Eni ottiene la conferma del rating A- da Fitch con outlook stabile
Il giudizio sul merito di credito di Eni resta invariato mentre il gruppo si prepara a una fase di normalizzazione degli indicatori finanziari nel periodo 2026-2029. La valutazione incorpora la forza delle attività integrate, la competitività dei costi nell'upstream e una maggiore esposizione all'Africa rispetto ad altri operatori del settore.
In evidenza
- Fitch conferma il rating A- di Eni con outlook stabile, citando attività integrate ampie e solida posizione di costo nell'upstream.
- Fitch prevede EBITDA di 14,3 miliardi di euro per Eni nel 2026, in calo a una media di 9 miliardi di euro dal 2027 in poi.
- I flussi netti ricorrenti da dividendi di almeno 2 miliardi di euro annui nel 2026-2030 rafforzano la resilienza finanziaria di Eni nonostante attese condizioni di prezzo meno favorevoli.
Previsioni finanziarie e fattori del rating
Come riportato da Borsa Italiana, citando Fitch, conferma il rating di Eni ad A- con outlook stabile, indicando tra i principali punti di forza l'ampiezza delle attività integrate e la solida posizione di costo nell'upstream.L'agenzia segnala anche che il profilo del gruppo riflette attività di raffinazione più contenute e una maggiore focalizzazione sull'Africa, che rappresenta circa due terzi della produzione nel 2025, escluse joint venture e società collegate.
Fitch prevede che gli indicatori di credito di Eni si normalizzino ma restino solidi tra il 2026 e il 2029, poiché il calo dei prezzi degli idrocarburi dopo il 2026 è compensato da distribuzioni moderate agli azionisti, gestione attiva del portafoglio e investimenti flessibili.
Nel dettaglio, l'agenzia stima per il 2026 un EBITDA di 14,3 miliardi di euro, escludendo i dividendi di joint venture e società collegate. Gli elevati prezzi di petrolio e gas compensano ampiamente le variazioni di portafoglio e un certo impatto sulle attività in Medio Oriente.
Impatto sul profilo creditizio del gruppo
Dal 2027, Fitch prevede che l'EBITDA si attesti in media intorno ai 9 miliardi di euro, con l'upstream destinato a restare il principale contributore alla redditività del gruppo.A sostenere il flusso di cassa operativo contribuiscono anche flussi netti ricorrenti da dividendi pari ad almeno 2 miliardi di euro in media nel periodo 2026-2030. Tra i principali apporti figurano le società upstream collegate Var Energi e Searah.
La conferma del rating segnala quindi una valutazione di resilienza del profilo finanziario di Eni in uno scenario di prezzi energetici meno favorevole dopo il 2026, con margini di tenuta supportati dalla composizione del portafoglio e dalla flessibilità negli investimenti.
Nel nostro precedente approfondimento su Eni, abbiamo analizzato il recente rafforzamento del titolo, sostenuto dalla performance dell’upstream e dalle decisioni su dividendi e buyback, oltre all’espansione nel Mare del Nord tramite Vår Energi. L’articolo evidenziava anche i principali livelli tecnici e i segnali di ipercomprato, indicando possibili fasi di volatilità nel breve pur in un quadro di trend complessivamente positivo.
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