Il Brent scende sotto i 100 dollari mentre i mercati reagiscono al possibile accordo su Hormuz
Giovedì i prezzi del petrolio hanno subito un forte calo, con il greggio Brent che è sceso sotto la soglia dei 100 dollari al barile per la prima volta nelle ultime settimane. Il calo è avvenuto in seguito alle notizie secondo cui gli Stati Uniti e l'Iran starebbero discutendo un potenziale accordo quadro per allentare le tensioni e riaprire lo Stretto di Hormuz.
In evidenza
- Il greggio Brent è sceso a 98,71 dollari (−2,27 %).
- Il WTI è sceso a 92,45 dollari (−2,40 %).
- I prezzi hanno reagito alle notizie su possibili progressi verso la riapertura dello Stretto di Hormuz.
- Il conflitto ha causato la più grave perturbazione dei mercati petroliferi degli ultimi anni.
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Reazione del mercato
A fine giornata, il greggio Brent era sceso del 2,27% a 98,71 dollari al barile, mentre il West Texas Intermediate ha perso il 2,40% ed è stato scambiato a 92,45 dollari. Entrambi i benchmark hanno registrato significativi cali giornalieri dopo diverse settimane di prezzi elevati causati dalle interruzioni nella rotta marittima chiave.
L'emittente saudita Al Arabiya ha riferito, citando fonti, che Washington e Teheran sono vicine a un accordo in base al quale gli Stati Uniti allenterebbero il blocco in cambio di una graduale riapertura dello Stretto di Hormuz. Il presidente Donald Trump ha spinto per una via d'uscita dal conflitto, che ha fatto salire i prezzi dell'energia e minato la sua posizione politica.
Contesto del conflitto
Lo Stretto di Hormuz, attraverso il quale transita circa un quinto del commercio mondiale di petrolio via mare, è stato sottoposto a un doppio blocco: l'Iran ha limitato la circolazione delle navi e gli Stati Uniti hanno impedito le esportazioni di petrolio iraniano. Le conseguenti interruzioni dell'approvvigionamento hanno causato uno degli shock più gravi per il mercato petrolifero degli ultimi anni, spingendo i prezzi ai livelli più alti dal 2022.
Gli analisti osservano che il mercato rimane altamente sensibile a qualsiasi notizia positiva riguardante un allentamento delle tensioni. Emily Ashford, responsabile della ricerca energetica presso Standard Chartered, ritiene che la strategia di combinare l'escalation militare con sforzi diplomatici paralleli continuerà, quindi i prezzi del petrolio continueranno a fluttuare a seconda delle notizie.
La geopolitica continua a guidare i mercati petroliferi
Il forte calo sotto i 100 dollari al barile illustra quanto il mercato petrolifero dipenda dagli sviluppi geopolitici. Anche la semplice prospettiva di un allentamento delle tensioni e del ripristino del flusso attraverso lo Stretto di Hormuz ha innescato una significativa presa di profitto dopo mesi di rialzi.
Finché i negoziati continueranno, i prezzi rimarranno probabilmente estremamente volatili. I prossimi giorni dipenderanno dal fatto che gli sforzi diplomatici producano risultati concreti e che riprenda la navigazione attraverso questa via d'acqua cruciale.
In un precedente rapporto, abbiamo osservato che i prezzi del petrolio sono crollati di oltre il 7% ai minimi delle ultime due settimane.
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