Ex Ilva, Corte d'appello di Milano valuta sospensione dello stop all'area a caldo di Taranto

Ex Ilva, Corte d'appello di Milano valuta sospensione dello stop all'area a caldo di Taranto
Ex Ilva, stop in bilico

Serve ancora qualche giorno per chiarire se l'area a caldo dell'ex Ilva di Taranto potrà evitare nell'immediato il fermo previsto dal decreto di fine luglio. La decisione della Corte d'appello di Milano incide su cokerie e altoforni e si inserisce in una fase cruciale per l'operatività del polo siderurgico.

Punti chiave

  • La Corte d'appello di Milano si riserva per alcuni giorni la decisione sulla sospensione del decreto di stop all'area a caldo di Taranto.
  • L'istanza presentata da Acciaierie d'Italia e Ilva in amministrazione straordinaria mira a bloccare temporaneamente gli effetti del decreto.
  • Il decreto di fine luglio prevede l'avvio dello stop entro 90 giorni, quindi entro la fine di ottobre, con potenziale impatto sulla produzione.

Udienza milanese e tempi della decisione

Come riferisce Il Sole 24 Ore Radiocor, la Corte d'appello di Milano si riserva al termine dell'udienza sulla richiesta di sospendere l'esecutività del decreto che dispone lo stop dell'area a caldo dello stabilimento siderurgico di Taranto.

Secondo fonti legali, il giudice di secondo grado non prende subito una decisione e rinvia di alcuni giorni il verdetto sull'ipotesi di mettere in stand by il provvedimento. L'istanza arriva da Acciaierie d'Italia e da Ilva in amministrazione straordinaria, che chiedono di bloccare temporaneamente gli effetti del decreto.

Impatto operativo per il sito di Taranto

Il provvedimento contestato riguarda in particolare cokerie e altoforni, elementi centrali per la continuità produttiva del sito di Taranto. L'esito del procedimento può quindi influire direttamente sulla gestione industriale dell'impianto e sui tempi delle attività nelle prossime settimane.

Il decreto della Corte d'appello di fine luglio fissava l'avvio dello stop entro 90 giorni, con scadenza prevista entro la fine di ottobre. In attesa della pronuncia del secondo grado, resta quindi aperto il nodo sulla tenuta operativa dell'area a caldo.

Nel nostro precedente aggiornamento sulla sospensione dei licenziamenti nell’indotto dell’ex Ilva di Taranto, abbiamo raccontato il primo segnale di distensione dopo gli esuberi annunciati, con Aigi e Aepi che hanno congelato le procedure su richiesta del Governo. La mossa era legata all’attesa della decisione della Corte d’Appello di Milano, considerata un passaggio chiave per gli equilibri industriali e per la tenuta occupazionale del territorio.

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