Pavlo Kot

FOPE ottiene rating Buy da TP ICAP Midcap, target a 70 euro

FOPE ottiene rating Buy da TP ICAP Midcap, target a 70 euro
FOPE: nuovo rating Buy

La copertura avviata su FOPE rafforza l'attenzione del mercato verso il gruppo vicentino della gioielleria di alta gamma quotato su Euronext Growth Milan. La valutazione incorpora un potenziale rialzo del 28% e richiama la crescita attesa fino al 2029, sostenuta dall'espansione internazionale e dalla rete monomarca.

Punti chiave

  • TP ICAP Midcap avvia la copertura su FOPE con rating Buy e target price di 70 euro per azione, citando crescita a doppia cifra e solida marginalità.
  • FOPE mostra un CAGR dei ricavi del 18% dal 2019 al 2025, posizione finanziaria netta positiva di circa 10 milioni di euro e rendimento totale superiore a 19 volte dall'IPO 2016.
  • Piano 2029 prevede ricavi tra 145-150 milioni di euro, EBITDA di 33-35 milioni di euro e opzione strategica M&A favorita da tecnologia proprietaria e posizionamento nel lusso.

Valutazione iniziale e fattori di crescita

Come riportato da Borsa Italiana, TP ICAP Midcap avvia la copertura su FOPE con raccomandazione "Buy" e target price di 70 euro per azione. Gli analisti indicano che la società combina crescita a doppia cifra, tecnologia proprietaria e capacità di proteggere la marginalità attraverso la gestione del rischio legato al prezzo dell'oro.

Nel report, FOPE viene descritta come una maison storica fondata nel 1929 a Vicenza, capace di generare un CAGR dei ricavi del 18% nel periodo 2019-25. Questo percorso, secondo gli analisti, si traduce in un rendimento totale per gli azionisti superiore a 19 volte dall'IPO del 2016, insieme a una solida generazione di cassa e a una posizione finanziaria netta positiva di circa 10 milioni di euro.

TP ICAP Midcap sottolinea inoltre il valore della tecnologia proprietaria Flex'it e definisce FOPE un potenziale futuro leader del settore, grazie alla combinazione di heritage, artigianalità e ambizione industriale.

Piano al 2029 e impatto sul settore lusso

Gli obiettivi al 2029 indicano ricavi compresi tra 145 e 150 milioni di euro ed EBITDA tra 33 e 35 milioni di euro, livelli che implicano un CAGR di circa il 12-13% a prezzi dell'oro costanti. La crescita è prevista in misura equilibrata tra mercati consolidati e nuove aree di sviluppo.

Tra le leve individuate figurano l'ingresso in Cina, l'apertura di una filiale in Francia e l'espansione della rete monomarca, che comprende sei boutique inclusa quella di Milano in via Sant'Andrea. Per il settore del lusso quotato, la nota evidenzia anche uno sconto di circa il 20% sui multipli EV/EBITDA stimati per il 2026 rispetto ai comparabili più rilevanti.

A questo si aggiunge una possibile opzione strategica sul fronte M&A, legata alla tecnologia proprietaria e all'heritage del marchio. Secondo l'analisi, queste caratteristiche possono rendere FOPE coerente con la logica delle acquisizioni mirate tipica dei grandi gruppi del lusso.

Nel nostro precedente approfondimento sul congresso mondiale Cibjo a Vicenzaoro abbiamo raccontato come il rallentamento della domanda e la compressione dei margini stiano spingendo l’industria della gioielleria a rivedere strategie e standard, con un focus sul rafforzamento della fiducia dei consumatori. L’attenzione si è concentrata anche sulla necessità di maggiore chiarezza nelle definizioni (Blue Book) e sulla risposta all’avanzata dei diamanti sintetici, oltre a un approccio più pragmatico alla sostenibilità e alla gestione delle oscillazioni del prezzo dell’oro.

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