Italia, pressione regolatoria frena 12 miliardi di dollari di investimenti potenziali, dice AmCham

Italia, pressione regolatoria frena 12 miliardi di dollari di investimenti potenziali, dice AmCham
Regole frenano investimenti

La semplificazione normativa potrebbe rafforzare l'attrattività dell'Italia per i capitali esteri e sbloccare fino a 12 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri potenziali. Il tema emerge nel confronto tra imprese e istituzioni a Bari, con richieste di recepire senza aggravi le direttive Omnibus della Commissione Ue varate nel 2025.

In evidenza

  • Italia rischia di perdere 12 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri potenziali nel biennio 2023-2024 a causa della pressione regolatoria, secondo AmCham.
  • L’Ocse rileva che condizioni regolatorie più favorevoli avrebbero aumentato il Pil pro capite italiano di oltre il 3% negli ultimi 20 anni.
  • Nell’incontro AmCham di Bari, imprese e istituzioni chiedono un recepimento semplice delle direttive Omnibus Ue 2025 e procedure fiscali meno complesse.

Semplificazione normativa e capitale estero

Come riferisce Borsa Italiana, l'American Chamber of Commerce in Italy stima che una minore pressione regolatoria e una maggiore semplificazione possano convogliare verso l'Italia 12 miliardi di dollari di investimenti diretti esteri potenziali e finora inespressi. La quantificazione richiama il biennio 2023-2024 calcolato dall'Unctad World Investment Report 2025.

Nel quadro indicato durante l'incontro "Future calling": Dialoghi di policy, promosso da AmCham all'Auditorium Deloitte di Bari, emerge anche il potenziale effetto macroeconomico di un contesto più favorevole agli investimenti. L'Ocse stima infatti un aumento del Pil pro capite di oltre il 3% negli ultimi 20 anni in presenza di condizioni più attrattive per il capitale internazionale.

Le richieste emerse dal confronto di Bari

Dal confronto con rappresentanti del Governo centrale, di Confindustria Bari e con parlamentari, prende forma la richiesta di un quadro regolatorio più lineare per ampliare le opportunità di investimento delle multinazionali in Italia. Tra le misure indicate figura il recepimento, senza ulteriori complessità, delle direttive Omnibus adottate dalla Commissione Ue nel 2025.

Le aree citate riguardano il digitale, la rendicontazione di sostenibilità, la due diligence di filiera, gli investimenti e il meccanismo di aggiustamento del carbonio alle frontiere. Tra le priorità rientrano inoltre la riduzione dei tempi delle verifiche e una minore complessità nei procedimenti di accertamento fiscale, elementi considerati rilevanti per migliorare la competitività del Paese agli occhi degli investitori esteri.

Nel nostro precedente approfondimento sugli investimenti nel sistema logistico-portuale italiano abbiamo evidenziato come l’Italia abbia oltre 13 miliardi di euro già programmati per modernizzare i porti entro il 2028, puntando su accessibilità, digitalizzazione e resilienza climatica. Abbiamo anche ricordato il ruolo degli incentivi all’intermodalità (Sea Modal Shift e Ferrobonus) per integrare meglio mare e ferrovia, in un contesto di rotte globali in evoluzione che rende il Mediterraneo sempre più strategico.

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