Armani contiene il calo dei ricavi nel lusso, salgono investimenti e redditività
In un contesto ancora difficile per il sistema moda italiano e globale, il Gruppo Armani chiude il 2025 con ricavi in lieve flessione ma con indicatori di redditività in miglioramento. Il gruppo segnala anche una struttura patrimoniale solida, con quasi 600 milioni di liquidità netta, mentre nel primo trimestre 2026 i trend restano in linea con quelli osservati nel 2025.
In evidenza
- Armani registra ricavi 2025 pari a 2,192 miliardi di euro, in calo del 2,8% rispetto al 2024, ma il giro d'affari del marchio tocca 4 miliardi includendo i licenziatari.
- L'EBITDA 2025 cresce del 3,2% a 152,7 milioni di euro e il patrimonio netto si mantiene vicino ai 2 miliardi, con liquidità netta di quasi 600 milioni.
- Resta aperta la questione dell'assetto proprietario dopo il testamento aperto nel settembre 2025, senza novità sulla cessione del 15% del gruppo.
Risultati 2025 e continuità gestionale
Come riportato da Il Sole 24 Ore, il gruppo guidato dall'amministratore delegato e direttore generale Giuseppe Marsocci registra nel 2025 ricavi pari a 2,192 miliardi di euro, in calo del 2,8% rispetto al 2024, in un anno definito molto difficile per l'intero comparto moda e aggravato da turbolenze geopolitiche che nel 2026 si acuiscono.Marsocci indica che il vuoto lasciato dalla scomparsa di Giorgio Armani il 4 settembre 2025 resta evidente, ma sottolinea anche come l'azienda continui a raccogliere i risultati della cultura manageriale e industriale costruita dal fondatore. Se si considera anche il fatturato diretto dei licenziatari, il giro d'affari riconducibile al marchio arriva a 4 miliardi di euro.
Secondo il management, il peso delle licenze non rappresenta una criticità, ma una componente storica del modello di sviluppo del gruppo. L'azienda evidenzia che accordi come quelli con L'Oréal ed EssilorLuxottica sono impostati come partnership di lungo periodo, integrate nelle strategie creative, tecniche e commerciali, con scadenze rispettivamente al 2037 e al 2050.
Solidità finanziaria e nodo azionariato
Sul fronte della redditività, il gruppo indica un miglioramento degli indici nel 2025, con EBITDA in crescita del 3,2% a 152,7 milioni di euro dai 148 milioni del 2024 ed EBIT salito a 52,6 milioni. Marsocci collega questi risultati a una linea di gestione prudente, coerente con l'impostazione storica di basso indebitamento voluta da Giorgio Armani.La società mantiene infatti quasi 600 milioni di euro di liquidità netta e un patrimonio netto vicino ai 2 miliardi, pari al 51% dell'attivo totale. Questa posizione, nelle parole del management, consente di affrontare con cautela uno scenario internazionale ancora incerto e penalizzato anche dall'effetto valutario.
Resta aperto anche il tema dell'assetto proprietario dopo l'apertura del testamento nel settembre 2025. Marsocci afferma che non ci sono novità sulla prevista cessione del 15% del gruppo entro i termini indicati, pur rilevando un forte interesse e rispetto nei confronti di Armani; intanto, l'azienda resta concentrata sulla gestione operativa in una fase che continua a richiedere prudenza nel settore del lusso.
Nel nostro precedente aggiornamento sul riassetto di Delfin, abbiamo spiegato come il via libera dei soci abbia avviato una nuova fase di stabilizzazione della holding dopo il lungo confronto sull’eredità di Leonardo Del Vecchio. L’assemblea ha approvato la distribuzione dell’80% degli utili per tre anni e l’operazione LMDV Fin, che porta Leonardo Maria Del Vecchio al 37,5% e rafforza l’assetto della “cassaforte” con partecipazioni chiave, tra cui EssilorLuxottica.
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