Stellantis, Fim Cisl chiede più volumi produttivi in Italia e un piano per Cassino
In vista della presentazione del Piano industriale del 21 maggio, la Fim Cisl mette in fila le principali criticità della produzione italiana di Stellantis e sollecita un ampliamento delle assegnazioni alle fabbriche del gruppo. Il sindacato indica come priorità la tutela degli stabilimenti e dell’occupazione, con un’attenzione particolare alla situazione di Cassino, dove la produzione resta molto ridotta.
In evidenza
- Fim Cisl chiede a Stellantis di garantire nessuna chiusura di stabilimenti e di rafforzare volumi produttivi in Italia alla vigilia del nuovo piano industriale.
- Il sito di Cassino resta il più critico con un altro anno di contratti di solidarietà e livelli di produzione e organico molto bassi.
- La variabile cinese si fa rilevante con possibili estensioni delle partnership Leapmotor e Dongfeng alle fabbriche europee, inclusa potenzialmente l'Italia.
Richieste sindacali prima del piano industriale
Come riportato da Il Sole 24 Ore, la segreteria nazionale della Fim Cisl riunisce circa un centinaio di sindacalisti del coordinamento nazionale del gruppo Stellantis per definire urgenze e punti deboli del sistema produttivo italiano prima del nuovo piano. Il primo punto posto dal segretario nazionale Ferdinando Uliano riguarda la conferma dell’impegno a non chiudere stabilimenti, attività produttive e altre funzioni, evitando licenziamenti e riduzioni occupazionali unilaterali.Per il sindacato, i bassi volumi produttivi in Italia, pur in recupero nel primo quadrimestre dell’anno, continuano a pesare sul quadro complessivo. La situazione più critica resta quella del polo di Cassino, che si avvia verso un altro anno di contratti di solidarietà con livelli di produzione e organici molto contenuti.
La Fim Cisl chiede inoltre di superare i limiti del Piano Italia, rafforzando progettazione, ricerca e sviluppo delle linee di prodotto dei marchi italiani, Fiat, Lancia, Alfa Romeo e Maserati, oltre ai veicoli commerciali. Tra le richieste figurano anche il consolidamento del ruolo dell’Italia nelle future motorizzazioni e la conferma della produzione nel Paese di modelli Jeep destinati al mercato europeo.
Pressione sugli impianti e opzione partnership cinesi
Nel confronto sulle prospettive industriali entra anche la variabile cinese, con il possibile ampliamento della collaborazione con Leapmotor oltre la Spagna e con interlocuzioni in corso tra Stellantis, guidata da Antonio Filosa, e gruppi come Dongfeng per eventuali produzioni congiunte in Europa. La scorsa settimana Filosa ha collegato l’assegnazione a Saragozza della prima produzione europea Leapmotor alla volontà di approfondire la partnership, lasciando aperta la possibilità di future collaborazioni più ampie anche in altri Paesi europei, Italia compresa.Per i singoli stabilimenti italiani, la piattaforma rivendicativa del sindacato entra nel dettaglio. Per Mirafiori viene chiesta l’assegnazione di un nuovo modello di largo consumo oppure lo sviluppo di city car elettriche e ibride; per l’ingegneria, la richiesta è di recuperare e rilanciare le competenze del Centro Ricerche Fiat. Per Pomigliano, la Fim Cisl indica la realizzazione di due nuovi modelli compatti sulla piattaforma STLA Small a partire dal 2028, mentre per Melfi sollecita continuità produttiva per veicoli nell’area oggi coperta da Jeep Renegade e Fiat 500X, ritenuti essenziali per presidiare un segmento di mercato rilevante.
Nel nostro precedente articolo sulla riorganizzazione industriale di Electrolux in Italia abbiamo ricostruito i punti chiave del piano che prevede esuberi in più siti, la chiusura dello stabilimento di Cerreto D’Esi e la revisione del perimetro produttivo. L’analisi evidenziava anche la scelta di esternalizzare le produzioni a minore valore aggiunto, concentrandosi sui segmenti strategici, con ricadute attese sull’occupazione e sulla filiera italiana degli elettrodomestici in diverse regioni.
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