Ceramica italiana negli U.S., export mantiene il primato per valore
Secondo i dati distribuiti a Coverings 2026 di Las Vegas, l'Italia resta il primo esportatore di ceramica negli U.S. per valore, con vendite pari a 769 milioni di dollari e una crescita dell'8,7% nel 2025. Il risultato arriva in un contesto di forte incertezza sui dazi americani, che, come riferiscono gli operatori presenti in fiera, hanno cambiato assetto più volte nell'ultimo anno. Per i produttori il mercato statunitense continua comunque a rappresentare il principale sbocco extraeuropeo e quello con il maggiore potenziale di crescita.
In evidenza
- Italian ceramic exports to the U.S. faced tariff uncertainty in 2025, with provisional duties fluctuating between 18.5% and 20% until July.
- In 2025, Italy led by value while Spain followed with $684 million, and volume sales showed Spain ahead at 37.1 million sqm versus Italy's 30.61 million sqm.
- Italian producers leveraged early purchasing and premium positioning, maintaining margins and commercial presence despite the slowdown in U.S. construction demand.
Dazi variabili e andamento del mercato nel 2025
L'edizione 2026 di Coverings mette al centro le difficoltà di pianificazione per le imprese, alle prese con un quadro tariffario giudicato instabile. Armando Cafiero, direttore di Confindustria Ceramica, afferma che gli stessi esportatori faticano a capire quale dazio venga applicato negli U.S., dopo tre modifiche in un anno e con misure provvisorie tra il 18,5% e il 20% fino a luglio. A questa incertezza si aggiungono la situazione internazionale e, in misura minore, l'andamento del dollaro. Nonostante questo scenario, il mercato ha mostrato resilienza e le aziende italiane hanno continuato a presidiare il loro principale mercato fuori dall'Europa.Concorrenza globale e vantaggio del posizionamento premium
I numeri del 2025 mostrano che la Spagna segue l'Italia per valore con 684 milioni di dollari, mentre Messico e India si fermano rispettivamente a 209 milioni e 191,6 milioni, con forti cali. In termini di volumi, invece, la Spagna guida con 37,1 milioni di metri quadrati venduti, davanti all'Italia con 30,61 milioni. Il confronto segnala una crescita di Italia e Spagna e un arretramento dei produttori più esposti sulla fascia bassa del mercato, come India e Messico. Secondo Emilio Mussini, presidente di Panaria Group e vicepresidente di Confindustria Ceramica, il made in Italy beneficia sia degli acquisti anticipati del primo semestre per prevenire i dazi, sia della maggiore tenuta del segmento alto di gamma.Impatto per il settore italiano e prospettive negli U.S.
Mussini sottolinea che la fascia alta è stata meno colpita dalla flessione dei consumi americani e che la domanda di prodotto italiano resta solida anche durante il rallentamento dell'edilizia. Questo posizionamento consente ai produttori italiani di difendere margini e presenza commerciale in un mercato dove la concorrenza è molto serrata su tutte le fasce di prezzo. Per il settore ceramico nazionale, gli U.S. restano quindi il mercato estero strategico per sviluppo e creazione di valore. La tenuta del 2025 rafforza l'idea che la crescita internazionale del comparto continui a dipendere in misura rilevante dalla domanda americana.In un nostro precedente articolo abbiamo analizzato come alcune filiere del made in Italy stiano rafforzando la competitività internazionale puntando su innovazione, competenze e qualità manifatturiera. Abbiamo inoltre evidenziato come gli investimenti in marchi premium e riconoscibili a livello globale rendano più solide le strategie di espansione sui mercati esteri.
Ultime notizie su BAXTER-FX
- Forex
- Crypto