Gli utili di Wall Street rischiano il «sell the news» tra pressioni macro e geopolitiche

Gli utili di Wall Street rischiano il «sell the news» tra pressioni macro e geopolitiche
Wall Street affronta una settimana di trimestrali ad alto rischio

​La stagione degli utili statunitensi si avvia verso una delle settimane più intense di ottobre. Tuttavia, con il deterioramento del sentiment di mercato, anche risultati societari solidi potrebbero faticare a generare rialzi duraturi dei titoli azionari.

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Netflix, GE Aerospace e General Motors aprono la prima tornata di trimestrali

La stagione degli utili USA entra nel vivo dal 19 al 23 ottobre, con risultati attesi nei settori tecnologico, finanziario, industriale ed energetico. Secondo il calendario di Earnings Whispers, Fifth Third Bancorp e Cleveland-Cliffs pubblicheranno i risultati lunedì, seguiti martedì 20 ottobre da GE Aerospace, General Motors, RTX, 3M e Netflix. 

Netflix dovrebbe pubblicare i risultati dopo la chiusura dei mercati, offrendo agli investitori nuovi dati sulla crescita dello streaming e sull'andamento della sua attività pubblicitaria.

Mercoledì 21 ottobre sarà particolarmente importante per le big tech, poiché Tesla, Meta, IBM e Texas Instruments annunceranno i risultati dopo la chiusura dei mercati. Giovedì 22 ottobre l'attenzione si sposterà su Procter & Gamble, Lockheed Martin, Comcast, Blackstone e Newmont, mentre American Express e SLB pubblicheranno i risultati venerdì 23 ottobre.

Tesla e Meta saranno probabilmente le due società più osservate, poiché i loro piani futuri di spesa per l'AI e le prospettive sugli utili potrebbero influenzare l'intero settore tecnologico.

Inflazione e incertezza sulla Fed minacciano di oscurare utili solidi

Gli utili societari vengono pubblicati in un contesto macroeconomico sempre più difficile. L'inflazione headline negli Stati Uniti è salita al 3,7% su base annua a settembre, oltre le attese del 3,6%, mentre il CPI core si è attestato al 2,6%. I dati hanno riacceso i timori che la Federal Reserve possa dover inasprire ulteriormente la politica monetaria.

La prossima riunione della Fed è prevista per il 27-28 ottobre; pertanto, anche risultati trimestrali solidi potrebbero passare in secondo piano se gli investitori continuassero a scontare tassi d'interesse più elevati.

Anche il petrolio continua a rappresentare una fonte di pressione, poiché le tensioni legate all'Iran mantengono volatile il mercato energetico. Secondo Traders Union, il Brent Crude è salito sopra quota 110 $ al barile il 16 ottobre, ai massimi da cinque mesi, e ha chiuso a 109,86 $.

Il timore di un'escalation, che potrebbe includere ulteriori attacchi statunitensi contro l'Iran, continuerà a essere un fattore importante per i prezzi del petrolio anche dopo che Donald Trump, prima del 3 novembre, ha respinto l'ipotesi di nuovi attacchi. Un periodo prolungato di petrolio caro potrebbe mantenere elevata l'inflazione e rendere più difficile qualsiasi svolta della Fed verso una politica più accomodante.

I rendimenti dei Treasury restano elevati nonostante il recente arretramento

I rendimenti dei Treasury statunitensi sono scesi dai recenti picchi, ma restano elevati rispetto agli standard storici. Al 16 ottobre, il rendimento del decennale era sceso intorno al 5,1%, mentre quello del trentennale si attestava vicino al 5,44%.

Il precedente balzo ai massimi pluriennali ha attirato ingenti capitali nei fondi obbligazionari, aumentando la concorrenza tra il reddito fisso e le azioni. Per i titoli azionari, ciò crea un ulteriore ostacolo alle valutazioni. Rendimenti più elevati rendono più interessanti gli asset relativamente sicuri e, al contempo, aumentano il tasso di attualizzazione applicato ai flussi di cassa futuri.

Le società tecnologiche dalle valutazioni elevate restano particolarmente sensibili, poiché una larga parte del loro valore di mercato dipende dalle aspettative di crescita futura degli utili. Il recente calo dei rendimenti riduce quindi parte della pressione, ma non elimina il rischio di ulteriori revisioni al ribasso delle valutazioni azionarie.

Cresce il rischio di «sell the news» mentre le attese sugli utili incontrano la pressione macroeconomica

In questo contesto, una reazione di «sell the news» è diventata uno dei principali rischi per la prossima settimana. Anche se Tesla, Meta, Netflix e altre grandi società superassero le attese su ricavi e utili, qualsiasi reazione positiva dei titoli potrebbe rivelarsi di breve durata. Gli investitori potrebbero sfruttare i rialzi post-utili per incassare i profitti, soprattutto se i management fornissero guidance prudenti o segnalassero un aumento della spesa.

Ciò significa che i mercati si concentreranno su molto più dei soli utili headline. Le indicazioni su domanda, margini e investimenti potrebbero essere importanti quanto i numeri pubblicati.

Con l'inflazione ancora elevata, il petrolio caro e i rendimenti dei Treasury alti, i soli utili solidi potrebbero non bastare a sostenere un'ulteriore gamba rialzista. Una ripresa più duratura delle azioni statunitensi richiederà probabilmente un miglioramento non solo dei fondamentali societari, ma anche del contesto macroeconomico generale.

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