Il Nikkei 225 scivola a 40.291 mentre le tensioni tariffarie e i dati statunitensi pesano sul sentimento globale
L'indice Nikkei 225 ha chiuso la sessione di lunedì a 40.291, in calo dell'1,25%, segnando il risultato più debole da metà luglio. L'indice ha subito un'ampia pressione di vendita a causa delle perdite di Wall Street di fine settimana che si sono riversate sui mercati asiatici.
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I punti salienti
- Il Nikkei 225 scende dell'1,25% a 40.291, la chiusura più bassa in quasi due settimane
- I nuovi dazi di Trump riaccendono le preoccupazioni per il commercio globale, mettendo sotto pressione i settori che fanno leva sulle esportazioni
- I verbali della BOJ previsti per questa settimana potrebbero offrire chiarezza sulla politica dei tassi e sulle prospettive dell'inflazione
Il calo ha portato il prezzo dell'indice Nikkei vicino al limite inferiore del suo canale ascendente che ha sostenuto l'azione dei prezzi da aprile. Nonostante questa battuta d'arresto, l'indice rimane all'interno del suo trend rialzista più ampio, ancorato da un modello di minimi più alti e dal solido supporto della 50 EMA a 40.157. Tecnicamente, il Nikkei sta testando una confluenza di livelli di supporto a breve termine, tra cui la linea di tendenza ascendente e il bordo inferiore del canale rialzista.

Dinamica dell'indice Nikkei 225 (Fonte: TradingView)
Una rottura decisiva al di sotto di 40.150 potrebbe aprire la strada a un pullback più profondo verso la 100 EMA a 39.382, mentre un rimbalzo da quest'area potrebbe ripristinare lo slancio al rialzo verso 41.200 e il top del canale vicino a 42.000. L'indice del movimento direzionale riflette ancora una leggera tendenza rialzista, sebbene lo slancio si sia chiaramente indebolito.
Lo shock tariffario e i deboli dati statunitensi alimentano l'avversione al rischio
La propensione al rischio globale si è ulteriormente deteriorata dopo che il presidente Donald Trump ha annunciato dazi a tappeto dal 10 al 41% sulle principali importazioni, comprese quelle dal Giappone. Gli investitori hanno reagito negativamente all'annuncio, temendo che esso possa interrompere il commercio globale e comprimere le economie che fanno affidamento sulle esportazioni come il Giappone. Contemporaneamente, i dati sulle buste paga non agricole degli Stati Uniti hanno mostrato un notevole calo, con solo 73.000 posti di lavoro aggiunti a luglio, ben al di sotto delle aspettative. I dati hanno rafforzato le preoccupazioni sul rallentamento della crescita globale e hanno provocato un ampio crollo dei titoli azionari.
I titoli tecnologici hanno subito il contraccolpo della flessione in Giappone. Le azioni di Disco, Advantest e Recruit Holdings hanno registrato forti perdite, mentre settori come quello bancario, industriale e automobilistico, tra cui Mitsubishi UFJ, Hitachi e Toyota, hanno subito cali significativi. Con il deterioramento del sentimento di rischio, l'attenzione si sposta ora sui prossimi verbali della riunione della Banca del Giappone, che potrebbero far luce su un eventuale cambiamento della politica monetaria, in particolare a fronte di un'inflazione persistente.
Nell'analisi precedente abbiamo evidenziato che la tendenza del Nikkei è rimasta al rialzo finché i prezzi si sono mantenuti al di sopra della base del canale ascendente. Questo supporto è ora minacciato e le prossime sedute determineranno se l'indice rimbalzerà o si sposterà in una gamba correttiva. Una difesa pulita della regione di 40.150 rimane fondamentale per i tori per preservare lo slancio.
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