Fincantieri punta sul nucleare navale per la decarbonizzazione di lungo termine

Fincantieri punta sul nucleare navale per la decarbonizzazione di lungo termine
Nucleare navale per il futuro

La decarbonizzazione del trasporto marittimo si amplia oltre LNG, metanolo, ammoniaca e idrogeno, mentre il nucleare torna nel confronto industriale e regolatorio come opzione per le rotte d'altura. Il tema resta di medio-lungo periodo, ma si inserisce nella corsa del settore verso l'obiettivo di emissioni nette zero fissato dall'IMO intorno al 2050.

In evidenza

  • Fincantieri punta a realizzare la prima nave a emissioni zero entro il 2035 integrando tecnologie nucleari di quarta generazione da 30 MW sviluppate da Newcleo.
  • Il progetto MINERVA, in collaborazione con Marina militare italiana e altri partner, esplora l'utilizzo di reattori nucleari avanzati nelle navi militari come modello per future applicazioni civili e ampliamento industriale europeo.
  • Il quadro regolatorio internazionale per la propulsione nucleare navale sta evolvendo, con le prime applicazioni commerciali di SMR di quarta generazione attese dopo il 2035 e una diffusione più ampia intorno al 2045.

Piano industriale e sviluppo dei reattori di quarta generazione

Come riportato da Il Sole 24 Ore, Fincantieri colloca il nucleare navale tra le tecnologie futuribili ma promettenti per le navi di grandi dimensioni e lo inserisce nel proprio percorso verso una prima nave a emissioni zero entro il 2035. Il gruppo, già impegnato su LNG, idrogeno, biocombustibili, vernici siliconiche e sistemi di riduzione dell'attrito sotto lo scafo, considera la transizione un processo che coinvolge anche armatori, fornitori di carburante e infrastrutture portuali.

Nel percorso già avviato, le unità della classe Sphere di Princess Cruises, consegnate nel 2024 e nel 2025, riducono le emissioni di circa il 55% quando operano a LNG, mentre la Mein Schiff Relax consegnata a TUI Cruises nel febbraio 2025 arriva al 58%. Per il 2030 Fincantieri punta inoltre a navi capaci di azzerare le emissioni in porto attraverso sistemi dual fuel combinati con celle a combustibile e batterie.

Su questa linea il gruppo collabora con Newcleo e RINA a uno studio di fattibilità sull'applicazione del nucleare al settore navale. Il progetto ruota attorno al reattore veloce raffreddato a piombo liquido di quarta generazione sviluppato da Newcleo, nella versione da 30 MW elettrici pensata per la propulsione navale, con un concetto di unità chiusa da installare a bordo e rifornire una volta ogni 10-15 anni.

Secondo l'impostazione descritta, la soluzione prevede manutenzione minima e sostituzione dell'intera unità a fine vita, con rimozione per smantellamento e riprocessamento del combustibile. L'uso del piombo liquido come refrigerante viene inoltre valutato come elemento di sicurezza, perché in caso di incidente il materiale si solidifica a contatto con l'acqua fredda contribuendo al contenimento del reattore e delle radiazioni.

Impatto per cantieristica europea e quadro regolatorio

Il nucleare marittimo viene considerato in un contesto in cui il trasporto navale consuma ogni anno circa 350 milioni di tonnellate di combustibili fossili e genera circa il 3% delle emissioni globali di CO2. In questo scenario il vantaggio teorico della tecnologia è dato da un'autonomia di diversi anni senza rifornimento, emissioni quasi nulle e alta densità energetica, mentre le alternative oggi disponibili presentano limiti di costo, disponibilità o spazio di stoccaggio.

Fincantieri partecipa anche al progetto MINERVA, finanziato dal Piano nazionale della ricerca militare e sviluppato con Marina militare italiana, Ansaldo Nucleare, RINA Services e Università di Genova. L'iniziativa valuta l'integrazione di reattori di quarta generazione su navi militari di superficie e riflette una strategia che usa la Difesa come apripista per costruire competenze e filiere poi trasferibili alle applicazioni civili.

Per il gruppo italiano questa traiettoria può aprire uno spazio industriale anche nel mercato delle navi cargo ad alto contenuto tecnologico, con la prospettiva di riportare in Europa costruzioni oggi dominate dai cantieri asiatici. Un segnale in questa direzione arriva anche dalla Norvegia, dove il progetto NuProShip guidato da VARD con la Norwegian University of Science and Technology e partner tra cui DNV ha confermato nel gennaio 2026 la fattibilità tecnica di navi a propulsione nucleare.

Sul fronte internazionale il quadro normativo si sta muovendo ma resta in evoluzione. Nel luglio 2025 NEMO ottiene lo status consultivo presso l'IMO, il cui Comitato per la Sicurezza Marittima avvia la revisione del codice per le navi mercantili nucleari, mentre l'AIEA lancia l'iniziativa ATLAS per sviluppare strutture regolamentari dedicate; le prime applicazioni commerciali di SMR di quarta generazione sulle navi sono però attese non prima della metà degli anni Trenta, inizialmente in operazioni costiere nazionali, con una diffusione più ampia prevista intorno al 2045.

Nel nostro precedente approfondimento sull’accordo tra Fibre Net e Kerakoll abbiamo raccontato la nascita di un percorso di integrazione per creare un nuovo player europeo nel ripristino e nel rinforzo strutturale degli edifici, con l’obiettivo di superare 150 milioni di euro di ricavi nel segmento. L’articolo metteva in evidenza come la domanda sia sostenuta dall’età avanzata del patrimonio immobiliare e dall’elevata esposizione sismica, fattori che stanno favorendo il consolidamento industriale e l’aumento delle operazioni M&A in Italia e in Europa.

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