Moda italiana, Federmoda sollecita misure di sostegno al commercio di prossimità

Moda italiana, Federmoda sollecita misure di sostegno al commercio di prossimità
Moda sotto pressione

Con l'avvio a Milano di fiere, sfilate ed eventi della Fashion Week, il comparto moda italiano torna sotto i riflettori mentre la distribuzione chiede interventi a tutela dei negozi. Il richiamo arriva in un contesto segnato da un calo medio del 2,6% delle vendite in saldo tra luglio e agosto, indicato come segnale di pressione per l'intera filiera commerciale.

Punti chiave

  • Federazione Moda Italia-Confcommercio ha presentato al Mimit richieste di voucher per acquisti, credito d'imposta sui canoni di locazione e svalutazione magazzino.
  • Le fiere e la Fashion Week a Milano vengono considerate un volano per innovazione e internazionalizzazione, ma la vitalità dei negozi fisici resta cruciale per il settore.
  • Le misure proposte mirano a sostenere imprese e occupazione nel commercio di prossimità, considerato decisivo per la filiera moda e l'economia urbana.

Richieste al Mimit per sostenere i negozi

Come riportato da Borsa Italiana, il presidente di Federazione Moda Italia-Confcommercio, Giulio Felloni, afferma che Milano torna da oggi al centro della moda internazionale con le fiere Fashion&Jewels, Micam, Mipel, oltre alle sfilate, agli eventi della Fashion Week e al White Milano.

Secondo Felloni, questa fase rappresenta un passaggio importante per tutta la filiera, perché tra fiere e passerelle si concentra una forte capacità di innovazione, creatività e internazionalizzazione. Il presidente ribadisce però che la moda si misura ogni giorno nei negozi e nelle città, dove il prodotto incontra il consumatore, si crea relazione e si costruisce valore.

In questa prospettiva, Felloni spiega che al Tavolo della Moda del Mimit è stato presentato un pacchetto di misure da attuare rapidamente. Tra le richieste figurano voucher per gli acquisti nei negozi indipendenti, un credito d'imposta sui canoni di locazione, la svalutazione progressiva delle rimanenze di magazzino e l'istituzione di una Giornata Nazionale della Moda Italiana.

Impatto sul commercio urbano e sulla filiera

Le proposte sono indicate come strumenti concreti per sostenere imprese, occupazione e vitalità dei centri urbani, in una fase in cui il commercio di prossimità resta un anello decisivo della filiera moda. La tenuta dei punti vendita fisici viene presentata come un fattore chiave per trasformare l'energia degli eventi milanesi in maggiore attrattività e consumi sul territorio.

Per Felloni, salvaguardare il commercio di prossimità significa evitare che il valore della moda si interrompa nell'ultimo miglio del rapporto quotidiano con il consumatore. Il tema assume rilievo anche per l'industria italiana del settore, che lega sempre più la visibilità internazionale degli appuntamenti fieristici alla capacità di generare ricadute economiche diffuse nelle reti commerciali locali.

Nel nostro precedente articolo sulle audizioni della Commissione Attività produttive della Camera sulla competitività del sistema Italia abbiamo raccontato il doppio focus dedicato alla crescita economica e, in particolare, al settore tessile alla luce dell’evoluzione delle norme europee. In quell’occasione avevamo anche richiamato le pressioni sulla filiera tessile-moda-accessorio e la richiesta di interventi rapidi e di un piano industriale di lungo periodo per rafforzare competitività e sostenibilità del comparto.

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