seguita dai Millennials a -1,3%, mentre la GenZ limita la riduzione al -0,3%. I Baby Boomer, al contrario, si confermano il principale motore di crescita, con un aumento del 3,0%.

Francesco Mutti, presidente di Centromarca, afferma che l'escalation del conflitto in Iran produce effetti tangibili sulle catene di approvvigionamento e rende più difficile la pianificazione delle imprese. Secondo Mutti, queste criticità si riflettono sui consumi, sul turismo e sul canale ho.re.ca., che reagiscono con rapidità all'evoluzione del quadro economico. Centromarca indica inoltre in 106 miliardi di euro le stime di crescita del comparto per il 2026, stime che potrebbero essere compromesse se il contesto non migliora.

Colazione e pranzo reggono, l'aperitivo perde terreno

Nel 2025 la colazione al bar con cappuccino e brioche vale 6,3 miliardi di euro, con 4,2 miliardi di consumazioni, 2,2 miliardi di visite e uno scontrino medio di 2,9 euro. TradeLab segnala per questo momento di consumo un calo dell'1,2% rispetto al 2023, ma lo descrive anche come un'occasione sociale accessibile, particolarmente apprezzata dai più giovani, che registrano un aumento delle visite del 15%. Oltre la metà dei gestori intervistati, il 56%, prevede inoltre un incremento dello scontrino medio, mentre il 45% si attende anche un aumento delle presenze.

Il pranzo sviluppa 27,4 miliardi di euro di giro d'affari, con 1,5 miliardi di visite, circa 5,5 miliardi di consumazioni e uno scontrino medio di 18,1 euro. In questa fascia si rafforzano comportamenti più attenti al prezzo, come l'acquisto di piatti pronti nella grande distribuzione, in aumento del 3% dal 2023. I bar e i ristoranti di fascia media mostrano un trend negativo, rispettivamente a -5,2% e -2,3%, mentre le catene avanzano del 6,3%.

L'aperitivo è il segmento che evidenzia la maggiore debolezza. Gli ingressi scendono a 506 milioni, con 1,25 miliardi di consumazioni e una spesa complessiva di 3,9 miliardi di euro, in calo del 6,2% a valore. Lo scontrino medio si attesta a 7,8 euro, con differenze territoriali tra gli 8,8 euro del Nord Ovest e i 6,9 euro del Sud e delle Isole.

Pressione sui prezzi e difficoltà per le bevande alcoliche

Il ridimensionamento dell'aperitivo si accompagna a una frenata più ampia nei consumi di bevande alcoliche. TradeLab rileva che la birra registra un calo del 6,5% rispetto al 2023, mentre cocktails e spiriti scendono dell'1,0% e vino e bollicine del 4,0%. Il dato suggerisce una riduzione della spesa discrezionale in una delle occasioni tradizionalmente più redditizie per molti locali.

Il contesto resta inoltre segnato dall'inflazione, che nel riassunto dell'articolo è indicata in aumento a marzo del 1,7% su base annua, trainata da energia e alimentari. Questa pressione sui costi si trasferisce sulle scelte delle famiglie e contribuisce a una maggiore selettività della domanda fuori casa. Per operatori e industria di marca, la sfida è quindi adattare offerta e posizionamento a consumatori più attenti al prezzo e a occasioni di consumo sempre meno uniformi.

In un nostro precedente articolo abbiamo riportato l’analisi sui bilanci della Gdo alimentare italiana, che evidenzia vendite in crescita e investimenti in aumento, ma con margini e redditività ancora compressi. Il focus metteva in luce anche la spinta dei discount, la maggiore concentrazione del mercato e le differenze tra formati e territori, con Esselunga in testa per produttività al metro quadro.

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