Italia, puntualità nei pagamenti in calo e ranking europeo in peggioramento
Nel 2025 il sistema dei pagamenti tra imprese in Italia mostra un lieve indebolimento, con una quota più bassa di aziende che saldano entro 30 giorni ma senza un aggravamento marcato dei ritardi più gravi. Il confronto internazionale pesa di più sul quadro generale, perché il Paese arretra nelle classifiche europee e mondiali della puntualità nei pagamenti.
In evidenza
- Italia scende al 43,4% di imprese puntuali nei pagamenti nel 2025, -1,7 punti percentuali rispetto al 2024, secondo Cribis.
- Il Paese retrocede dal sedicesimo al ventesimo posto in Europa e dal ventiquattresimo al ventottesimo a livello mondiale per virtuosità nei pagamenti.
- In Europa, Danimarca primeggia con il 94,9%, Lussemburgo cresce al 54,8% (+13,3 punti), mentre Irlanda crolla al 45,5% (-12,8 punti).
Studio Cribis e andamento dei pagamenti nel 2025
Come riporta Il Sole 24 Ore, gli ultimi dati dello Studio Pagamenti di Cribis indicano che nel 2025 la percentuale di imprese italiane che pagano alla scadenza scende al 43,4%, in calo di 1,7 punti percentuali rispetto al 2024. Nello stesso periodo, la quota di aziende con ritardi gravi oltre i 90 giorni diminuisce al 4,1%, con una flessione di 0,3 punti percentuali.Il quadro segnala quindi un deterioramento contenuto della puntualità, accompagnato però da un lieve miglioramento sul fronte dei casi più critici. Secondo il report, basato su oltre 2 miliardi di esperienze di pagamento raccolte tramite la rete Cribis iTrade in 37 Paesi che rappresentano oltre il 90% del Pil, l'Italia perde posizioni nelle graduatorie comparative.
Con questi risultati, il Paese si colloca al ventesimo posto in Europa e al ventottesimo nel mondo tra le economie più virtuose nei pagamenti, in discesa rispetto al sedicesimo e al ventiquattresimo posto registrati l'anno precedente.
Divario con il Nord Europa e segnali disomogenei nel continente
La distanza rispetto ai mercati europei più solidi resta ampia. La Danimarca guida ancora la classifica continentale con il 94,9% di pagamenti alla scadenza, seguita da Polonia con l'86,6%, Paesi Bassi con il 74,7% e Svizzera con il 68,5%.Tra i miglioramenti più visibili emerge il Lussemburgo, che passa dal 41,5% del 2024 al 54,8%, mentre il Belgio cresce di 9,2 punti e raggiunge il 47,3%. Gli analisti collegano il progresso belga alla presenza di meccanismi di indicizzazione automatica dei salari all'inflazione, ritenuti in grado di sostenere il reddito reale delle imprese e di limitare le pressioni di liquidità lungo la catena dei pagamenti.
Di segno opposto l'Irlanda, che registra la flessione più marcata dell'area con un calo di 12,8 punti e si attesta al 45,5%. Il report attribuisce questa dinamica al doppio binario dell'economia irlandese, dove la forza del Pil sostenuto dalle multinazionali farmaceutiche e tech non si traduce necessariamente in maggiore liquidità per le Pmi locali, penalizzate da costi operativi elevati e da persistenti tensioni nel mercato immobiliare.
Nel resto d'Europa il panorama resta frammentato. Ungheria, con il 75,8%, e Slovenia, con il 53,3%, guidano il gruppo, mentre Francia al 46,5%, Turchia al 46,4%, Spagna al 45,9% e Italia al 43,4% si mantengono su livelli sensibilmente più bassi.
Nel nostro precedente approfondimento sulla piattaforma ExPAnD per supportare l’export delle PMI italiane, abbiamo illustrato come lo strumento aiuti a individuare opportunità sui mercati esteri in una fase segnata da incertezze geopolitiche e nuove barriere commerciali. In quel contesto abbiamo anche richiamato i numeri dell’export italiano e il potenziale di crescita indicato dalle analisi di settore, evidenziando quanto l’internazionalizzazione resti una leva strategica per il sistema produttivo.
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