La Gdo italiana mostra crescita dei ricavi, ma margini restano sotto pressione
Secondo l'ultima analisi dell'Area Studi di Mediobanca sui bilanci di 118 insegne italiane e 30 operatori internazionali, la grande distribuzione alimentare italiana chiude il 2025 con vendite in aumento del 4,3%, in un contesto di inflazione Istat pressoché nulla. Il quadro segnala una tenuta del giro d'affari, ma anche una redditività che continua a restare contenuta rispetto ad altri comparti e ad alcuni segmenti interni del settore. Lo studio prende in esame l'evoluzione del mercato tra il 2019 e il 2024, con un'attenzione anche alla concentrazione competitiva registrata fino a fine ottobre 2025.
In evidenza
- Nel 2024 il fatturato della Gdo alimentare italiana raggiunge 109,8 miliardi di euro, con una crescita a valore del 30,9% tra 2019 e 2024.
- I discount registrano un Ebit margin del 5,1% e un Roi del 16,6% nel 2024, superando il 2,1% e il 5,6% degli altri gruppi.
- Esselunga guida la produttività con 16.071 euro di vendite per metro quadro, superando tutte le catene italiane e principali operatori internazionali.
Bilanci, investimenti e redditività del settore
Nel 2024 il fatturato complessivo dei maggiori gruppi della Gdo alimentare raggiunge 109,8 miliardi di euro al netto dell'Iva. Tra il 2019 e il 2024, le vendite a valore crescono del 30,9%, con un tasso medio annuo del 5,5%, mentre i ricavi da attività promozionali aumentano del 4,1% l'anno e valgono il 6,5% delle vendite dei dettaglianti. Gli investimenti in rinnovo e ammodernamento dei punti vendita salgono del 4,9% sul 2023.
Il comparto si conferma ad alta intensità di lavoro, con il costo del personale pari in media al 12,5% delle vendite per le insegne italiane. Trasporti e logistica pesano per il 3,1%, mentre l'energia incide per l'1,9%. In questo scenario il margine Ebit si attesta al 2,7%, con una media del 2,5% negli ultimi sei anni, mentre il Roi arriva al 7,1%, sotto il 10,5% della Gdo non alimentare.
Nel quinquennio 2020-2024 gli operatori della Gdo nazionale distribuiscono dividendi per 1,3 miliardi di euro e immettono risorse tramite aumenti di capitale a pagamento per 691 milioni. Il confronto con i produttori di food & beverage evidenzia inoltre una redditività superiore per questi ultimi, con un margine del 4,6%. Il dato rafforza l'idea di un settore capace di espandere i ricavi, ma meno efficace nel trasformarli in profitti.
Discount, leadership regionali e concentrazione del mercato
I discount continuano a crescere più degli altri operatori, anche se non appaiono più irraggiungibili. Il loro fatturato aumenta del 3,6% sul 2023, contro il 2% del resto del mercato, e tra il 2019 e il 2024 registra un tasso medio annuo di crescita delle vendite dell'8,4%. La loro marginalità resta nettamente superiore, con un Ebit margin del 5,1% e un Roi del 16,6%, contro rispettivamente il 2,1% e il 5,6% degli altri gruppi.
Sul piano geografico brillano le aziende del Mezzogiorno, con vendite in aumento medio annuo dell'8,4% dal 2019, seguite dal Centro Italia con il 6%. Nel Nord-Est gli operatori risultano più dinamici di quelli del Nord-Ovest, con una crescita del 5,2% contro il 2,9%. Questi dati indicano una spinta commerciale più forte nelle aree dove resta spazio per consolidamento e sviluppo delle reti.
Negli ultimi anni si accentua anche la polarizzazione del mercato. La quota delle prime sette catene passa dal 52,2% del 2010 al 71% di fine ottobre 2025, mentre VéGé è l'operatore che attrae il maggior numero di nuovi associati. Nel 2024 emergono Agorà, per marginalità e crescita delle vendite, e Selex, che supera la media del segmento, mentre VéGé resta sotto la media e Crai e Despar chiudono la classifica per Ebit margin.
Esselunga guida la produttività per metro quadro
Uno degli indicatori chiave del settore resta la redditività al metro quadro. Esselunga conferma la leadership con 16.071 euro di vendite per metro quadro, un livello che supera non solo tutte le catene italiane ma anche i principali operatori internazionali considerati nello studio. Il dato segnala una capacità superiore di sfruttamento della rete commerciale e di efficienza operativa.
A distanza seguono le britanniche J Sainsbury con 13.924 euro e Tesco con 12.893 euro per metro quadro. Tra gli altri gruppi internazionali si collocano le australiane Coles con 11.815 euro e Woolworths con 11.694 euro, seguite dalla canadese Empire con 11.203 euro. Il confronto rafforza il posizionamento competitivo di Esselunga in uno dei parametri più osservati dagli investitori e dagli analisti del retail.
Nel complesso, la ricerca di Mediobanca descrive una Gdo italiana che continua a crescere nei volumi di affari e negli investimenti, ma che mantiene una struttura di costi elevata e margini compressi. Il settore mostra differenze ampie tra formati distributivi, territori e gruppi associativi. Per questo la selettività operativa e la scala restano due fattori centrali per sostenere la redditività nel medio periodo.
In un nostro precedente articolo abbiamo riportato i risultati del bilancio consolidato 2024/2025 di 3F’s Holding S.A., la capogruppo che controlla Ferrero International e CTH Invest. Avevamo evidenziato la crescita di ricavi ed Ebitda, insieme alla strategia di espansione basata su innovazione di prodotto e acquisizioni in categorie come biscotti, barrette e gelati, a supporto del posizionamento globale del gruppo.
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