I futures sul gas naturale scendono a 2,75 dollari, mentre l'eccesso di offerta frena le speranze di rimbalzo
I futures del gas naturale hanno chiuso la settimana sotto pressione, scivolando a 2,75 dollari per MMBtu e annullando i guadagni della seduta precedente. Il calo lascia i prezzi inchiodati vicino ai livelli più bassi dal novembre 2024, mentre l'abbondante offerta continua a superare la domanda stagionale.
Questo articolo è stato tradotto dall'originale. Leggi la versione originale del nostro corrispondente qui.
I punti salienti
- I futures del gas naturale scendono a 2,75 dollari, cancellando i guadagni di giovedì e testando il supporto critico.
- La produzione record degli Stati Uniti, vicina ai 108 bcfd, e lo stoccaggio del 5,8% sopra la media pesano sul sentiment.
- I grafici tecnici mostrano un rischio di ribasso verso 2,50 dollari, a meno che non emergano shock della domanda o dell'offerta.
Nonostante le condizioni estive più calde della media, il mercato non è riuscito a sostenere una ripresa, sottolineando quanto la bilancia penda verso l'eccesso di offerta. La produzione nei Lower 48 è stata in media di 108,1 miliardi di piedi cubi al giorno in agosto, leggermente superiore ai 107,9 bcfd di luglio. Sebbene la produzione giornaliera sia scesa brevemente a 106,4 miliardi di piedi cubi al giorno, un minimo di sei settimane, il volume rimane vicino ai massimi storici. L'elevata produzione, unita ai solidi livelli di stoccaggio, ha impedito un rimbalzo sostenibile dei prezzi dei futures.
I segnali tecnici sottolineano l'inclinazione ribassista
L'azione del prezzo del gas naturale è stata confinata all'interno di un ampio triangolo discendente dall'inizio del 2025, con 2,75 dollari come perno critico. Questo livello è stato ripetutamente testato nelle ultime due settimane, rafforzando il suo ruolo di campo di battaglia tra tori e orsi. Una chiusura decisiva al di sotto di questo livello potrebbe sbloccare il potenziale di ribasso verso 2,50 dollari e, in caso di ribasso prolungato, la zona di supporto a lungo termine vicino a 1,88 dollari entrerebbe in gioco.

Dinamica dei prezzi del gas naturale (Fonte: TradingView)
Gli indicatori di momentum fanno eco a questa debolezza. L'EMA a 20 giorni si trova a 2,94 dollari, mentre le medie a 50 e 100 giorni si trovano a 3,16 e 3,31 dollari. I futures rimangono saldamente al di sotto di tutte e tre, evidenziando che i rialzi vengono accolti dalle vendite. L'indice di forza relativa si attesta a 38, indicando un momento di debolezza ma non ancora di ipervenduto tale da scatenare una pesante caccia all'affare. Storicamente, un supporto significativo è emerso solo quando l'RSI è sceso sotto 30, il che suggerisce che è possibile un'ulteriore debolezza prima della stabilizzazione.
I fondamentali rafforzano il quadro di eccesso di offerta
Le dinamiche di stoccaggio continuano a pesare sul sentiment. Le scorte sono attualmente del 5,8% al di sopra della media quinquennale, fornendo un ampio cuscinetto in vista della stagione autunnale. Sebbene le iniezioni settimanali si siano leggermente ridotte rispetto alla norma stagionale, l'eccesso di offerta continua a dominare. Le esportazioni di GNL, che in agosto hanno raggiunto una media di 15,8 bcfd, forniscono una certa compensazione, ma non sono sufficienti a controbilanciare la produzione interna record.
Le condizioni meteorologiche, tipicamente uno dei principali fattori estivi, non hanno dato molto sollievo ai tori. Sebbene le alte temperature abbiano incrementato la domanda di aria condizionata all'inizio della stagione, le previsioni indicano ora una situazione vicina alla norma stagionale per il mese di settembre. Questa prospettiva smorza le aspettative di un'impennata della domanda di fine estate e rende i prezzi vulnerabili a ulteriori ribassi.
Gli operatori di mercato stanno anche monitorando attentamente l'andamento della produzione. Il recente calo a 106,4 bcfd ha sollevato speculazioni su una possibile moderazione se i vincoli delle condutture o la manutenzione riducessero i flussi. Tuttavia, a meno che la produzione non diminuisca in modo più significativo o la domanda di esportazione non acceleri, lo squilibrio probabilmente persisterà.
Prospettive a breve termine del GN
Il livello di 2,75 dollari rimane il punto focale per gli operatori. Una rottura prolungata al ribasso confermerebbe il momentum ribassista ed esporrebbe 2,50 dollari come prossimo supporto principale, mentre 1,88 dollari fungerebbe da pavimento a lungo termine. Al contrario, una ripresa al di sopra dei 3 dollari sarebbe il primo significativo segnale di stabilizzazione, anche se richiederebbe un'inattesa interruzione dell'offerta o un notevole aumento della domanda.
Fino ad allora, la struttura prevalente favorisce i venditori. Con le scorte elevate, la produzione resistente e le prospettive meteorologiche che mitigano la domanda, si prevede che i rialzi saranno di breve durata. È probabile che gli operatori rimangano cauti, considerando ogni rimbalzo come un'opportunità per vendere sulla forza piuttosto che come un segnale di inversione.
Nel nostro precedente articolo, abbiamo notato che il gas naturale stava lottando per mantenere il terreno, dato che i ripetuti afflussi di offerta hanno limitato i tentativi di rialzo. Quell'analisi evidenziava la soglia dei 3 dollari come soglia di stabilità, che rimane valida anche oggi. Con il prezzo che ora preme contro i 2,75 dollari, le prospettive ribassiste che abbiamo segnalato si sono solo approfondite, rafforzando i rischi di ribasso che continuano a definire il mercato.
Ultime notizie su Natural Gas
- Forex
- Crypto