Borse europee in calo, Nasdaq cede mentre il mercato sconta tassi Fed più alti

Borse europee in calo, Nasdaq cede mentre il mercato sconta tassi Fed più alti
Borse e Nasdaq in discesa

Le piazze europee chiudono una settimana debole sotto la pressione del comparto tecnologico, del rialzo dei rendimenti e di attese più restrittive sulla politica monetaria negli U.S. Il quadro si irrigidisce dopo dati sul lavoro statunitense superiori alle previsioni, che rafforzano le scommesse su un aumento dei tassi Fed entro fine anno.

Punti chiave

  • Il Ftse Mib chiude a -0,56% sotto i 50.000 punti, Francoforte segna la peggiore performance settimanale tra le Borse europee con -1,3%.
  • I dati sul lavoro U.S. mostrano a maggio una disoccupazione stabile al 4,3% e 172.000 nuovi posti, rafforzando le aspettative di rialzo tassi Fed entro fine anno.
  • Il Nasdaq cede del 4,18% a 25.709,43 punti, appesantito dai ribassi su Broadcom, Marvell Technology, Micron Technology e dal ridimensionamento guidance Lululemon.

Vendite su tecnologia e attese sulla Fed

Come riferito da Il Sole 24 Ore Radiocor, la correzione del Nasdaq, in calo da tre sedute consecutive, si somma ai timori per un ritocco dei tassi da parte della Federal Reserve e frena i listini del Vecchio Continente. A pesare sono anche lo stallo geopolitico in Medio Oriente e un mercato del lavoro statunitense che mostra ancora solidità, elemento che secondo gli operatori può lasciare maggiore margine alla banca centrale per alzare il costo del denaro.

A Milano il Ftse Mib termina in ribasso dello 0,56% a 49.893 punti, scendendo sotto la soglia dei 50.000 punti. Tra gli altri mercati principali, Parigi chiude a -0,3% e Francoforte a -0,7%, mentre nell'intera settimana la peggiore performance tra le principali Borse europee è quella di Francoforte con -1,3%, seguita da Londra a -0,4%, Milano a -0,3% e Madrid a -0,1%; si salva Parigi con un progresso dello 0,4%.

I dati sul lavoro negli U.S. indicano a maggio una disoccupazione al 4,3%, stabile su base mensile, mentre i nuovi posti di lavoro salgono di 172.000 unità, ben oltre le attese di 85.000. Nel dettaglio, l'occupazione privata cresce di 120.000 unità e quella governativa di 52.000, rafforzando la lettura di un'economia ancora resistente e alimentando gli swap che ormai prezzano come certo un rialzo dei tassi entro fine anno.

Impatto su Wall Street e clima di mercato

Negli U.S. la pressione si concentra soprattutto sul comparto tech e trascina in basso i principali indici di Wall Street dopo una fase positiva. Il Dow Jones chiude in calo dell'1,35% a 50.866,78 punti, lo S&P 500 perde il 2,63% a 7.384,59 punti e il Nasdaq scende del 4,18% a 25.709,43 punti.

Le vendite colpiscono titoli come Broadcom, ancora in ribasso dopo il crollo della seduta precedente, insieme a Marvell Technology e Micron Technology. Sul fronte societario pesa anche Lululemon Athl, che finisce sotto pressione dopo avere rivisto al ribasso le previsioni su utili e ricavi per l'intero anno e avere indicato stime trimestrali inferiori alle aspettative degli analisti.

Il mercato continua inoltre a seguire l'evoluzione del Medio Oriente, dove il rifiuto di Hezbollah al cessate il fuoco in Libano e le dichiarazioni di Donald Trump sul conflitto con l'Iran mantengono elevata l'avversione al rischio. In questo contesto, il ripiegamento del settore AI e i dubbi sulla tenuta della domanda di chip aggiungono un ulteriore elemento di pressione per l'azionario globale.

Nel nostro precedente articolo sul rapporto occupazionale USA di maggio abbiamo evidenziato un mercato del lavoro ancora solido, con 172.000 nuovi posti e disoccupazione al 4,3%. Questo quadro ha rafforzato l’idea di una Fed più prudente sui tagli e potenzialmente orientata a mantenere una politica monetaria restrittiva più a lungo, influenzando rendimenti e aspettative dei mercati.

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