Dhl Italia stima calo delle spedizioni verso il Medio Oriente, costi in aumento per l'industria

Dhl Italia stima calo delle spedizioni verso il Medio Oriente, costi in aumento per l'industria
Calo spedizioni e rincari

Secondo i dati di marzo di Dhl Italia citati nell'articolo, le spedizioni aeree verso il Medio Oriente registrano un calo del 48% nel fashion e del 20% negli altri comparti, mentre la crisi nell'area, collegata all'attacco di U.S. e Israele all'Iran, inizia a comprimere export, logistica e margini lungo la filiera produttiva italiana. Il quadro emerge alla vigilia di Pasqua, in una fase in cui il caro-carburanti e le difficoltà di transito stanno già incidendo sui listini. Le imprese segnalano infatti rincari su energia, materie prime e trasporti, con il rischio di ulteriori aumenti trasferiti ai clienti nelle prossime settimane.

In evidenza

  • Nel marzo 2024 Dhl Italia segnala un forte calo delle spedizioni verso il Medio Oriente, con effetti negativi sulla pianificazione export e tutta la filiera.
  • I costi energetici pesano fino al 30% per aziende come Vetri Speciali, con margini in calo del 5% già nel primo trimestre e nuovi rincari attesi dopo Pasqua.
  • L'impossibilità di trasito marittimo impone spedizioni aeree con costi saliti da 0,50 a 5 euro al chilo, compromettendo la competitività dei prodotti italiani all'estero.

Spedizioni in frenata e rincari dopo Pasqua

I numeri di marzo indicano una contrazione marcata dei flussi verso il Medio Oriente, con effetti che si estendono oltre il solo comparto moda. Le strozzature logistiche riducono i volumi diretti all'estero e complicano la pianificazione delle consegne per le aziende italiane. In parallelo, i maggiori costi di trasporto iniziano a riflettersi sui prezzi praticati lungo la catena commerciale. Osvaldo Camarin, amministratore delegato di Vetri Speciali, afferma che per l'azienda l'energia pesa per il 30% dei costi. Secondo il manager, già nel primo trimestre i margini si riducono del 5%, una dinamica definita insostenibile. Se il quadro non cambia, dopo Pasqua gli aumenti dei prezzi diventano inevitabili, nonostante una domanda giudicata debole.

Pressione su materie prime, energia e competitività

Angelo Ghidoni, amministratore delegato della fonderia Ghial, segnala che l'alluminio utilizzato dall'azienda aumenta di almeno il 20%, mentre anche l'energia sale in modo deciso. Il trasferimento dei rincari a valle richiede fra tre e sei mesi, lasciando nel frattempo un impatto diretto sui margini industriali. Questa dinamica accentua la pressione finanziaria sulle imprese manifatturiere esposte ai mercati esteri. Fabio Leonardi, amministratore delegato di Igor, spiega che l'impossibilità di transitare nell'area costringe l'azienda a usare in alcuni mercati la via aerea al posto di quella marittima. Il costo di spedizione passa così da 50 centesimi al chilo via nave a 5 euro al chilo via aerea. Per il produttore di Gorgonzola, l'aumento riduce la competitività dei prodotti sui mercati di destinazione e rende i prezzi finali molto più elevati per i consumatori.

Impatto diretto sull'industria italiana

Il quadro descritto mostra un effetto pervasivo sul sistema produttivo italiano, dalla manifattura ai beni alimentari. Le aziende affrontano contemporaneamente minori volumi export, rincari energetici e costi logistici superiori, con un peggioramento della redditività nel breve termine. Se la crisi in Medio Oriente prosegue, la combinazione tra listini al rialzo e domanda non tonica rischia di ampliare le difficoltà operative in più settori.

In un nostro precedente articolo abbiamo analizzato l’impennata dei prezzi di benzina e diesel durante le festività pasquali, stimando per gli automobilisti italiani un extra esborso vicino a 1,3 miliardi di euro rispetto alla Pasqua 2025. Avevamo collegato i rincari alle tensioni nell’area del Golfo e al riordino delle accise, evidenziando l’impatto più pesante sul diesel e sui viaggi di lungo raggio.

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