Acquisto di yen da 5–10 miliardi di dollari del Tesoro USA: focus sul setup di inversione USD/JPY
US Dollar vs Yen (USD/JPY) è scambiato a ¥157,06, mostrando un modesto rialzo intraday e restando vicino ai massimi di sessione. La coppia continua a rimanere sotto le sue principali medie mobili, segnalando una persistente pressione dei venditori su più timeframe.
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Punti chiave
- Stati Uniti e Giappone sono intervenuti congiuntamente acquistando yen dopo che la valuta ha toccato il livello più debole contro il dollaro dal 1986.
- La partecipazione del Tesoro USA e l’uso della struttura repo della Fed hanno sottolineato una risposta politica coordinata e di ampia portata.
- I segnali tecnici restano ribassisti con il prezzo sotto le principali medie; il range previsto è ¥155,13–¥158,99 con una probabilità del 74% di ulteriori ribassi.
Intervento sullo yen scattato mentre il differenziale dei tassi si riduce e le autorità intervengono
Il 2 agosto 2026, Stati Uniti e Giappone hanno effettuato un intervento coordinato per acquistare yen giapponesi dopo che la valuta aveva toccato il livello più debole contro il dollaro USA dal 1986, una mossa ufficialmente confermata da entrambi i governi. L’azione rapida ha utilizzato il potenziale accesso alla struttura repo della Federal Reserve, fornendo liquidità in dollari per l’operazione e facilitandone l’esecuzione, secondo Reuters, CNBC e Exchangerates Org. La partecipazione del Segretario al Tesoro USA Scott Bessent in un acquisto programmato di yen da 5–10 miliardi di dollari ha segnalato una risposta politica decisa, mentre le aspettative di un restringimento del differenziale dei tassi tra i due paesi hanno fornito ulteriore contesto al tempismo dell’intervento.
Debolezza tecnica persistente con momentum ribassista dominante sui livelli chiave
USD/JPY trova resistenza sull’Ichimoku Kijun nel grafico giornaliero a ¥157,94, mentre il supporto si trova vicino a ¥155,13. La coppia scambia sotto la MA-20, MA-50 e MA-200, indicando che i venditori restano in controllo su tutti i timeframe monitorati. Gli indicatori di momentum riflettono una debolezza persistente: il MACD è in forte modalità di vendita, l’ADX segnala ulteriore ribasso, l’RSI si attesta a 36,76 con bias Sell e il CCI è anch’esso in territorio Sell. Stochastic RSI è Neutrale, suggerendo che la coppia non è ancora in ipervenduto, mentre Bull/Bear Power indica una chiara dominanza dei venditori intraday. L’azione dei prezzi resta divergente rispetto agli oscillatori sottostanti, poiché i guadagni intraday sono avvenuti senza alcuna inversione di momentum.
Rischio ribassista prevalente con la coppia bloccata in un range di volatilità
Nei prossimi due o tre giorni di trading, USD/JPY dovrebbe oscillare all’interno di una banda di volatilità tipica tra ¥155,13 e ¥158,99. La probabilità di un movimento rialzista sostenuto è del 26%, mentre quella di un movimento al ribasso è più alta al 74%. Lo scenario base prevede che la coppia rimanga rangebound entro questi livelli. Un chiaro segnale rialzista richiederebbe una rottura sopra la resistenza a ¥157,94, mentre una discesa decisa e mantenuta sotto ¥155,13 attiverebbe uno scenario ribassista e probabilmente ulteriori cali.
In precedenza è stato riportato che Stati Uniti e Giappone hanno effettuato una rara azione coordinata per rafforzare lo yen e contrastare movimenti disordinati sul mercato valutario. Con USD/JPY che mostra ancora una forte dominanza dei venditori sotto le principali medie mobili, i trader dovrebbero monitorare un’eventuale escalation dell’intervento o cambiamenti di politica se la coppia dovesse rompere in modo deciso il supporto a ¥155,13 nelle prossime sessioni.
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