Assocamerestero vede l'export del made in Italy verso 660 miliardi nel 2026
Tra dazi, guerre e costi elevati di energia e materie prime, le imprese italiane continuano a rafforzare la propria presenza sui mercati esteri. Dopo avere raggiunto 640 miliardi di euro nel 2025, l'export del made in Italy prosegue la crescita nei primi mesi del 2026 e Sace stima un arrivo a 660 miliardi entro fine anno.
In evidenza
- L'export del made in Italy è previsto raggiungere 660 miliardi di euro nel 2026 e 700 miliardi entro il 2027, secondo Assocamerestero.
- Nel 2025 il mercato U.S. assorbe il 10,8% dell'export italiano, con un incremento delle esportazioni verso gli U.S. del 7,2%, mentre calano verso Germania, Francia e Spagna.
- Le Camere di commercio estere Assocamerestero generano 300 mila contatti d'affari e assistono 67 mila aziende nel 2025, in crescita del 12% rispetto al 2024.
Obiettivi export e tenuta dei mercati esteri
Come riportato da Il Sole 24 Ore, l'obiettivo dei 700 miliardi di euro di export entro il 2027, indicato dal ministro degli Esteri Antonio Tajani, appare raggiungibile secondo Assocamerestero. Mario Pozza, presidente dell'associazione che rappresenta 86 Camere di commercio italiane all'estero in 64 Paesi, afferma che il sistema è impegnato a sostenere le aziende in una fase di forte incertezza internazionale.Secondo Pozza, la domanda di made in Italy continua a crescere nel mondo grazie alla capacità degli imprenditori di cercare nuovi sbocchi senza trascurare i mercati già presidiati. Tra i casi citati c'è quello degli U.S., che nel 2025 assorbono il 10,8% dell'export italiano, mentre l'Italia registra un aumento delle esportazioni verso quel mercato del 7,2%, in base ai dati Istat, a fronte di una flessione per Germania, Francia e Spagna.
Cresce la rete di supporto alle imprese
Nel corso del 2025 le Camere di commercio estere della rete Assocamerestero generano circa 300 mila contatti d'affari e assistono 67 mila aziende, con una crescita del 12% rispetto al 2024. La rete conta inoltre 19.500 associati, in larga parte imprese locali che vedono nell'Italia un partner per attività commerciali e investimenti.Il valore degli interventi realizzati a supporto delle imprese italiane all'estero raggiunge 36,7 milioni di euro, in aumento del 2% rispetto al 2024. Il 61,4% delle attività riguarda business matching e networking, il 17,4% il primo orientamento ai mercati esteri, il 12,9% assistenza e consulenza specialistica e l'8,3% formazione diretta e linguistico-tecnica.
I principali settori di intervento comprendono agroalimentare, hospitality e turismo, green economy ed economia circolare, istruzione e formazione alle imprese, tessile e moda, meccanica, edilizia, mobili e arredamento, trasporti, commercio e sanità. L'andamento segnala una domanda estera ancora diffusa per i comparti chiave del made in Italy, nonostante un quadro internazionale che resta complesso.
Nella nostra precedente analisi sull’export dell’Alto Adige abbiamo evidenziato che, nel primo trimestre 2026, le esportazioni hanno tenuto (1,87 miliardi di euro, +0,9% annuo) nonostante l’incertezza geopolitica. Il quadro mostrava però forti differenze tra mercati e settori: crescita verso Germania, Francia e Spagna, ma calo verso l’Ue e contrazione marcata negli U.S., con la diversificazione degli sbocchi e la competitività legata a innovazione ed efficienza energetica come priorità.
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