Mfe e Vivendi riaprono i contatti mentre il gruppo francese rivaluta l'Italia

Mfe e Vivendi riaprono i contatti mentre il gruppo francese rivaluta l'Italia
Mfe e Vivendi vicini

Dopo anni di scontro societario e di totale distanza tra Parigi e Cologno, tornano segnali di dialogo tra Vivendi e l'universo Mediaset-Fininvest. I contatti restano informali e senza un negoziato aperto, ma si inseriscono in una fase in cui il gruppo francese guarda di nuovo al mercato italiano come area strategica.

Punti chiave

  • Vivendi e il gruppo Mediaset-Fininvest hanno ripreso contatti informali, senza trattative formali né accordi, per ricostruire relazioni dopo anni di contenziosi.
  • Vivendi detiene il 22,3% dei diritti di voto e il 15,9% del capitale di Mfe, rimanendo priva di rappresentanza nel cda e di ruolo nella governance.
  • Vivendi rafforza la presenza in Italia con Canal+ che acquisisce la maggioranza di Lucky Red, nuova sede Havas e chiusura della fase Tim, puntando sull'Italia come mercato strategico.

Contatti informali e nodo partecipazione in Mfe

Come riferisce Il Sole 24 Ore, tra Vivendi e il gruppo che fa capo a Mediaset-Fininvest sono ripresi i contatti dopo un lungo periodo di silenzio successivo a una delle più dure battaglie societarie nel settore dei media europeo.

Al momento non emerge alcun accordo sul tavolo e non risultano trattative formali. Da entrambe le parti prevale il no comment, ma il lavoro in corso punta anzitutto a ricostruire un rapporto personale e industriale compromesso da anni di contenziosi, ricorsi e accuse reciproche.

A spingere per la riapertura del dialogo sarebbe soprattutto la componente francese, dove Yannick Bolloré, oggi figura centrale nell'universo Vivendi, avrebbe maturato la convinzione che l'assenza di rapporti con la famiglia Berlusconi rappresenti ormai un limite più che un vantaggio.

Il dossier che continua a collegare Parigi e Cologno resta Mfe. Vivendi detiene il 22,3% dei diritti di voto, tra partecipazione diretta e quote in Simon Fiduciaria, e il 15,9% del capitale, con il 23,79% delle Mfe B, escluse le azioni proprie; una quota che negli anni garantisce dividendi ma che continua anche a rappresentare il segno più visibile della precedente stagione di scontro, in assenza di una rappresentanza nel consiglio di amministrazione o di un ruolo nella governance.

Rinnovato interesse francese per il mercato italiano

La ripresa dei contatti si colloca in un momento in cui Vivendi sembra tornare a considerare l'Italia un mercato strategico per le sue attività. I segnali arrivano da più fronti, dai media alla comunicazione fino alle telecomunicazioni.

Canal+ acquisisce la maggioranza di Lucky Red, rafforzando così la presenza nel cinema italiano. Anche Havas, network globale della comunicazione controllato da Vivendi e guidato da Yannick Bolloré come presidente e ceo, apre una nuova sede e annuncia dall'1 novembre l'arrivo di Matteo Tarolli come ceo di Havas Italia e ceo di Havas Media Network Italy, con il compito di guidare lo sviluppo strategico del gruppo.

Sul fronte tlc, Vivendi ha intanto chiuso la lunga fase legata a Tim, sbloccando il passaggio del controllo a Poste, evoluzione accolta con soddisfazione dal Governo. In questo quadro, un disgelo con l'area Mfe potrebbe ridurre una frattura storica del capitalismo europeo dei media e migliorare il posizionamento del gruppo francese in Italia.

Nel nostro precedente articolo sulla chiusura dell’Opas di Poste Italiane su TIM abbiamo riportato che, sulla base dei risultati provvisori, le adesioni pari a circa il 46,5% hanno portato Poste a salire potenzialmente al 66,6% del capitale, consolidando il controllo sull’ex incumbent. Abbiamo anche richiamato le prossime scadenze dell’operazione e la verifica delle condizioni residue, elementi chiave per definire l’assetto definitivo e i passaggi operativi successivi.

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