L'Italia spinge per rafforzare il mercato Ue della plastica riciclata
Il governo italiano porta al Consiglio Ambiente dell'Ue una proposta per rendere più stabile e competitivo il mercato europeo dei materiali plastici riciclati. L'iniziativa arriva mentre la filiera nazionale del riciclo segnala pressioni da costi energetici elevati, domanda debole e rischio di importazioni irregolari.
Punti chiave
- Italia presenta al Consiglio Ambiente UE sei priorità tra cui maggiori controlli sulle importazioni, più domanda di riciclato e sostegni alle imprese della plastica riciclata.
- La proposta italiana ottiene il supporto di Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo, Lettonia e Belgio, creando una base negoziale per una posizione comune sul Circular Economy Act.
- La Commissione Europea, tramite il commissario Roswall, conferma l'impegno a incentivare l'uso di plastica riciclata e a rafforzare la competitività del settore del riciclo nell'Ue.
Priorità italiane per il mercato del riciclo
Come riferisce il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, l'Italia presenta a Lussemburgo un non-paper al Consiglio Ambiente UE con sei priorità per sostenere la filiera della plastica riciclata e rafforzarne la competitività a livello europeo.Tra i punti indicati figurano maggiori controlli sulle importazioni, misure per aumentare la domanda di materiale riciclato, sostegni alle imprese, criteri europei per la cessazione della qualifica di rifiuto, semplificazione del mercato unico e accelerazione del Circular Economy Act.
Il viceministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica Vannia Gava afferma che la filiera italiana, tra le più avanzate in Europa, resta strategica ma è esposta agli effetti dei costi energetici elevati, della debolezza della domanda e del rischio di flussi irregolari dall'estero. Gava aggiunge che una perdita di capacità di riciclo aumenterebbe la dipendenza dalla plastica vergine importata e penalizzerebbe cittadini e Comuni che hanno investito nella raccolta differenziata.
Sostegno europeo e impatto sulla filiera
La proposta raccoglie il sostegno di Francia, Spagna, Paesi Bassi, Portogallo, Lettonia e Belgio, creando una base negoziale per una posizione comune tra gli Stati membri interessati.L'Italia lavora ora con questi Paesi e con altri partner europei in vista del negoziato sul Circular Economy Act, con l'obiettivo di tradurre le criticità del settore in misure comuni a sostegno dell'industria del riciclo.
Secondo il governo, una risposta coordinata dell'Ue può contribuire a tutelare le imprese che rispettano le regole e a rafforzare la competitività industriale del comparto. Positiva anche la risposta del commissario europeo Roswall, che mostra attenzione alle criticità del settore e conferma l'impegno della Commissione a promuovere misure per incentivare l'utilizzo di plastica riciclata.
Le richieste italiane di modifiche all’ETS al Consiglio Ambiente UE sono state al centro di un nostro precedente articolo, in cui abbiamo riportato l’allarme del governo su caro energia e prezzo delle quote come fattori di perdita di competitività, investimenti e occupazione. In quel quadro, l’Italia chiedeva tutele per i settori più esposti e il rientro delle risorse del mercato del carbonio verso territori e filiere vulnerabili, per evitare che la decarbonizzazione si traduca in deindustrializzazione.
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