Prosecco Veneto, ordini pasquali in aumento e export sostiene il comparto
Secondo i dati diffusi dal Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est, il Prosecco arriva alla Pasqua 2026 con ordini stimati in crescita del 4%, in un contesto segnato da tensioni geopolitiche e timori sui dazi. Il quadro si inserisce dopo un 2025 di ulteriore espansione per le tre denominazioni, con una forte esposizione ai mercati esteri e una tenuta della domanda internazionale. Il settore segnala che la gestione delle scorte nei primi mesi dell'anno serve anche ad accompagnare l'assorbimento delle giacenze accumulate soprattutto negli U.S. all'inizio del 2025.
In evidenza
- Il Prosecco Doc chiude il 2025 con 667 milioni di bottiglie (+1,1% sul 2024) e oltre l'82% della produzione destinata all'export per un valore superiore a 3 miliardi di euro.
- Nel primo bimestre 2026, il Prosecco Doc registra un calo tecnico dell'imbottigliamento mentre le scorte aumentano del 5,8%, segnalando una gestione programmata dei volumi in risposta ai mercati esteri.
- L'export del Prosecco nel 2025 supera i 2,2 miliardi di euro, Francia cresce del 18% e si conferma il terzo mercato più profittevole dopo U.S. e Regno Unito.
Andamento delle denominazioni e numeri del 2025
I dati più recenti, secondo Confindustria Veneto Est, confermano la solidità dell'intero sistema Prosecco. Il Prosecco Doc chiude il 2025 con 667 milioni di bottiglie imbottigliate, in aumento dell'1,1% sul 2024, con oltre l'82% della produzione destinata all'export e un valore stimato alla produzione superiore a 3 miliardi di euro. Il Conegliano Valdobbiadene Prosecco Superiore Docg registra circa 98 milioni di bottiglie, in crescita dell'8% rispetto al 2024. La Docg Asolo Prosecco si conferma la denominazione più dinamica, con oltre 32 milioni di bottiglie imbottigliate e un aumento del 16% su base annua.
Settimo Pizzolato, presidente del Gruppo Vinicolo, Distillati e Liquori di Confindustria Veneto Est, afferma che il Prosecco resta uno dei simboli più forti del Veneto nel mondo. Secondo Pizzolato, la sfida attuale non riguarda solo la crescita, ma la capacità di proteggere e valorizzare nel tempo un patrimonio costruito sulla qualità, sull'identità territoriale e sul lavoro collettivo della filiera. Le dichiarazioni arrivano al rientro dagli appuntamenti internazionali di Wine Paris e ProWein, considerati momenti rilevanti per misurare il polso della domanda estera.
Scorte, dazi e domanda estera verso Pasqua 2026
Nel primo bimestre del 2026, il Prosecco Doc registra un calo tecnico dell'imbottigliamento rispetto allo stesso periodo del 2025. Pizzolato precisa però che il dato non segnala una riduzione della domanda, perché le giacenze in cantina aumentano del 5,8% e riflettono una gestione programmata dei volumi. L'obiettivo, secondo il settore, è consentire ai mercati esteri, in particolare agli U.S., di smaltire le scorte accumulate nei primi mesi del 2025 come copertura preventiva rispetto ai possibili dazi.
Il comparto indica che i dati sulle giacenze e l'andamento degli ordini prepasquali mostrano un sistema pronto a una nuova accelerazione commerciale. Nel 2025 l'export del segmento supera i 2,2 miliardi di euro, consolidando il peso internazionale della denominazione. Tra i mercati esteri, la Francia segna una crescita a doppia cifra, pari al 18%, e si conferma il terzo mercato mondiale più profittevole dopo U.S. e Regno Unito. Questo andamento rafforza il ruolo del Veneto in uno dei comparti più rilevanti dell'industria vinicola italiana.
In un nostro precedente articolo abbiamo riportato i contenuti dell’intesa commerciale tra Ue e Australia che riconosce il Prosecco come Indicazione geografica e rafforza le regole sull’uso del nome nel mercato australiano. L’approfondimento evidenziava anche il phasing out decennale per l’etichetta “Australian Prosecco” e il potenziale beneficio per l’export grazie al previsto taglio dei dazi e a una maggiore tutela contro l’evocazione commerciale.
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