Unioncamere segnala forte potenziale export delle Pmi nel Mezzogiorno

Unioncamere segnala forte potenziale export delle Pmi nel Mezzogiorno
Export PMI in crescita Sud

Le piccole e medie imprese rappresentano quasi per intero la base esportatrice italiana e generano circa 280 miliardi di euro di vendite all’estero. Nel Mezzogiorno, dove si concentra quasi un terzo delle imprese del Paese, il peso sull’export manifatturiero resta però inferiore a un decimo, lasciando spazio a una crescita ulteriore dell’internazionalizzazione.

In evidenza

  • Unioncamere rileva che nel Mezzogiorno esistono numerose Pmi potenzialmente esportatrici, con circa 118.000 Pmi esportatrici pari al 98% del totale italiano.
  • Il Mezzogiorno registra una quota di High-Growth Firms del 20,4% tra le imprese non micro, superiore a Nord-Est, Nord-Ovest e Centro.
  • Negli ultimi cinque anni il Pil del Mezzogiorno cresce dell'8,6% contro il 6,5% nazionale, con manifattura e investimenti in forte rafforzamento trainati dal PNRR e Zes unica.

Divario export e leva per la crescita del Sud

Come riferisce Unioncamere, il segretario generale Giuseppe Tripoli indica nel Mezzogiorno un bacino ancora ampio di aziende potenzialmente esportatrici che possono essere accompagnate sui mercati internazionali. Intervenendo a “Obiettivo Export”, evento in corso a Bari promosso dal ministero degli Affari esteri e della cooperazione internazionale, Tripoli evidenzia che in Italia operano circa 120.000 imprese esportatrici, di cui oltre 118.000 sono Pmi, pari al 98% del totale.

Secondo Tripoli, il Sud continua a mostrare un potenziale compresso ma in fase di emersione. Tra le imprese manifatturiere e dei servizi con almeno 10 addetti, la quota di High-Growth Firms nel Mezzogiorno raggiunge il 20,4% del totale delle imprese non micro del territorio, sopra il 13,9% del Nord-Est, il 15,1% del Nord-Ovest e il 17,1% del Centro.

Tripoli sostiene che il Sud non debba più essere letto come un’area da recuperare, ma come una piattaforma di crescita, in particolare per portualità, economia del mare, energia e flussi di dati.

Settori trainanti e impatto sul sistema produttivo

Negli ultimi cinque anni, ricorda Unioncamere attraverso l’intervento del suo segretario generale, il Pil del Mezzogiorno cresce dell’8,6%, oltre la media nazionale del 6,5%. Nello stesso periodo aumentano gli investimenti, anche per effetto del PNRR e della Zes unica, mentre turismo e manifattura registrano un rafforzamento.

Dalla meccanica all’abbigliamento, la manifattura meridionale mostra performance superiori al Centro-Nord, mentre agroalimentare, farmaceutica, aerospazio e automotive consolidano una presenza sempre più rilevante sui mercati internazionali. Per Tripoli, l’internazionalizzazione del Sud assume quindi il profilo di una politica economica nazionale.

Unioncamere aggiunge che l’accompagnamento del sistema camerale produce risultati misurabili. Le indagini citate da Tripoli indicano che le imprese assistite dalle Camere di commercio, in particolare da Promos Italia, in un caso su tre iniziano a esportare e, se già presenti oltreconfine, aggiungono almeno un nuovo mercato estero.

Nel nostro precedente articolo sulla tappa di Bari di “Obiettivo Export” abbiamo ricostruito obiettivi e contenuti dell’iniziativa dedicata alle imprese del Mezzogiorno, con focus su export e crescita sui mercati esteri. Abbiamo anche ricordato l’inaugurazione del nuovo ufficio SIMEST a Bari e il programma di incontri con i principali attori del Sistema Italia per rafforzare il supporto finanziario e operativo all’internazionalizzazione.

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