Microsoft sotto pressione mentre la spesa per l’AI e i rendimenti obbligazionari pesano sulle azioni
MSFT è attualmente scambiata intorno a 481 $, rimanendo sotto pressione a causa dell’aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi e della più ampia correzione del settore tecnologico. Nel quarto trimestre fiscale, Microsoft ha aumentato i ricavi del 18% su base annua, raggiungendo 90,0 miliardi di dollari, mentre il reddito operativo è cresciuto anch’esso del 18%, a 40,6 miliardi di dollari, e l’EPS rettificato è salito del 23%, a 4,74 $, superando nettamente le aspettative del mercato.
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Il principale motore della crescita è stato ancora una volta il cloud: i ricavi di Intelligent Cloud hanno raggiunto 39,3 miliardi di dollari, mentre Azure e gli altri servizi cloud sono cresciuti di circa il 43%, confermando una domanda persistentemente forte di capacità di calcolo per l’AI. Microsoft Cloud ha generato complessivamente 59,3 miliardi di dollari, mentre il numero di licenze Microsoft 365 Copilot a pagamento ha già superato i 30 milioni.
Gli investimenti nell’AI aumentano la pressione sui margini
Tuttavia, l’entità dell’espansione dell’AI di Microsoft sta diventando sia il suo principale punto di forza sia uno dei maggiori rischi per la valutazione del titolo. Le spese in conto capitale hanno raggiunto 41 miliardi di dollari nell’ultimo trimestre, mentre la società prevede che il CapEx supererà i 50 miliardi di dollari nel trimestre in corso. Questi investimenti sono necessari per ampliare i data center, acquistare acceleratori e soddisfare la crescente domanda di Azure, ma una spesa così aggressiva sta gradualmente pesando sulla redditività, con il margine lordo complessivo sceso al 67% dal 69% dell’anno precedente.
La dirigenza prevede per il prossimo trimestre ricavi compresi tra 89,85 e 90,95 miliardi di dollari, con una crescita implicita di circa il 16–17%, mentre il margine operativo dovrebbe rimanere sostanzialmente in linea con quello dello scorso anno. Di conseguenza, il mercato si concentra ora meno sul fatto che il business dell’AI sia in espansione e più sulla rapidità con cui l’aumento degli investimenti in conto capitale potrà tradursi in flussi di cassa e utili sostenibili.
Azure e Copilot mantengono costruttive le prospettive di lungo periodo
I fondamentali restano solidi. Microsoft continua a detenere posizioni di rilievo in diversi ambiti della monetizzazione dell’AI, tra cui Azure, Copilot, GitHub, Microsoft 365 e gli agenti AI aziendali, consentendo alla società di distribuire gli investimenti tra infrastrutture e prodotti software ad alto margine.
Un altro fattore positivo è la prevista accelerazione del business commerciale all’inizio dell’esercizio fiscale 2027. Tuttavia, l’elevata valutazione di Microsoft rende il titolo sensibile a qualsiasi rallentamento di Azure o ai segnali che indicano tempi più lunghi del previsto affinché le infrastrutture AI generino rendimenti. Con un P/E attuale di circa 28,6, il mercato sta ancora scontando una crescita degli utili a doppia cifra, il che significa che anche una revisione moderata al ribasso delle aspettative di crescita del cloud potrebbe innescare una volatilità significativa.
I rischi legati al Medio Oriente aumentano la pressione al ribasso
La situazione in Medio Oriente sta creando un’ulteriore fonte di pressione. Al 18 agosto, i colloqui volti a normalizzare il traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz restano bloccati, con il WTI scambiato vicino a 85 $ e il Brent sopra i 90 $. Tra i timori di un nuovo shock inflazionistico alimentato dall’energia, il rendimento dei Treasury statunitensi a 30 anni è salito intorno al 5,33%, un fattore particolarmente sfavorevole per le grandi società tecnologiche, le cui valutazioni dipendono fortemente dagli utili futuri.
In questo contesto, MSFT resta esposta al rischio di rompere al ribasso l’attuale supporto e testare l’area 460–450 $. Tuttavia, in questa fase un calo più profondo appare ancora improbabile. Come ho avvertito in Le azioni Microsoft restano sostenute dalla crescita di Azure e dell’AI, una grave escalation del conflitto in Medio Oriente potrebbe comunque innescare una fuga più ampia dagli asset rischiosi, nel qual caso il titolo potrebbe scendere verso 430–410 $.
Un ritorno sopra i 500 $ rafforzerebbe lo slancio rialzista e aprirebbe la strada a un test dell’area 510–520 $.
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