Taranto accelera sulla transizione industriale con 800 milioni del Just Transition Fund
La riconversione economica dell'area di Taranto mobilita 800 milioni di euro del Just Transition Fund per ridurre la dipendenza dall'ex Ilva e sostenere un modello più legato a sostenibilità e circolarità. La Regione Puglia valuta positiva la risposta delle imprese e prevede di pubblicare tra quest'anno e il prossimo la maggior parte dei bandi, con spese da rendicontare entro il 2029.
In evidenza
- Il programma di transizione industriale per Taranto entra nella fase operativa con 800 milioni dal Just Transition Fund e bandi avviati tra il 2024 e il 2025.
- L'accesso facilitato e meno costoso alle risorse finanziarie per le imprese pugliesi, grazie a percorsi di sostenibilità aziendale, è sostenuto dall'Abi Puglia e da Confindustria.
- Nel 2024 la Puglia migliora rispetto al 2023 sul fronte della sostenibilità, trainata da settori come telecomunicazioni, alimentare, turismo e abbigliamento, ma resta sotto la media nazionale.
Bandi in arrivo e ruolo del sistema finanziario
Come riportato da Il Sole 24 Ore, il programma per Taranto entra in una fase operativa con una prima parte dei bandi già avviata e con la restante quota attesa tra quest'anno e il prossimo. Le risorse del JTF sono destinate a sostenere la riconversione di un tessuto produttivo che continua a ruotare in larga misura attorno all'ex Ilva.Nel confronto promosso da Confindustria Taranto insieme allo studio Ambrosetti, il presidente Salvatore Toma afferma che Taranto può e deve diventare un hub sui temi della sostenibilità economica e sociale e della circolarità. Secondo Toma, è necessario continuare a spingere le pmi verso innovazione e transizione giusta, dando segnali forti anche alla grande industria.
Lella Miccolis, vicepresidente di Confindustria Taranto, sottolinea il coinvolgimento dell'Abi Puglia per mostrare che un percorso aziendale orientato alla sostenibilità può tradursi in vantaggio competitivo e in un accesso più semplice, e a costi più bassi, alle risorse finanziarie. Sulla stessa linea Lara Ponti, vicepresidente di Confindustria con delega alla transizione, sostiene che il cambiamento deve essere sostenuto dal sistema finanziario perché migliora il profilo delle imprese di fronte a Europa e banche.
Impatto competitivo per Puglia e filiere locali
Ponti evidenzia che i territori più competitivi sono quelli che investono nell'insieme degli elementi che compongono la sostenibilità, dalla filiera scolastica alle infrastrutture energetiche, fisiche e digitali, fino a un quadro istituzionale con regole chiare e qualità amministrativa. In questo contesto, il nodo dell'Ilva resta centrale per Taranto perché collega direttamente sostenibilità industriale e competitività del territorio.Per Vincenzo De Marino, presidente della commissione Abi Puglia, il legame tra sostenibilità aziendale e rischio di credito è diretto: maggiori investimenti riducono la rischiosità e tendono a migliorare il merito creditizio. Richiamando l'osservatorio Crif sulla sostenibilità, documento del 2025 riferito al 2023 e al 2024, De Marino segnala che la Puglia resta indietro nel confronto nazionale in valore assoluto, ma mostra un miglioramento nel 2024 rispetto al 2023 e si colloca tra le regioni più virtuose del Mezzogiorno insieme alla Calabria.
Tra i comparti in miglioramento in termini di sostenibilità, De Marino indica telecomunicazioni, alimentare, turismo e abbigliamento. L'evoluzione di questi settori rafforza l'idea che la transizione green nell'area di Taranto non riguarda solo la grande siderurgia, ma anche l'accesso al credito e la competitività dell'intero sistema produttivo regionale.
Nel nostro precedente approfondimento sul Just Transition Fund a Taranto abbiamo ricostruito l’avvio della fase operativa del programma europeo da 800 milioni, con i primi bandi e cinque misure già attivate dalla Regione Puglia per sostenere investimenti, innovazione ed efficienza energetica. Abbiamo inoltre spiegato come il pacchetto includa interventi su bonifiche e riconversione locale, dai progetti “Filiere Verdi” al Sea Hub per il Mar Piccolo, con scadenze e procedure pensate per accelerare la transizione del territorio.
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