Dmytro Kharkov

Le azioni Nvidia salgono del 3,5% nonostante la crescente pressione del chip AI personalizzato di Broadcom

Le azioni Nvidia salgono del 3,5% nonostante la crescente pressione del chip AI personalizzato di Broadcom
La spinta di Broadcom sui chip AI da 10 miliardi di dollari sfida il dominio di Nvidia

Al 10 settembre, il titolo Nvidia è scambiato a 174,19 dollari, in rialzo del 3,5% nelle ultime 24 ore. L'azione dei prezzi riflette una forte ripresa del sentimento rialzista dopo un breve calo all'inizio del mese, guidato dalla rotazione del settore e dalle prese di profitto.

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I punti salienti

- Nvidia rimane in un forte trend tecnico rialzista, scambiando al di sopra delle medie mobili chiave con uno slancio rialzista e un supporto vicino a 165 dollari.

- L'ordine da 10 miliardi di dollari di Broadcom per chip AI personalizzati evidenzia la crescente concorrenza, con il potenziale di erodere le vendite di GPU di Nvidia nel 2026 di 12 miliardi di dollari.

- Nonostante le minacce della concorrenza, l'ecosistema CUDA di Nvidia, la solida guidance per il terzo trimestre e il buyback da 60 miliardi di dollari rafforzano la fiducia degli investitori e il potenziale di rialzo.

Dal punto di vista tecnico, NVDA si trova in una forte tendenza rialzista, con scambi al di sopra della media mobile a 50 giorni a 165,22 dollari, della media a 100 giorni a 151,76 dollari e della media a 200 giorni a 137,07 dollari. Questo allineamento di medie chiave suggerisce che la tendenza rialzista rimane intatta e che gli acquirenti sono intervenuti durante i recenti cali. La pendenza delle medie mobili continua a puntare verso l'alto, rafforzando ulteriormente la forza di fondo del trend.

L'indice di forza relativa (RSI) è rimbalzato a circa 67, segnalando un nuovo slancio verso l'alto ma non ancora in territorio di ipercomprato. La linea MACD rimane positiva, rafforzando la posizione rialzista. Gli indicatori di momentum mostrano i primi segnali di una potenziale fase di continuazione, in particolare se l'RSI dovesse superare il livello di 70 nelle prossime sedute. L'aumento del volume di scambi a oltre 157 milioni di azioni, ben al di sopra della media a 30 giorni, suggerisce un maggiore interesse istituzionale durante il recente rimbalzo.

Dinamica del prezzo delle azioni Nvidia (giugno 2025 - settembre 2025). Fonte: TradingView

La resistenza chiave si trova a 183,90 dollari, che segna il picco di luglio e inizio settembre. Un breakout al di sopra di questo livello innescherebbe probabilmente un test della zona 190$-195$. La violazione di questa soglia potrebbe spostare il sentiment in modo più deciso a favore di un nuovo rialzo nel quarto trimestre. Al ribasso, il supporto iniziale si trova a 172 dollari, seguito da un pavimento più solido a 165 dollari. Una chiusura al di sotto dei 165 dollari segnalerebbe una potenziale inversione di tendenza, anche se appare improbabile alla luce dell'attuale slancio e dei fondamentali.

Lo slancio dei chip personalizzati sfida il dominio dell'IA di Nvidia

L'attenzione degli investitori si è spostata nettamente sui chip AI personalizzati in seguito alla decisione dell'analista di Citi Atif Malik di abbassare il target di prezzo di Nvidia da 210 a 200 dollari. Pur mantenendo il rating Buy, Malik ha segnalato le crescenti minacce competitive di Broadcom e di altri hyperscaler che stanno investendo pesantemente nel silicio personalizzato. Il guadagno del 10 settembre è avvenuto nonostante questo declassamento, riflettendo la fiducia nello slancio di Nvidia nel breve termine, ma le implicazioni a lungo termine di questo cambiamento sono notevoli.

Il recente ordine da 10 miliardi di dollari di Broadcom per acceleratori AI personalizzati, o XPU, rappresenta una sfida strategica al dominio di Nvidia nel settore delle GPU AI. Questi chip su misura, spesso progettati in collaborazione con i principali operatori del cloud, sono progettati per ottimizzare i carichi di lavoro dell'IA senza affidarsi all'architettura di Nvidia. Citi prevede ora che le vendite di XPU cresceranno del 53% nel 2026, superando la crescita del 34% prevista per le GPU AI. Questa tendenza, se dovesse persistere, potrebbe intaccare la quota di circa il 90% detenuta da Nvidia nel mercato dei processori AI.

Tuttavia, non tutti gli analisti concordano con la posizione cauta di Citi. John Vinh di KeyBanc ha ribadito il rating Overweight e ha mantenuto un obiettivo di prezzo di 230 dollari, citando il vantaggio consolidato di Nvidia grazie alla sua piattaforma software CUDA. Vinh ha sottolineato che la familiarità degli sviluppatori e gli elevati costi di passaggio legati all'ecosistema CUDA limitano la velocità di transizione dei clienti verso hardware alternativi, come le TPU di Google o le XPU personalizzate di Broadcom.

180 dollari il prossimo, 215 dollari possibili con i progressi della Cina

Lo scenario di base per le prossime 4-6 settimane prevede un continuo consolidamento con un'inclinazione rialzista. Supponendo che le condizioni macro siano stabili e che le vendite di chip Blackwell siano costanti, è probabile che NVDA ritesti la resistenza nell'intervallo $180-$185. Una chiusura sostenuta al di sopra di $185 aprirebbe la strada verso $195 e forse $200 prima degli utili del terzo trimestre. Questo scenario presuppone inoltre che non si verifichino peggioramenti significativi nel sentimento di rischio globale o venti normativi, che potrebbero altrimenti bloccare lo slancio.

In uno scenario più ottimistico, se le spedizioni di chip H20 in Cina dovessero aumentare in modo sostanziale e se la guidance venisse rivista al rialzo, Nvidia potrebbe salire verso l'intervallo 210-215 dollari. Questa cifra si allinea con la parte superiore degli attuali obiettivi degli analisti e rappresenterebbe un guadagno del 23% circa rispetto ai livelli attuali. Una sorpresa positiva sull'espansione dei margini o un commento lungimirante durante gli utili potrebbe accelerare ulteriormente il rialzo.

Citi ha tagliato l'obiettivo di prezzo di Nvidia a 200 dollari a causa dell'aumento dei rischi legati alla Cina e della crescente pressione competitiva, inducendo il mercato a una maggiore cautela. Tuttavia, gli investitori istituzionali continuano a impegnarsi, con i fondi comuni di investimento che hanno acquistato azioni per 4,83 miliardi di dollari nell'ultimo trimestre, segnalando una fiducia sostenuta nel lungo periodo nonostante l'esitazione dei prezzi a breve termine.

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