Italia pubblica rapporto sul lavoro, occupati stranieri al 10,7% e assunzioni programmate oltre 1,3 milioni
Nel mercato del lavoro italiano, la componente straniera sostiene la crescita dell'occupazione nel 2025 e raggiunge quasi 2,6 milioni di lavoratori. Il nuovo rapporto segnala anche un livello record di assunzioni programmate per lavoratori stranieri, con difficoltà di reperimento riscontrate in circa metà dei casi.
In evidenza
- Italia registra quasi 2,6 milioni di stranieri occupati nel 2025, rappresentando il 10,7% del totale e trainando la crescita dell’occupazione.
- Per il 2025 le imprese italiane prevedono oltre 1,3 milioni di assunzioni di lavoratori stranieri, pari al 23% delle posizioni programmate.
- La difficoltà di reperimento riguarda circa metà delle assunzioni previste per stranieri, mostrando la crescente dipendenza da questa manodopera nei settori chiave.
Dati 2025 e contenuti del rapporto
Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, il XVI Rapporto "Gli stranieri nel mercato del lavoro in Italia" è online da oggi sul sito del dicastero e su Integrazionemigranti.gov.it. Il documento indica che nel 2025 i cittadini stranieri occupati sono quasi 2,6 milioni, pari al 10,7% del totale, e che la crescita complessiva dell'occupazione è trainata soprattutto dalla componente estera, con gli extra Ue in aumento del 3,6%, i comunitari dell'1,2% e gli italiani dello 0,5%.Il rapporto approfondisce la condizione occupazionale dei migranti e include dati su ammortizzatori sociali, infortuni, malattie professionali, previdenza e assistenza sociale. Tra le novità di questa edizione figurano un'analisi dell'OCSE sui divari salariali e sul ruolo delle imprese, oltre a un contributo della Banca Mondiale sulla Global Skill Partnership tra Italia e Tunisia.
Il tasso di occupazione degli italiani è al 62,5%, mentre sale al 66,4% tra i cittadini comunitari e si attesta al 61,6% tra gli extra Ue. Restano però marcate le differenze di genere, con il 76,0% degli uomini extra Ue occupato contro il 45,7% delle donne, mentre il tasso di disoccupazione continua a essere più elevato tra gli stranieri, al 9,6% per gli extra Ue e al 7,8% per i comunitari, rispetto al 5,8% degli italiani.
Pressione su settori chiave e fabbisogno delle imprese
La presenza di lavoratori stranieri è più alta negli altri servizi collettivi e personali, dove raggiunge il 29,8%, seguiti da agricoltura al 21,5%, alberghi e ristoranti al 19,2% e costruzioni al 17,9%. Le quote risultano invece molto più basse nei comparti ad alta qualificazione o a forte presenza pubblica, come attività finanziarie e assicurative all'1,6%, servizi di informazione e comunicazione al 3,1% e pubblica amministrazione allo 0,3%.Per il 2025 le imprese programmano oltre 1,3 milioni di assunzioni di lavoratori stranieri, livello record che equivale al 23% del totale. In circa metà dei casi emergono difficoltà di reperimento, un dato che segnala la rilevanza crescente della manodopera straniera per la tenuta di diversi comparti produttivi.
Il rapporto è curato dalla Direzione Generale per le Politiche migratorie e per l'inserimento sociale e lavorativo dei migranti del Dipartimento per le politiche sociali, del terzo settore e migratorie del MLPS, in collaborazione con altre direzioni del ministero, INPS, INAIL, Istat, Unioncamere, Banca Mondiale, OCSE e Sviluppo Lavoro Italia S.p.A., che segue anche il coordinamento esecutivo.
In un nostro precedente articolo abbiamo seguito i nuovi inviti progettuali per “INLAV 2 – INtegrazione LAVoro Lombardia”, il programma che rafforza in Lombardia il contrasto allo sfruttamento lavorativo e al caporalato e sostiene l’inclusione socio-lavorativa dei cittadini di paesi terzi. Il piano mobilita circa 3,65 milioni di euro tra fondi FSE+ e FAMI, con interventi mirati anche all’emersione del lavoro sommerso e una durata prevista fino a due anni (comunque entro il 31 dicembre 2028).
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