Inxieme Energia ottiene rating B1 da modefinance nel credito corporate 2026
Nel mercato italiano dell'energia rinnovabile, Inxieme Energia consolida il proprio profilo creditizio con la prima assegnazione di un rating corporate solicited per il 2026. La valutazione segnala una situazione economico-finanziaria adeguata e una capacità di tenuta a condizioni economiche avverse nel medio e lungo periodo.
In evidenza
- Inxieme Energia ottiene il rating Corporate Credit B1 da modefinance per l'emissione 2026, con modello d'intermediazione e rischio operativo contenuto.
- Nel 2025 i ricavi di vendita crescono del 43% a 202,06 milioni di euro, ma l'EBITDA scende a 1,35 milioni di euro e la società registra una perdita di 313 mila euro.
- La leva patrimoniale rimane oltre le soglie di equilibrio, con current ratio a 1,06x e posizione finanziaria netta di cassa pari a -4,89 milioni di euro.
Valutazione creditizia e profilo operativo
Come riportato da modefinance, INXIEME ENERGIA SRL riceve un Corporate Credit Rating pari a B1 nella sua prima emissione solicited. La società, controllata dalla spagnola Gnera Energía y Tecnología, opera nell'intermediazione e nella gestione di energia elettrica da fonti rinnovabili, acquistando energia da impianti rinnovabili e rivendendola sul Mercato Elettrico con una commissione di gestione, affiancata da attività di trading e arbitraggio transfrontaliero.Il modello di business si basa su un ruolo di intermediazione tra produttori e mercato e presenta, secondo l'analisi, un profilo di rischio contenuto grazie all'assenza di esposizione diretta alla volatilità dei prezzi, a un ciclo di capitale circolante positivo e a controparti istituzionali come GME e Terna. Fondata nel 2014 per replicare in Italia un modello già sviluppato in Spagna, la società amplia nel tempo il portafoglio clienti e dal 2021 spinge sulla business unit reseller, sostenuta da investimenti nella digitalizzazione e in software per l'energy management.
Al 2026 Inxieme Energia gestisce oltre 1.000 MW di impianti rinnovabili e continua a crescere per volumi e base clienti, mantenendo una struttura organizzativa in espansione ma ancora specializzata ed efficiente.
Ricavi in crescita e leva patrimoniale sotto osservazione
Nel 2025 la società incrementa i ricavi di vendita a 202,06 milioni di euro, in aumento del 43%, proseguendo il trend positivo degli anni precedenti. La crescita dei ricavi non si traduce però in un miglioramento dei margini, anche per effetto di componenti straordinarie di costo come la tassa sugli extraprofitti pari a 1,8 milioni di euro.L'EBITDA si stabilizza a 1,35 milioni di euro, rispetto a 1,86 milioni nel 2024, mentre l'esercizio si chiude con una perdita di 313 mila euro, influenzata anche da un costo non ricorrente già recuperato nel 2026. Sul piano finanziario, l'analisi indica un equilibrio corretto tra attivo e passivo corrente, con current ratio a 1,06x, e una posizione finanziaria netta di cassa pari a -4,89 milioni di euro.
Resta invece un disequilibrio tra patrimonio netto e passività, con una leva superiore alle soglie di equilibrio che, secondo la valutazione, beneficerebbe di un rafforzamento della capitalizzazione. Nel complesso, la struttura finanziaria appare sostenuta dalla capacità di generare cassa internamente e da una gestione efficiente del capitale circolante, in un segmento legato alla valorizzazione dell'energia rinnovabile in Italia.
Nel nostro precedente articolo sul minibond tokenizzato di Union S.p.A. abbiamo raccontato la sottoscrizione integrale, da parte di UniCredit, di un’emissione da 5 milioni di euro destinata a finanziare cinque nuovi impianti fotovoltaici da 1 MW ciascuno. L’operazione, strutturata su blockchain pubblica, metteva in evidenza come la tokenizzazione possa aumentare efficienza, trasparenza e automazione nella gestione dei flussi, segnalando un crescente interesse della finanza digitale verso progetti legati alla transizione energetica.
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