Istat rivede al rialzo la crescita del Pil italiano nel primo trimestre 2026

Istat rivede al rialzo la crescita del Pil italiano nel primo trimestre 2026
Pil italiano accelera nel 2026

L'economia italiana accelera moderatamente all'inizio del 2026, con il Pil in aumento dello 0,3% sul trimestre precedente e dello 0,8% su base annua nel primo trimestre. La revisione al rialzo rispetto alla stima preliminare di fine aprile segnala un quadro leggermente migliore per consumi, investimenti e commercio estero.

In evidenza

  • Istat rivede al rialzo la crescita del Pil italiano nel primo trimestre 2026, con variazione acquisita allo 0,6% rispetto ai dati precedenti.
  • I consumi finali nazionali crescono dello 0,4%, gli investimenti fissi lordi dello 0,7%, esportazioni su del 2,2% e importazioni in calo dello 0,7%.
  • Sostenuti i settori dei servizi (+0,4%) e il mercato del lavoro, con ore lavorate in aumento dello 0,3% e redditi da lavoro dipendente pro capite cresciuti dello 0,9%.

Revisione Istat e componenti della crescita

Come riportato da Istat, la stima completa dei conti economici trimestrali porta a un aumento di un decimale sia della crescita congiunturale sia di quella tendenziale del Pil rispetto ai dati preliminari diffusi il 30 aprile 2026. La variazione acquisita per il 2026 sale così allo 0,6%.

Rispetto al trimestre precedente, tutte le principali componenti della domanda interna risultano in crescita, con i consumi finali nazionali in aumento dello 0,4% e gli investimenti fissi lordi dello 0,7%. Sul fronte degli scambi con l'estero, le importazioni diminuiscono dello 0,7%, mentre le esportazioni aumentano del 2,2%.

La domanda nazionale al netto delle scorte contribuisce positivamente per 0,4 punti percentuali alla crescita del Pil, grazie a un apporto di 0,3 punti dei consumi finali delle famiglie e delle Istituzioni Sociali Private e di 0,1 punti degli investimenti fissi lordi. La spesa delle Amministrazioni Pubbliche ha un contributo nullo, mentre la variazione delle scorte sottrae 1,1 punti percentuali, solo in parte compensati dal contributo positivo della domanda estera netta, pari a 0,9 punti.

Segnali per settori e mercato del lavoro

Dal lato dell'offerta, l'agricoltura registra una flessione congiunturale dello 0,5%, l'industria resta stazionaria e i servizi crescono dello 0,4%. Il primo trimestre del 2026 conta una giornata lavorativa in meno rispetto al trimestre precedente e lo stesso numero di giornate lavorative rispetto allo stesso periodo del 2025.

Nel quadro complessivo, i dati indicano che la crescita resta sostenuta soprattutto dai servizi, dalla spesa delle famiglie, dagli investimenti e dal contributo del commercio estero. Istat segnala inoltre un aumento dello 0,3% delle ore lavorate e dello 0,9% dei redditi da lavoro dipendente pro capite, elementi che rafforzano il profilo dell'attività economica nel periodo.

Nel nostro precedente aggiornamento sull’export italiano verso i mercati extra UE abbiamo evidenziato la crescita delle vendite di aprile, con valori vicini ai 28 miliardi di euro e un +11,3% su base annua, nonostante un contesto internazionale ancora instabile. L’analisi metteva in luce anche i settori che hanno trainato il risultato (energia, beni intermedi e strumentali) e il segnale arrivato dalle importazioni, indicativo di una domanda ancora attiva di input produttivi.

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