-1,10% per Gold mentre il contrabbando di oro in India aumenta dopo l’aumento dei dazi all’importazione
Gold (XAU) è scambiato a $4.521,00, registrando un calo dell’1,10% nella sessione. L’asset rimane attualmente al di sotto delle sue principali medie mobili, riflettendo un persistente slancio ribassista all’interno dell’intervallo giornaliero.
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In evidenza
- Le vendite forzate di oro da parte degli Stati sovrani e l’esaurimento delle riserve russe a seguito dello shock nello Stretto di Hormuz hanno aumentato l’offerta globale di oro e modificato le strutture delle riserve.
- Il crescente contrabbando d’oro in India e le tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran hanno aumentato i rischi normativi e mantenuto l’incertezza sui flussi fisici nel mercato dell’oro.
- Gold affronta segnali tecnici persistentemente ribassisti, con un'alta probabilità di ulteriori cali e un intervallo di negoziazione previsto tra $4.300 e $4.750 per la prossima settimana.
L’offerta di Gold aumenta mentre le vendite sovrane e le tensioni ridefiniscono i flussi
Le vendite forzate di oro da parte di paesi in grave stress di liquidità a seguito dello shock energetico nello Stretto di Hormuz hanno incrementato l’offerta globale di oro, contribuendo a modificare le riserve e la struttura del mercato. Il rapido esaurimento delle riserve auree della Russia, dovuto all’aumento delle spese belliche e alle sanzioni in corso, ha ulteriormente ridotto le scorte delle banche centrali e aumentato la disponibilità di oro sul mercato. Nel frattempo, l’intensificarsi del contrabbando d’oro in India e le persistenti tensioni geopolitiche tra Stati Uniti e Iran hanno generato ulteriori rischi normativi e mantenuto l’incertezza nei flussi fisici di oro, delineando il contesto più ampio per il trading dell’oro.
Lo slancio ribassista accelera con importanti resistenze e segnali di vendita
Gold si trova attualmente al di sotto della MA-20 a $4.604,24, della MA-50 a $4.671,30 e della MA-200 a $4.611,10, mentre il D1 Ichimoku Kijun è a $4.613,82 e funge da resistenza immediata. Gli indicatori di Momentum mostrano una debolezza prevalente: il D1 MACD e ADX segnalano entrambi una vendita, con il D1 RSI a 46,02, indicando una perdita di slancio rialzista. Stoch RSI e CCI sono neutrali ma suggeriscono una tendenza di ipervenduto su timeframe inferiori. Il BBP indica una dominanza dei venditori nell’intraday, mentre l’Awesome Oscillator resta neutrale.
Persistenza di un marcato bias ribassista tra alta volatilità e supporti limitati
Nei prossimi cinque giorni di trading, l’intervallo di prezzo previsto per l’oro è compreso tra $4.300 e $4.750, coerente con una banda di volatilità del ±5% rispetto ai livelli attuali. La probabilità di un ulteriore calo è elevata, riflettendo la predominanza dei segnali di vendita sul timeframe giornaliero e solo un supporto marginale dagli indicatori settimanali. Uno scenario di consolidamento vedrebbe l’oro muoversi lateralmente in questo corridoio, mentre una chiusura sopra $4.614 sarebbe necessaria per aprire spazio al rialzo verso $4.750. Una rottura sotto $4.300 probabilmente innescherebbe ulteriori ribassi.
In precedenza, gli analisti avevano osservato che il continuo slancio ribassista dell’oro rifletteva una domanda di bene rifugio in calo in un contesto geopolitico mutevole. L’attuale situazione rafforza questa visione, poiché l’aumento dell’offerta dovuto alle vendite sovrane forzate e il rischio normativo persistente amplificano le pressioni ribassiste, rendendo una discesa decisa sotto $4.300 un rischio ribassista importante da monitorare.
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